ISLANDA. Golden Circle: il Thingvellir National Park, i Geyser e Gullfoss

June 22, 2017

Il mio primo incontro vero con l’Islanda, l’estate scorsa, è stato con la natura straordinaria che esplode in tutta la sua bellezza nel Circolo d’oro, un anello di 300 chilometri da fare rigorosamente in macchina e che include il Thingvellir National Park, i percorsi tra le falde della dorsale medio atlantica, i geyser e le meravigliose cascate di Gullfoss.

Il mio viaggio in questa isola senza tempo inizia proprio da qui.

Spazi verdi e sconfinati, corsi d’acqua e la linea dell’orizzonte interrotta dalla visione delle prime zolle continentali.

Un posto fuori dall’ordinario dove la natura esplode in tutta la sua bellezza e guardarsi intorno fa viaggiare magicamente con la fantasia perché il silenzio di questi luoghi spinge lontano l’immaginazione e aiuta la meditazione.

Il Golden Circle è stata la prima tappa della mia vacanza islandese. Con tutto il gruppo, a bordo dei nostri van, abbiamo guidato nel verde costeggiando ruscelli e praterie, godendoci una incredibile giornata di cielo azzurro e di sole. Una giornata stupenda che ha reso quella visita ancora più speciale. 

Il Golden è tra le attrazioni più visitate d’Islanda. Qui ci passa davvero chiunque e forse questa è anche un po’ la particolarità di questo giro. Ovunque, nell’isola del ghiaccio e del fuoco, si raggiungono posti in cui non c’è anima viva. Ovunque, tranne qui.

Mettete in conto una giornata intera per visitare il Circolo d’oro. Le cose più importanti si contano sulle dita di una mano ma ci metterete tempo per spostarvi da un posto all'altro. E poi, ogni luogo va vissuto nei modi e nei tempi giusti.

Noi abbiamo cominciato con il Thingvellir, che  è il primo parco nazionale d’Islanda, e non solo. E’ anche un sito storico islandese poiché qui è stato fondato dai vichinghi il primo parlamento democratico al mondo. E il suo nome deriva proprio da questo storico momento (Þingvellr, da þing che vuol dire parlamento e da vellr che significa pianura, e quindi pianura del parlamento) che ha segnato poi il luogo in cui si riuniva l’Althing, l’antico parlamento del paese.

Geologicamente parlando, poi, è l’unico posto al mondo in si può ammirare l’incontro tra le due placche tettoniche: quella nord-americana e quella euroasiatica. 

E noi ci siamo passati dentro a piedi. Sensazione fantastica.

Il parco si raggiunge facilmente. E proprio sulla Ring Road, a circa 40 chilometri dalla capitale.

Noi avevamo pernottato al Base Hotel vicino all’aeroporto di Keflavik, e quindi abbiamo percorso un tratto di strada ancora inferiore.

Nell’area del parco, che nel 2004 è ufficialmente entrato nei siti patrimonio dell’Unesco, non ci sono aree abitate e la sua bellezza è accentuata proprio da questa desertificazione del territorio perché consente di contemplare questi paesaggi nel pieno della loro integrità poiché non hanno subito alcun tipo di contaminazione.

Dopo diversi stop in vari punti di osservazione lungo la strada dove abbiamo incontrato gente di ogni età e nazionalità, ci siamo fermati ad ammirare panorami mozzafiato concentrando lo sguardo verso le numerose faglie che testimoniano il fenomeno naturale della deriva dei continenti. Insomma, da qui, come detto, passa la Dorsale Medio Atlantica, catena montuosa sottomarina situata nell'Oceano Atlantico che va dal Polo Nord fino all'Antartide. E che è la più lunga della Terra.

La dorsale è la zona di rottura tra le due placche di America ed Eurasia che si allontanano l’una dall’altra di 2 centimetri ogni anno. Ed è proprio questa frattura (insieme a quella detta di Wyrville, che va dalla Scozia alla Groenlandia) che ha dato origine all’isola, e oggi è responsabile della sua intensa attività vulcanica.

Durante il nostro giro avevamo segnato sulla mappa la faglia di Almannagja (“la gola di tutti gli uomini”) che è anche quella più famosa. Almannagja è stata la nostra seconda tappa.

Abbiamo lasciato la  macchina al parcheggio, gratuito, e ci siamo incamminati verso la “spaccatura”. La faglia è veramente bella e rappresenta uno dei punti di maggiore interesse naturalistico del parco. E’ lunga poco più di 5 chilometri ed è un vero e proprio canyon nel quale si può anche ammirare la cascata di Öxaráfoss, che ha origine dal fiume Öxará. Più giù, lo spettacolo della natura: ruscelli, laghi, praterie e una piccola chiesa bianca con il tetto azzurro, proprio come quelle viste nei documentari e in tv. 

