INDONESIA. Isole Gili: un paradiso azzurro a largo di Lombok

August 30, 2016

Ogni volta che penso alle isole Gili mi si accende una lampadina e riprendo a sfogliare fotografie.

Mi incanto, poi chiudo gli occhi e in un istante mi tornano in mente tutti i momenti vissuti durante il mio bellissimo viaggio in Indonesia.

Le Gili sono, oggi come allora, tra i ricordi più cari che ho e nei pensieri mi sono rimaste quelle spiagge incantevoli e quella pace che solo un posto così lontano dal mondo può regalare.
Gili Trawangan, Gili Meno e Gili Air, più comunemente conosciute come Gilis, non sono che un minuscolo - e splendido - arcipelago a largo di Lombok, una delle isole più famose del Mar della Sonda.

Presentati semplicemente così sembrerebbero isolotti belli ma senza vita e senza storia. Invece, questi lembi di terra paradisiaca bagnati da acque cristalline fecero già furore alla fine del secolo scorso, e sebbene lo stile di vita oggi sia molto cambiato rispetto ad allora, da queste parti è comunque rimasto lo spirito  hippie e un po' goliardico d'un tempo.

Del resto, la posizione geografica è esattamente la stessa. Le Gili erano, e sono ancora, al centro del “Banana Pancake Trail“, una sorta di percorso immaginario - e hippie, appunto! - che attraversa le principali regioni dell’Indonesia. Poi, oltre questo, per chi non lo sapesse...il Banana Pancake è una frittella di banane eccezionale, uno dei piatti tipici dell'Indonesia. Una di quelle cose che una volta in Indonesia bisogna assaggiare per forza...

Le Gili erano, un tempo, una sorta di paradiso per i campeggiatori. Si arrivava qui con lo zaino in spalla, in costume e a piedi nudi. Si montavano le tende e ci si dimenticava di contare i giorni. Oggi invece queste isole hanno per parte mantenuto un loro aspetto spartano ma sono anche piene di magnifici resort sul mare, costruzioni spettacolari che si integrano perfettamente nella natura selvaggia di questi posti, molto eleganti e glamour, e che hanno anche mutato profondamente il target di visitatori. In breve, l'anima frickettona resta ma c'erano più figli dei fiori prima e gente un po' più chicchettosa oggi.   
Sono stata alle Gili per qualche giorno.

Solo quattro, pochi se ci penso. Perché mi sono piaciute moltissimo! Tra le tre ho scelto Gili Trawangan, che avevo letto essere la più modaiola e godereccia, piena di ristoranti, piccoli bar e palafitte sull'acqua. La altre due, Gili Air e Gili Meno, sono meno movimentate avendo conservato maggiormente uno spirito più autentico. Che pure avevo voglio di vivere e vedere, ma durante quel viaggio mi andava di sperimentare anche altro. Soprattutto di testare il contrasto del giorno e della notte che quest'isola molto fortemente, per la verità, riesce a regalare.
Il traghetto per le Gili era zeppo, eravamo tutti costipati come acciughe in una scatoletta. Al Porto di Padang Bai c'era un fiume di gente in fila, un numero assurdo di ragazzi, una folla pazzesca. Prima di salire a bordo mi sono chiesta diverse volte se saremmo davvero riusciti tutti a mettere piede su quel "barcone". Il viaggio da quel porto di Bali dura circa due ore e all'arrivo ricordo una cosa molto divertente: scendere dalla scaletta, rigorosamente senza scarpe, con la valigia sulle spalle e proseguire a piedi nudi nell'acqua fino a riva. Perché non c'è porticciolo, né un pontile. Alle Gili arrivi con la barca, metti i piedi nell'acqua e te la cavi da solo col tuo bagaglio - meglio se leggero - fino a terra.  
La zona del porto è un sovraccarico di gente, odore e colori. Arrivano tre traghetti al giorno, per lo più di mattina, anche perché il fenomeno delle maree a una certa ora rende totalmente impraticabile il mare. Ma è una cosa meravigliosa da contemplare, specie al calar del sole...

