OMAN. Un tuffo nei Wadi

May 30, 2016

Pensate al Gran Canyon. Fatto? Bene.  

Ora chiudete gli occhi e immaginate quelle montagne attraversate da corsi d’acqua verde smeraldo orlati da palme altissime e rigogliose e circondati da una fitta vegetazione.

Non è un miraggio ma potrebbe esserlo visto che siamo vicini al deserto. Luoghi così esistono davvero e l’Oman offre questo straordinario spettacolo della natura. Si chiamano Wadi e tutto il paese ne è pieno. 

Nel mio viaggio ne ho visti davvero molti. I wadi sono incredibili e penso sul serio che qui la natura si sia divertita a mescolare ogni cosa.

Il più bello, quello che in assoluto mi ha lasciata senza fiato, è il Wadi Shab, un posto quasi fiabesco che necessita però di un immenso sforzo fisico per affrontarlo.  

Devo dire che i colori, quella mattina, erano straordinari: il cielo azzurro era in contrasto con l'acqua verde smeraldo, con l'ocra e l'oro dei canyon, con le sfumature vermiglie delle palme. 

Il Wadi Shab è un canyon stretto, attraversato da un torrente con acqua cristallina che scorre lungo le pareti rocciose ricoperte da palme e banani. Si trova tra Muscat, la capitale, e Sur, che è una bella cittadina sul mare.

Zaino in spalla, pantaloni arrotolati per evitare l'acqua, scarpe da ginnastica e bottiglietta d’acqua. Siamo partiti così, io e i miei compagni di viaggio, senza dimenticare il costume, visto che è d’obbligo qui regalarsi un bagno alla fine del percorso. Abbiamo lasciato le nostre jeep e con una piccola barca abbiamo raggiunto la sponda opposta del fiume.

Poi, ci siamo incamminati sotto un sole cocente. E io, che sono un po' lucertola e adoro restare ore e ore distesa a bruciarmi al sole, in quei momenti avrei dato qualsiasi cosa per un po' d'ombra!

 

 

Il trekking dura circa un'oretta, poi dipende dal passo. Se avete fretta di arrivare alla fine, in 60 minuti ce la potete fare. Ma io vi consiglio di procedere lentamente, per due motivi: innanzitutto affrontare il caldo con prudenza, e questa, credetemi, è una cosa importante davvero perché durante le ore più calde qui nemmeno si riesce a respirare; e poi per godervi ogni scorcio di questa bellissima passeggiata.

So che se seguirete il mio consiglio, quando arriverete alle piscine naturali l'impressione sarà ancora più forte e intensa...soprattutto quando vi tufferete in acqua per un fantastico bagno rigenerante.

Dopo le prime piscine, il wadi prosegue ancora un po'. Stavolta quasi completamente nell'acqua - non c’è altro modo per continuare il trekking - tra pareti di roccia e piccole spiagge di ristoro. Ma alla fine, dopo aver superato l’ultima barriera, ecco l’Eden: una grande cavità a cielo aperto, una piscina naturale e l’effervescenza di una cascata d’acqua. 

Shab non è l’unico Wadi che ho visitato ma, come detto, è quello che ho preferito tra tutti. Poco distante, c’è il Tiwi, una gola stretta e profonda scavata nella montagna che corre tra le scogliere fino al mare. Il paesaggio è stato abbastanza deturpato da una bruttissima opera di costruzione: un cavalcavia enorme che rovina l’immagine di questo posto. Per fortuna il cavalcavia è circoscritto ad una sola area e poi, a compensare questo scempio, ci sono piccoli e tradizionali villaggi circondati da piantagioni di datteri - che in Oman hanno un sapore eccezionale - e banane.  Proprio qui vicino c’è il caratteristico villaggio di Harat Bidah, una chicca per i viaggiatori curiosi. 

Il percorso per il Tiwi è molto più semplice e raggiungere le piscine è facilissimo, anche perché spesso all’ingresso dei Wadi ci sono tanti bambini che si offrono di accompagnarvi in cambio di un frutto o di una monetina.

Anche qui, comunque, ci sono i barcaioli pronti a indirizzarvi sul sentiero giusto. Perciò scegliete liberamente quello che vi piace o vi ispira di più.

Sono stata anche al Wadi Bani Khalid, che è uno dei wadi più conosciuti di questo paese. Ci siamo arrivati dopo la sosta a Nizwa, percorrendo con le nostre jeep strade impervie tra rocce, gole e montagne. Anche qui, passeggiata a piedi tra piccoli corsi d’acqua e poi ancora loro: le piscine naturali, un autentico spettacolo e un miracolo di questi paesaggi desertici. Il colore dell’acqua era stupendo e tra sentieri stretti – anche fin troppo – e corsi d'acqua mi sono fermata molte volte ad ammirare questo luogo incontaminato e silenzioso, di una bellezza mozzafiato.

Lungo la strada ci sono piccole aree di sosta. Ci si può fermare e mangiare qualcosa. O anche semplicemente perdersi in contemplazione! Da queste parti è molto facile! Tra l'altro queste aree sono anche ottimi punti di osservazione, l'ideale per qualche scatto fotografico.

Ricordate di indossare sempre indumenti leggeri e di portare un cambio nello zaino visto che in alcuni tratti dei wadi si cammina nell'acqua. E soprattutto, tenete sempre bene a mente che qui non ci si può spogliare mai completamente! In nessun caso, nemmeno per tuffarsi in acqua!!! Quindi...occhio ai cartelli in evidenza!!! 

 

 

Infine, voglio raccontarvi anche di un altro posto speciale che ho visto il giorno prima di rientrare in Italia: la Dolina di Bimmah, una profonda cavità nel terreno nella quale si infiltra l’acqua del mare poco distante. Lo scenario è da cartolina. Tanta acqua, all'improvviso, nel cuore di uno dei paesaggi più desertici che io abbia mai visto.  

La dolina è una stranezza della natura, larga circa 40 metri e profonda 20: è, in realtà, un cratere nel quale si è creata una vera e propria piscina naturale e per arrivarci bisogna scendere una lunga scalinata di ferro. 

Come cosa curiosa dovete sapere che girano voci e leggende strane di serpenti e draghi che vivono dentro la Dolina e che solo i più coraggiosi fanno il bagno in queste piscine naturali. La leggenda narra che il cratere fu creato da un pezzo di luna caduto dal cielo. E per questo motivo la popolazione locale chiamò questo luogo "Bait al Afreet", ovvero Casa del Diavolo. La verità invece è che questa piscina si è creata con il crollo di una caverna calcarea. E all'interno della piscina c'è un tunnel sottomarino che porta al mare, che si trova a mezzo chilometro. 

Io ho provato anche a fare un bagno. Che poi bagno...è una parola grossa. Diciamo che mi sono fintamente tuffata per tre nanosecondi, e pure con l'ansia addosso dopo aver ascoltato tutte quelle storie.... 

E poiché non mi spaventa nulla - o quasi - mi sono tuffata...! Ma giusto un attimo. Vi pare mai? 

 

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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