Una cosa tipica e interessante, da queste parti, la si offre agli appassionati di diving che qui possono immergersi nel lago Thingvallavath, il più grande lago naturale d'Islanda, che ha un fascino incredibile: si può nuotare proprio nel bel mezzo della faglia. L’acqua è gelida ma la visibilità è altissima e pare sia un’esperienza unica per i professionisti. L’immersione è comunque molto insidiosa e viene praticata a rischio e pericolo personale, e questo la dice lunga sull’attività.

Se siete coraggiosi (e anche un po' matti) e volete provarla, collegatevi al sito del parco, compilate il form per la prenotazione e restate in attesa di conferma.

Prima di lasciare la zona ci siamo fiondati in un piccolo emporio nei pressi del parcheggio, l’unico per la verità, per rifocillarci un po’ e…per un sandwich preconfezionato al salmone e una bottiglina d’acqua abbiamo speso circa 18 euro a testa. Ma ve lo dico giusto per darvi qualche info in più e per ricordarvi che quando sarete qui non dovrete farvi troppo i conti in tasca perché l’Islanda è carissima, come vi ho già sottolineato nell’itinerario sul paese.  

Lasciata la faglia, ci siamo rimessi nei furgoncini e abbiamo puntato alla nostra terza tappa: l’area di Haukadalur, una zona geotermale famosa poiché qui si possono ammirare i geyser, le sorgenti di acqua calda per eccellenza, che sono l’attrazione più nota dell’isola, quelle – per intenderci – di cui si parla dell’Islanda in tutto il mondo.

Il più famoso è quello di Geysir, e poiché è il più antico ha dato il nome a tutti i fenomeni di questa categoria. A Geysir sono due i geyser più noti: il Geysir e il più piccolo, Strokkur. Un tempo Geysir eruttava getti d'acqua alti fino a 80 metri ma i turisti nel tempo hanno - stupidamente - ostruito la cavità gettandovi dentro pietre e sassi con l’obiettivo di risvegliarlo.

Strokkur erutta ogni 10 minuti, come un appuntamento fisso, e mostra a tutti la sua straordinaria forza: si surriscalda, inizia a ribollire, si gonfia e poi erutta acqua calda con getti che superano i 30 metri.

Lo Strokkur è delimitato da una corda per evitare che le persone possano bagnarsi. Ma l’emozione è talmente grande che tutti si spingono con il peso del corpo anche oltre la corda prendendo sempre ed inevitabilmente un po’ d’acqua addosso, a seconda del vento…

Ad ogni eruzione, un tuffo al cuore. Vedere il geyser che esplode è qualcosa di veramente emozionante!  Tutto intorno, poi, si respira odore di zolfo. Non so quanto vi piaccia ma a me ha dato la percezione di essere esattamente dov’ero.

Se avete un po’ di tempo in più, scalate la montagna alle spalle dello Strokkur e godetevi l’eruzione dall’alto. Vedere gli zampilli del geyser in quest’area è quasi come vedere un’oasi nel deserto.

Anche qui abbiamo fatto una sosta. Ci siamo fermati al Visitor Centre, un posto davvero bello, con una caffetteria e uno shopping centre fantastici. Sosta indispensabile perché allo Strokkur il cielo si è improvvisamente incupito e abbiamo trovato vento forte e gelido.

La nostra ultima tappa della giornata: Gullfoss. Non credo si possa spiegare con precisione cosa si prova dinanzi ad una magnificenza del genere. Tra l’altro avevamo ritrovato il sole lungo la strada e arrivare alle cascate con il cielo limpido è stata una bella e inaspettata sorpresa.

Gullfoss è tra le più note del paese, tra le più belle che ho visto. E’ una cascata immersa nel verde, con un doppio salto di oltre 30 metri e che finisce quasi ad imbuto in un canyon stupendo che la rende ancora più maestosa e spettacolare. Quando siamo arrivati, poi, l’abbiamo ritrovata avvolta tra gli arcobaleni. Visione che avrebbe emozionato chiunque.

Ci sono due diversi percorsi per poterla osservare da diverse prospettive. 

Il mio consiglio? Farli entrambi.

Noi abbiamo cominciato imboccando una scalinata e poi ci siamo incamminati ammirando, sempre più da vicino, la potenza di Gullfoss. Il percorso “a doppio senso” è sempre molto affollato. Questa cascata è super gettonata, soprattutto nei giorni di sole e di cielo azzurro.

Godetevi la sua magnificenza e lasciatevi cullare dal rumore dell’acqua che rompe il silenzio di questo posto. Poi tornate indietro e fate anche il giro della cascata ammirandola anche dall’alto. 

Quella sera abbiamo raggiunto l'hotel Fosstun trascorrendo una bella serata e festeggiando un compleanno nel nostro albergo super attrezzato, gestito da una coppia gentilissima.

L’indomani avremmo proseguito il nostro viaggio verso Sud: una nuova avventura ci attendeva tra cascate e praterie, lungo la costa, fino alle scogliere e alle spiagge nere di Vik.

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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