Il paesaggio cambia completamente e sembra quasi di trovarsi su un altro pianeta. Lo spettacolo dell'acqua che si "ritira" è impagabile, lasciando spesso sulla sabbia e la scogliera pietre colorate, stelle e coralli. Ho avuto la fortuna di osservarlo in diversi posti nel mondo, ma ogni volta, in ogni luogo diverso, ha un fascino tutto proprio e speciale. 
La prima cosa bella di Gili T. è che non ci sono macchine né motorini, ma solo biciclette e carrettini trainati da cavalli. Li chiamano cidomi, sono coloratissimi ed è molto divertente farci il giro dell'isola.

La strada, in alcuni punti però, nemmeno esiste. Pertanto, anche pensare di girarla tutta in bicicletta - e noi l'avevamo noleggiata - è inutile. Tutti gli hotel, i ristoranti, i localini affacciano sul mare, lungo una sorta di promenade bellissima fatta di sabbia e pietre che altro non è che la strada principale di Gili T. e che si chiama JL. Pantai Gili Trawangan.

Io ero in viaggio con due amiche carissime e mio fratello. Abbiamo soggiornato al Tir Na Nog, hotel moto carino che è anche un noto e gettonato pub irlandese dell'isola. La cosa bella di quest'hotel? La colazione sulla terrazza di legno sul mare! In ogni caso l'isola offre sistemazioni di ogni tipo e per tutte le tasche. 
Ciò che vince su tutto qui, comunque, è inevitabilmente il mare. Calmo, turchese, cristallino.

Io l'ho vissuto nella stagione migliore, a fine agosto. Da maggio ai primi di settembre il tempo in Indonesia è bellissimo, clima secco e sole caldo. Il mare è particolarmente calmo ma talvolta i venti e le maree lo agitano, portando anche molte alghe, nonostante la stagione buona. Noi siamo stati fortunati: mare stupendo, incredibilmente tranquillo, sole e mai una nuvola. 
Siamo usciti in barca un giorno. In genere è quello che fanno tutti. E' la vita tipica sulle isole.

L'abbiamo noleggiata per l'intera giornata per scoprire le zone più battute da pesci e tartarughe, ma soprattutto per vedere le altre isole dell'arcipelago: Meno ed Air. Questi due isolotti distano una manciata di minuti di barca da Trawangan. Sono isole molto easy e particolarmente spartane. Stradine di terra battuta, chioschi sulla spiaggia, qualche ristorantino sul mare e alberghi piccoli ma deliziosi. Posti perfetti per una vita molto soft...Il massimo del divertimento qui è bere un drink in riva al mare, al tramonto o di sera, ascoltando musica reggae.
Inutile dire che il punto di forza delle Gili è il dolce far niente. Il lento vivere che regna su queste isole rende questo angolo dell'Indonesia un vero e proprio Eden. E a Meno ed Air questo concetto vale doppio. Il perimetro di queste due isole è proprio piccolo ed è possibile visitarle a piedi in breve tempo godendosi la bellezza del paesaggio. 

Molto meritano i fondali. Agli appassionati, per esempio, consiglio di andare a Gili Meno al Bounty Wreck dove giace un vecchio relitto abitato da miriadi di pesci colorati, e di tuffarsi nell’Eden Reef, regno dei cavallucci marini. 
Air invece è l'isola più vicina a Lombok. Sul versante orientale e su quello settentrionale si fa snorkeling tra barracuda e tartarughe. Hanns Reef è il punto strategico per i subacquei ed è un’immersione che termina su un fondale di sabbia bianca tra stelle marine di un bel blu intenso, polpi e pesci foglia. Anche a Gili Air si conduce una vita tranquilla. Dimenticate il quotidiano e abituatevi alla pace e al silenzio.
Una delle cose più importanti da fare alle Gili è vivere pienamente le ore di luce. Il sole tramonta molto presto e questa cosa, insieme al fenomeno delle maree, può cambiare molto la giornata. 
Ogni momento sull'isola trascorre lento, spesso nel silenzio.

