SENEGAL. La Riserva di Bandia: incontro con la natura

July 15, 2016

Il mio viaggio in Senegal è stato tra i più belli e intensi che io abbia fatto.

Un'esperienza stupenda nell'Africa vera, in un realtà che non mi aspettavo. Meta ancora poco conosciuta adesso, meno che mai qualche anno fa, fuori dai più importanti circuiti turistici, è stato il mio contatto più forte con il continente nero. Un viaggio straordinario che ripeterei altre cento volte. E proprio qui, nella "terra di teranga" che vuol dire terra dell'accoglienza e dell'ospitalità, ho fatto il mio primo safari.
A poco più di un'ora da Saly, sulla Petite Cotè, dove ho soggiornato per tutta la settimana, c'è Bandia, la prima riserva naturale privata del Senegal, realizzata sul finire degli anni Ottanta. La riserva è quasi un miracolo  perché costituisce un esempio di ricostruzione e rigenerazione della flora locale con la reintroduzione dei grandi mammiferi dell’Africa che nel corso dei secoli erano spariti in queste zone del continente. La riserva, bellissima, è proprio nel cuore della foresta africana del Grande Baobab ed è l’unica nel suo genere in tutta l'Africa Occidentale.
Gli animali sono stati trasportati a Bandia direttamente dal Sud Africa e, lentamente, hanno ripopolato l'intera area restituendole la sua più vera e profonda identità. 
Non avevo mai provato le emozioni di un safari, e in quel viaggio - finalmente e per la prima volta - stava per accadere. Quel contatto con quella natura così selvaggia mi aveva caricato di tensione e di felicità.
Dopo un viaggio in jeep sotto il sole, tra villaggi e steppa, abbiamo raggiunto l'ingresso della Riserva, un rettangolo di 3500 ettari di proprietà privata. Il contatto con la natura e l'incontro ravvicinato con gli animali la rendono unica.

Gazzelle, rinoceronti, giraffe, struzzi, alligatori, cerbiatti, scimmie e un'infinità di altri animali girano in piena libertà in questo enorme spazio incontaminato. Tutto il percorso, fatto insieme a un ranger della Riserva e alle nostre guide, è stato quasi esclusivamente in jeep. Abbiamo attraversato enormi distese di terra brulla circondate da baobab e abbiamo avvistato anche zebre e bufali. La cosa più bella è che questi animali arrivano talmente vicini che è facilissimo anche toccarli. Credo siano oramai abituati alla presenza delle persone. Per questo riescono a muoversi liberamente buttando l'occhio qua e là su chi va e chi viene.

Due i momenti più belli. Il primo, il mio incontro con le giraffe. Una cosa meravigliosa: in due hanno attraversato la strada con passo deciso ed elegante. Ero estasiata. Mi sono fiondata fuori dalla jeep e sono corsa verso di loro. A guardarle dal basso, mi sono parse - se possibile - ancora più alte, slanciate e leggiadre. Continuavano a mangiare tutto quello che trovavano lungo la strada, ogni tanto si voltavano e abbassavano la testa per guardarmi.

Il secondo: l'avvistamento del rinoceronte. Che non mi sono lasciata sfuggire. Il rinoceronte è il protagonista assoluto della Riserva di Bandia e sebbene sia abituato alla presenza dei turisti è pur sempre un animale che può diventare - improvvisamente - pericoloso. Io invece, noncurante di questo piccolo dettaglio, mi sono messa anche in posa per una foto ricordo. Oggi se guardo quella foto...ho i brividi. Il padrone di casa era dietro di me davvero di qualche metro! 
A Bandia mancano i grandi animali della savana, quelli che scatenano l'adrenalina dei viaggiatori che scelgono la Tanzania o il Sud Africa proprio per un safari. Elefanti, leoni, leopardi...nessuno di loro è presente a Bandia. Probabilmente perché l'impatto e il contatto con il mondo animale in questa riserva naturale è talmente stretto che la loro presenza è stata evitata per motivi di sicurezza.

Per due ore abbiamo attraversato strade di terra rossa e sentieri nascosti tra le piante, avvistando diverse specie di uccelli e arrivando fino ad un piccolo laghetto, nei pressi dell'ingresso, pieno di coccodrilli.
Il parco è pieno di baobab giganti e ultracentenari, un’esclusiva da queste parti, che dominavano la strada e l'intera riserva con la loro stazza. Una vera forza della natura. E poi acacie ed eucalipti profumati...
Ho un fantastico ricordo di quella giornata. Il viaggio in jeep per raggiungere la riserva, il sole cocente dell'Africa sulla pelle, l'odore spiccato degli animali e la magia della condivisione di ogni momento con i miei compagni di viaggio che hanno reso quella settimana davvero speciale...

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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