NEW YORK. Coney Island: sole, mare e luna park

August 11, 2016

Sono stata a Coney Island, per la prima volta, in una bellissima giornata di sole di novembre.

Adoro il mare in tutte le stagioni ma la bellezza dei colori, più freddi e cerulei, e le temperature talvolta mitigate dell'autunno e dell'inverno lo rendono ancora più affascinante.

Per questo motivo, quella mattina ce l'avevo in testa e ci sono andata.

Sono partita da Manhattan nonostante sapessi che a Coney, a novembre, chiude tutto, che avrei trovato una spiaggia deserta, un mare in burrasca, ristoranti e negozi sul board-walk chiusi per ferie.

Ma non ho desistito. Desideravo vedere quel posto che mi aveva stregata per anni in tv con le sue storie sulla borghesia newyorchese in vacanza sull'isola, il suo Luna Park colorato con la mitica Wonder Wheel, la ruota panoramica, le spiagge affollate dalle famiglie, i surfisti con la tavola sotto braccio pronti a cavalcare le onde, i chioschi di gelati e hot-dog. Certo, a novembre non sarebbe stata proprio la stessa cosa ma, in fondo, ogni posto può avere il suo volto, la sua identità, in ogni momento dell'anno, giusto?

Coney Island è una piccola penisola a Est di Manhattan, all'interno del territorio di Brooklyn.

Giusto per parlare delle sue origini, il nome Coney deriva dalla lingua olandese Konjn, che vuol dire coniglio. Ma le storie che si intrecciano sul nome dell'isola, però, sono curiose: c'è chi dice che nel Seicento Coney, isola piena di conigli, fu barattata dai primi coloni olandesi in cambio di fucili e munizioni; qualcun'altro ne fa derivare il nome dalla forma geografica; c'è, infine, chi lo adduce ad una ricca e facoltosa famiglia olandese.

Al di là di ogni storia sul nome, c'è da dire che Coney ebbe il suo magico momento di gloria e splendore quando, agli inizi del Novecento, fu inaugurato il primo parco divertimenti, il primo Luna Park della storia dal quale poi presero lo stesso nome tutti i parchi divertimento nel mondo.

Saloon, alberghi, Casinò e poi il Dreamland. In pochi anni, l'isola divenne magicamente il centro del mondo, o almeno del mondo che viveva attorno a New York. E questo periodo florido, di grande ricchezza, durò fino alla Grande Depressione, momento che segnò profondamente la fine di un'epoca davvero bella. Fu il periodo in cui quella grande nobiltà newyorchese, che tanto aveva amato l'isola per il suo divertimento, lentamente iniziò ad abbandonarla mettendo in crisi l'intero settore turistico.

Coney Island e le sue attrazioni hanno subito, per diversi anni, un lento degrado.

Per diverso tempo si prospettò l'idea di far demolire il parco per costruirci una nuova zona residenziale. Poi, per fortuna, l'intervento di alcune aziende portò, nel 2010, alla riapertura del Luna Park restituendo a questo posto così speciale - e che per lungo tempo è stato anche fuori dai soliti itinerari turistici - il vigore di un tempo.

Del resto, come si potrebbe solo mai immaginare, anche oggi, di poter eliminare Cyclone, l’ottovolante in legno, costruito alla fine degli anni Venti, dallo skyline del quartiere?

Coney conserva un fascino talmente particolare che anche solo semplicemente passeggiare sul lungomare regala una magnifica sensazione di serenità. 

 

Devo dire che vederla in autunno, al di là di ogni aspettativa, me l'ha resa ancora più speciale. Sarà stato forse il non doverla "dividere" con troppe persone che me l'ha fatta sentire più vicina, e un po' più mia.

Comunque io quella mattina avevo deciso: metro Q, linea gialla da Herald Square, direzione Coney via Brighton Beach, e fermata a Stillway Avenue.

50 minuti per arrivare eppure il viaggio mi è parso brevissimo.

Quando sono scesa, due le impressioni. La prima: c'era davvero poca gente.

La seconda: non mi sembrava d'essere assolutamente a poche miglia da New York.

Coney è un posto proprio fuori dall'immaginario di Manhattan, una realtà talmente singolare che in alcuni momenti si rischia di pensare che quasi non esista. Tra l'altro, anche architettonicamente parlando, ha avuto per New York una grandissima influenza perché le più importanti sperimentazioni urbanistiche - traslate poi nei piani di crescita di Manhattan - sono nate proprio qui.

La passeggiata da Stillway al Boardwalk, se vi fermate ad osservare ogni cosa - come me! - diventa lunghissima. Io, per esempio, mi sono incantata dinanzi al parco, nonostante fosse chiuso, perché l'ho trovato di una straordinaria bellezza retrò.

