GIAPPONE. Kinkaku-ji, il Padiglione d’Oro di Kyoto

March 22, 2017

In un giardino meraviglioso, immerso in un silenzio quasi surreale, tra ibiscus e aceri rossi baciati dal sole, c’è un tempio zen bellissimo, interamente ricoperto di foglia d’oro, che si specchia nelle acque calme e cangianti di un piccolo lago incantato riflettendo tutti i colori caldi della sua naturale e incomparabile bellezza.

E’ il Kinkaku-ji, splendido tempio buddhista nella città di Kyoto, conosciuto nel mondo come il Padiglione d’oro, uno dei luoghi più belli e visitati del Giappone.

Il tempio d’oro di Kyoto, città stupenda che ho amato tantissimo e in cui ancora vive ancora la cultura giapponese più autentica, è interamente ricoperto di foglia d’oro. L’oro...che ha un significato simbolico e di purificazione, che tiene lontano qualsiasi tipo di pensiero negativo, e che è capace di riflettere la meraviglia dell’edificio nei toni dentro il lago.

La bellissima pagoda, che è diventata Patrimonio dell’Umanità, si sviluppa su tre piani (solo gli ultimi due, però, sono completamente ricoperti d’oro) e conserva le reliquie del Buddha.

Il luogo sembra essere quasi fuori dal mondo. Lo spazio temporale si perde nell’immensità e nella profonda bellezza di questo giardino che conserva uno dei templi zen più famosi del mondo. Il complesso, avvolto in un giardino lussureggiante, fu costruito sul finire degli anni Trenta come villa privata per lo Shogun Ashikaga Yoshimitsu, militare giapponese, figlio di Ashikaga Yoshiakira. Poi, alla sua morte, suo figlio volle che la villa fosse trasformata in un tempio zen della scuola Rinzai.

Il tempio, nonostante le sorti poco felici dovute a due incendi, ha subito due ricostruzioni che lo hanno poi riportato alla sua originale magnificenza. Il tempio prese fuoco per ben due volte. La prima, durante le guerre di Onin, nel XV secolo, guerre civili che rasero completamente al suolo gran parte della città di Kyoto, e lasciando quasi intatta – come per miracolo – la struttura del padiglione che ancora oggi si specchia nel lago.

La seconda negli anni Cinquanta. Un monaco fanatico, nel tentativo di suicidarsi, diede fuoco alla struttura. Solo grazie ad una imponente opera di restauro, oggi il Golden Pavillon è un edificio molto fedele a quello dell’ultimo incendio.

Il Golden Pavillon, un tempo ufficialmente chiamato Rokuonji Temple, è alto quasi 13 metri e ogni singolo piano segue una linea architettonica differente: rispettivamente i piani sono in stile Shinden (che caratterizzano le dimore aristocratiche), in stile Bukke (tipico delle antiche residenze dei Samurai) e, infine, in stile Zen (molto più intima e leggera).

Il primo piano del padiglione è conosciuto anche come la Camera delle Acque di Dharma, ha le verande bianche e forgiate di materiali naturali ed è in perfetta armonia con il giardino sul lago che lo circonda, il Kuoko-chi che vuol dire proprio lago a Specchio.

Il secondo piano, “La Torre delle onde del suono”, ha delle porte di legno scorrevoli che si aprono sulla Sala del Buddha e sul santuario dedicato a Kannon, la dea della misericordia nella religione buddhista.

Infine, il terzo piano, dorato dentro e fuori. Sul tetto svetta una bellissima fenice di bronzo. E anche qui, come al Fushimi Inari (lì c’erano le volpi), gli animali hanno un forte valore simbolico. La fenice ha un significato universale di rinascita.

Insomma, raccontata così, questa visita incuriosisce molto e fa gola a tutti ma…leggete e immaginate! Non andateci con il pensiero di entrarci perché resterete delusi. Purtroppo il Golden Pavillon si guarda ma non si tocca! Nel senso che è possibile ammirarlo solo da lontano (ogni giorno dalle 9 alle 17 da marzo ad aprile e fino alle 16.30 per il resto dell’anno) facendo il giro del giardino ma senza poter accedere agli interni che non sono visitabili.

Quindi, oltre al padiglione – che resterete a guardare e fotografare per almeno 20 minuti - e i bellissimi giardini circostanti che in primavera assumono colori straordinari, non c'è praticamente null’altro da vedere, se non la Sekkatei Teahouse, una piccola struttura visitabile aggiunta al complesso nel periodo Edo.

Ho visto il Padiglione in uno soleggiato pomeriggio di maggio. Temperature bollenti e una grande folla in attesa del turno d’ingresso. Ma ogni istante, lo ammetto, è stato ripagato dalla vista dell’edificio e dalla surreale serenità che questo luogo è capace di trasmettere.

Il biglietto (400 yen circa) si fa tranquillamente appena arrivate. Quindi non preoccupatevi di scapicollarvi per trovare i biglietti online o nel vostro hotel.

Per arrivarci, poi…facilissimo! Io alloggiavo al centro di Kyoto e sono arrivata a destinazione con un semplice bus dalla stazione centrale di Kyoto (il mio hotel distava giusto 10 minuti di passeggiata a piedi). Prendete il numero 2, il 101 o il 205. Il viaggio in autobus vi piacerà molto: dalla stazione in 40 minuti avrete una bella panoramica della città. Kyoto ha un’atmosfera particolare, è una città in cui si ha sempre la sensazione di sentirsi un po’ a casa non soltanto per la minimalità dei suoi spazi ma anche, e soprattutto, per l’estrema gentilezza e discrezione delle persone che ci vivono.

Quando arriverete al padiglione godetevi ogni istante della bellezza di questo posto incantato.

Una passeggiata in questi giardini rinfranca lo spirito. Ogni angolo di questo luogo è stato creato quasi per rappresentare il paradiso in terra.

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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