ARIZONA. Grand Canyon, la gola profonda dell’Arizona

January 4, 2017

Non credo di eccedere nel dire che il Grand Canyon è uno dei posti più ambiti del mondo. Accade quasi sempre così: tutti quelli che partono per gli States, alla scoperta della vecchia America, quella che rievoca il passato di una nazione abitata dai nativi indiani, hanno in testa solo due cose: la Monument Valley e il Grand Canyon National Park, appunto.

Sia chiaro che, finché non ci sono stata, nella testa non avevo null'altro anche io!

Il Grand Canyon, nella parte nord dell'Arizona, è un'enorme fenditura scavata dal Colorado River nel corso di milioni di anni, ed è una delle sette meraviglie del mondo. E’ lungo 500 chilometri ed è visitato da più di 5 milioni di turisti provenienti da tutto il mondo.

Quanto tempo pensate che ci voglia per visitarlo? Facciamo che a volerci stare con calma, a fare il doppio itinerario, sia del North Rim che del South Rim, e provare tutte le attività disponibili (volo in elicottero, giro in canoa, passeggiata a cavallo, trekking nei sentieri, pernottamento sulle rive del fiume, inseguimento di cervi e animali vari, attesa dell’alba e/o del tramonto, rafting e molto altro ancora) non basterebbe una settimana.

Diciamo invece che avete un giorno soltanto a disposizione che dovete necessariamente farvi bastare.

Ecco, spesso accade così. A me è successo così. Dopo un’alba avventurosa alla Monument Valley, che mi porto nel cuore per una serie infinita di motivi, e dopo più di cento miglia percorsi macchina tra deserto e pareti rocciose scottate dal sole, finalmente ho fatto il mio ingresso in uno dei posti più spettacolari d’America e più conosciuti del mondo: il parco del Grand Canyon, incredibile meraviglia della terra. Il parco dei colori, come lo definiscono i molti. E nonostante quella mattina il tempo fosse ballerino (ma da quelle parti è sempre così: pioggia e nuvole e un istante dopo cielo azzurro e sole) l’impatto è stato immediatamente fortissimo. Quel giorno, tra l'altro, (sempre in viaggio con le mie amiche nel nostro tour americano!) siamo state anche fortunate: festa nazionale in Arizona - era il 25 agosto - e all'ingresso i Rangers ci hanno lasciato l'accesso libero al parco senza il pagamento del biglietto, 25 dollari per macchina.

Se pensate che un solo giorno, o poco meno, non sia abbastanza per visitare il Grand Canyon, posso dirvi per esperienza che...non sbagliate! In realtà quando si arriva qui viene voglia di fare tutto ma se i tempi sono stretti basta provare ad ottimizzare le cose. Perciò, studiate bene cosa fare e vedere nel tempo a disposizione.

Già qualche giorno prima, durante il mio viaggio verso Lake Powell e Page, avevamo costeggiato – senza volerlo per la verità, e senza saperlo, il North Rim, il bordo Nord del Grand Canyon che è la parte più complessa da raggiungere e da visitare, la zona più impervia e che richiede effettivamente più tempo.

Tenete presente che il Grand Canyon è una gola profonda e immensa. Uno straordinario abisso che si divarica fra due sponde: i due bordi che sono nella parte settentrionale e in quella meridionale. E in questa lunga gola che emoziona il mondo, lunga quasi poco meno di 30 chilometri, il percorso si allarga e si restringe articolandosi in uno spettacolare zig-zag che si colora di ogni tinta dell’universo.

Detto questo, per cominciare: scegliete quale lato volete conquistare. Per intenderci, dopo quello che vi ho detto, non è che si possa andare da Nord a Sud così, con uno schiocco di dita, attraversando il fiume.

Con le mie amiche, abbiamo scelto il South Rim…che forse è anche il lato più turistico, è vero, ma certamente consente una visuale ampia e bellissima ed è molto più attrezzato anche per le soste.

Il percorso, fatto completamente in macchina (ma ci sono anche le navette, che seguono diversi itinerari: scegliete il percorso sulla mappa, la navetta avrà lo stesso colore), percorrendo la Drive su e giù per il parco con soste varie in tutti i punti panoramici, è puntellato di luoghi straordinari in cui fermarsi e restare in contemplazione. I colori del Grand Canyon sono meravigliosi ed è impossibile restare impassibili dinanzi ad un così straordinario spettacolo della natura.

Uno dei punti d’osservazione panoramici più belli è il Desert View: colpo d’occhio fortissimo. I colori della vallata e il fiume che attraversa il canyon sono emozionanti e, dall'alto, sembra di dominare il mondo. Desert View è proprio all’ingresso South del parco ed inaugura essenzialmente la Desert View Drive che è la strada che bisogna percorrere per godersi tutti i punti stupendi di quest'area del parco. L'itinerario è molto semplice, basta seguire la mappa che lasciano i Rangers all'ingresso (ma io vi consiglio di scaricare già qualcosa online e mettere qualche "x" sui punti strategici da non perdere)  e fermarsi nei posti più belli e famosi. Dal Buggeln al Grandview Point, dal Mather Point che poi è anche il luogo in cui c’è il Visitor Center, allo Yavapai Point, e fino all’Hopi Point che nel mio percorso avevo scalettato per l'ora del tramonto ma che, invece, la pioggerella di quel giorno e il vento forte - all'improvviso -  ci hanno rovinato.