La cosa più singolare è stata, nonostante fosse la mia prima volta a Coney, quella di conoscerla benissimo, di sentirmi perfettamente a mio agio.

Mentre camminavo verso il mare, lungo vialone che dall'uscita della metro conduce al boardwalk, era pieno di splendidi murales. E mentre li osservavo, a passo lento, ripensavo all'anima artistica di New York, presente ovunque: in ogni quartiere, in ogni angolo, direttamente sotto gli occhi della gente. 

Tutto intorno a me, naturalmente, dominava una sola cosa: il Luna Park. 

La sua vecchia struttura in legno gli conferisce un fascino particolarissimo. La ruota panoramica dà una vista spettacolare sullo skyline di Manhattan che da sola vale il prezzo del biglietto. E nonostante il parco fosse chiuso, mi ha emozionato vederlo sia per la sua bellezza, che per il suo vecchio stile e la sua storia.

Su tutto svetta fiero Cyclone, le montagne russe in legno costruite nel 1927. Non sono le più alte del mondo, certo, ma il divertimento è garantito con discese e curve da far drizzare i capelli. E poi Air Race, il Brooklyn Flyer e il Wild River e molte altre giostre, ciascuna con la sua storia e la sua vita.

La promenade sul mare è fantastica. Ha uno splendido pontile in legno che è stato totalmente ristrutturato e dal quale si gode di una bellissima vista sulla città e sulla lunghissima spiaggia. Fa fatica pensare di essere così vicini a New York.

A Coney le strade profumano d'oceano, la brezza marina penetra ovunque e mi piace pensare che la gente porti la sabbia sotto le scarpe fin dentro casa.

La sabbia è soffice, fine, di un bel colore dorato. Quel giorno il mare era piatto ed era pieno di gabbiani.

Trattenersi sul lungomare è piacevolissimo. Quella mattina, tra l'altro, c'era il sole e più si scaldava la giornata più arrivava gente.

Giravano anche un film quel giorno. La troupe era concentrata nei pressi di una statua che riproduce Rocky Balboa, il mitico pugile di Philadelphia.

A piedi ho raggiunto l'Aquarium ma non mi sono fermata. Ho proseguito la mia passeggiata sul mare.

Sono arrivata quasi a Brighton Beach. La camminata, mezz'ora circa, è molto piacevole.

La spiaggia era piena di gente in giro con bambini e cani. C'era anche qualche impavido che ha tentato un tuffo. Ma quel giorno faceva davvero caldo e il gesto non era poi così sconsiderato.

Mentre camminavo mi guardavo intorno e pensavo a quanto la mia scelta si fosse rivelata azzeccata quella mattina.

Coney Island è splendida sempre. E probabilmente, fuori stagione, la si apprezza anche di più.

Prima di rientrare a Manhattan, a Coney resta una cosa da fare.  Che io ho fatto!

Una sosta obbligata in un posto! Che non è un posto qualunque, ma è Nathan's! Se non lo sapete, Coney è famosa per aver inventato e divulgato nel mondo l'hot dog.

E mangiarne uno qui è proprio un obbligo assoluto. Tra l'altro, sono davvero eccezionali.

Nathan’s è il celebre locale che ha inventato gli hot dog nel 1916. La sua storia è proprio di quelle american - style! Lui, semplice dipendente in un ristorante specializzato in hot dog, mise a punto con la moglie una salsina buonissima per farcire i panini. Dopo un po' di esperienza, aprì un locale tutto suo e rilanciò i prezzi degli hot dog alla metà della concorrenza. E divenne il re degli Hot Dog!

Oggi Nathan's è leggenda negli States. Pure i Presidenti vengono a mangiare un hot dog qui. 

Potete provare, oltre l'hot dog, una serie di altre delizie nel suo fast food, ma soprattutto il Lobster Roll, il panino ripieno di astice! Una cosa divina!

Alla fine che fai, non lo provi? Perché non c'è niente di più buono al mondo di un lobster roll della costa orientale degli States: panino, astice sfilettato, verdurine e salsine rosa e allo yogurt. E voilà!

  

Please reload

POTREBBE PIACERTI ANCHE... 
Please reload

- Note Legali

Questo Blog non è una testata giornalistica e non è un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.

I testi pubblicati, i video e le foto usate sono originali e coperte da copyright. Tutti i diritti sono riservati.

Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

All Rights Reserved - 2016

  • Facebook - Black Circle
  • Instagram - Black Circle
  • LinkedIn - Black Circle
  • YouTube - Black Circle
  • Twitter - Black Circle
  • Google+ - Black Circle