Gili T., quando ci sono stata, era davvero piena di gente ma mi sono ritrovata molto spesso, di pomeriggio, fino a poco prima del tramonto, su spiagge assolate e completamente deserte. E mi chiedevo: dove saranno tutti? 
Un giorno, poi, durante un giretto attorno all'isola, mi sono fermata in un posto che ho adorato: le palafitte di casa Bonita. Lì ho conosciuto Alain, un ragazzo anglo-francese produttore discografico e ci siamo ritrovati a mangiare insieme un fantastico piatto di mei goreng, i tipici noodles fritti indonesiani con pollo e pesce, il più buono in assoluto che abbia mangiato durante tutti i miei viaggi in Asia.

E lui mi ha raccontato dei corsi di yoga e di respirazione balinese che si tenevano di pomeriggio nelle case e nelle ville del paese. E mentre lui raccontava, io mettevo insieme i pezzi del puzzle che mi mancavano: ecco dove finivano tutti di pomeriggio!

Uno dei ricordi più belli di Gili T. è legato ad una giornata in cui abbiamo scelto di "separarci" per qualche ora, ciascuno pronto a dedicarsi alla sua attività preferita. Così, io e Simona abbiamo fatto a piedi il giro di tutta l'isola, gli altri si sono buttati nello sport.

Noi ci siamo allontanate inizialmente dalla confusione e abbiamo imboccato una delle stradine parallele alla via principale ritrovandoci nel cuore del villaggio di Gili T. tra capanne, piccole coltivazioni, mercati di spezie e frutta e una piccola moschea in costruzione. Quella mattina abbiamo fatto il bagno su ogni spiaggia, calpestato ogni lembo di terra dell'isola, regalate book fotografici divertendoci come matte, e ci siamo fermate a mangiare nasi goreng e patate alla paprika sdraiate sotto le palme, con una Bintang ghiacciata - la birra indonesiana - e lontane da ogni cosa nel mondo, come se null'altro potesse esistere in quel momento. Una sensazione indescrivibile di benessere che mi porterò dietro sempre.
Poi al tramonto ci siamo ritrovati tutti al White Bar. Uno dei posti più carini dell'isola. Una piccola baia, con un minuscolo bar total white, con amache e altalene sul mare, dove servono acqua di cocco ghiacciata e fanno un mohito eccezionale. Al tramonto, poi, il rito del fuoco per ammirare con maggiore suggestione il tramonto sull'isola di Bali e sul vulcano Batur
Perché è il tramonto qui che fa la differenza. Tutta la zona a sud est dell'isola è benedetta da luci e colori straordinari. Noi siamo stati ogni giorno in un posto diverso: al Paradise, al Sunset Bar e all’Exile. E anche all'Aston Sunset Beach Resort che secondo me batte tutti per bellezza e classe.

Come detto , Gili T. è la più modaiola delle tre, ed è tanto animata di giorno quanto di notte: ci sono ristoranti molto belli ma anche semplici warung che preparano piatti indonesiani buonissimi.

Un'esperienza molto locale l'ho fatta al Fish Market, di fronte agli imbarchi al porto: ammetto che non è assolutamente nel mio stile mangiare così ma per una notte, dall'altra parte del mondo, si può anche fare. Si passeggia tra le bancarelle, si sceglie il pesce fresco e ci si siede ai tavoli per gustarlo insieme a un mare di gente che non si conosce, su pezzi di legno adattati a tavoli e sgabelli, in condizioni igieniche abbastanza precarie! C'è il vantaggio che il posto è molto animato e si fa immediatamente amicizia.

Per cene di pesce doc sono stata invece da Scallywags, una vera delizia, al The Beach House e al romanticissimo Ko-Ko-Mo Resort, ristorante sul mare dove ho mangiato una eccellente tartare di tonno e avocado e ordinato un fish & chips forse anche migliore di quello assaggiato in Scozia.

Per quanto riguarda il divertimento...a Gili T. c’è una festa ogni sera, e ogni locale ha la sua serata di punta. Dal Blue Marlin (che è anche un diving) al nostro pub irlandese, il Tir Na Nog, dal Sama Sama che è un Reggae bar al Rudy's.

Basta fare una passeggiata e seguire la musica. Il resto poi viene...

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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