Ogni punto è raggiungibile a piedi. Si arriva, si parcheggia in prossimità dell’area e facilmente si imboccano tutti gli accessi. I più sportivi, e quelli che hanno più tempo, potranno anche cimentarsi in trail e passeggiate. Noi abbiamo preferito goderci il panorama, ammirare la maestosità della natura dall’alto desiderando di fermare il tempo e di restare lì, anche noi, sospese nell'infinito...

Al Desert View, dove la vista è magica perché si tratta del punto più altro del Rim, c’è anche una piccola torre che risale agli anni trenta e che garantisce un panorama a 360°. La vista da qui è davvero niente male.

Sento di dover spendere una parola anche per il North Rim, sebbene io non ci sia stata. E' molto più tranquillo e molto meno accessibile, è vero, oltre che più complesso da visitare. Ogni cosa chiude da ottobre a maggio e non ci sono strutture, servizi, navette. Nel North Rim non ci siete che voi e la natura da affrontare e conoscere.

In compenso, questa zona è piena di sentieri bellissimi, adatti ad esperti di trekking e camminate che, pare, siano di una bellezza selvaggia e incontaminata difficile da trovare in altre parti del mondo.

Tutte le attività possono essere preventivamente organizzate con una serie di agencies che operano sul territorio, e che addirittura partono da Las Vegas, da Page e da molte altre città della California, Utah, Arizona e Nevada. Cercate sempre di organizzarvi per tempo se volete fare dei tour guidati, e questo vale per entrambi i Rim, perché alcune attività sono gettonatissime. Il rafting per esempio, è una delle cose più ambite da queste parti e se non volete perdervi un giro tra le rapide del fiume Colorado prenotate online anche fino ad un anno prima. E non dite che non ve l’avevo detto.

Una delle cose che mi spiace di non aver fatto è la passeggiata sullo Skywalk Grand Canyon, una specie di braccio circolare di vetro e acciaio sospeso nel nulla ad un'altezza che sfiora i 240 metri. Evitatelo se soffrite di vertigini. Provate ad andarci se invece vi piace il brivido. Io un giretto su questo ferro di cavallo trasparente  sospeso nell'aria l'avrei fatto volentieri.

Lo Skywalk è nell'area del West Rim, ma sul versante Nord, e si impiega molto per andarci. E chiaramente nel mio viaggio on the road, programmato minuto per minuto, è una cosa che non sono riuscita a concedermi!

Tornando alla mia visita del South...il giro è stato incantevole e mentre lasciavamo il parco, in coda in macchina all’uscita, siamo state accompagnate per strada da alci e cervi che hanno passeggiato accanto a noi a lungo e senza timore. Il South Rim garantisce un percorso nella natura molto bello. E alla fine della Desert Drive vi consente anche di effettuare la visita dell'Hermits Rest Route, percorso splendido che però impone di lasciare la macchina e di proseguire con le navette messe a disposizione dal Visitor Center e il cui percorso dura 75 minuti con soste nei diversi punti panoramici.

La via tracciata dall'Hermits è fantastica. Si va dal Navajo Point e Lipan Point da dove si può vedere il Colorado per poi fare una sosta al Tusayan Museum, dove sono raccolti documenti, gioielli e utensili delle culture Anasazi e Hopi con alcuni ruderi di abitazioni risalenti a 8 secoli fa.

Se vi avventurate, verso il Grand Canyon Village incontrerete altri punti panoramici (alcuni non sono nemmeno segnalati sulle mappe e...attenti a fare cose non riportate nelle cartine dei Rangers!) come  Moran Point, con vista in lontananza delle rapide sul Colorado e Grand View Point, uno dei più famosi. Da qui parte un sentiero molto difficoltoso verso il fondo, che diverse decina di anni fa era utilizzato dai minatori. 

Si arriva poi a Yaki Point, sicuramente uno dei più belli della zona, raggiungibile solo con la navetta. Da qui si parte per il famoso trail del South Kaibab.

Col senno di poi, penso che il tempo da dedicare al Grand Canyon avrebbe dovuto essere decisamente superiore. Il fatto è che per il fuso orario tra Utah e Arizona ogni visita è slittata e, in viaggio, siamo state costrette a recuperare il tempo perduto!

Nonostante il cronometro alla mano abbiamo goduto di ogni istante di quello spettacolo naturale, tra sentieri perduti che degradavano giù, pericolosamente, verso il fiume, e casupole di nativi indiani che vendevano artigianato locale. Un luogo dove si sente fortemente la presenza della natura...e dove la sensazione è di essere molto piccoli e infinitamente lontani dalla realtà...

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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