MINORCA. Da Cala Pregonda a Platja de Cavalleria: le spiagge rosse delle Baleari

March 29, 2017

Minorca: l’isola dai mille colori, l’isola che non mi aspettavo.

L’ho scoperta da poco, per caso. Cercavo qualcosa che potesse sostituire Formentera per qualche giorno, a luglio, evitando di spendere un capitale per un weekend e di ritrovarmi nella bolgia.

Due cose che sembravano impossibili da conciliare. Innanzitutto perché ho sempre considerato Formentera la mia isola, unica e ineguagliabile per la bellezza del suo mare e la sua atmosfera.

E poi perché acquistare un volo, specialmente d’estate, a poche settimane dalla partenza, vuol dire quadruplicare i costi.

Invece, per caso, durante una ricerca online, mi sono imbattuta in questo meraviglioso lembo di terra bagnato da un mare meraviglioso, a poco più di un'ora di volo dall'Italia e a prezzi super abbordabili, e non ci ho pensato due volte: un click e ho comprato il biglietto aereo.

Minorca è un’isola bellissima, la seconda per estensione delle isole Baleari, dichiarata Riserva della Biosfera dall’Unesco (andateci almeno una volta e vi sarà chiaro il perché!), ed è il rifugio perfetto per chi cerca il paradiso dietro casa, e desidera pace, silenzio e tranquillità. Ma soprattutto un luogo dove godersi il mare. Un mare da lasciare senza fiato.

La bellezza vera di quest'isola - l’ho capito solo vivendola - è nella sua diversità.

Diversità di paesaggi, diversità di colori. In 5 giorni sono passata dalla sabbia bianca e fine, bagnata da un incredibile mare turchese, alla sabbia rossa e dorata bagnata da acqua verde smeraldo e turchese intenso. E poi pinete, scogliere a strapiombo, distese di terra rossa, piccoli canyon rosati.  

Paesaggi ancora vergini, poco battuti dal turismo di massa, dove bisogna portarsi dietro l’ombrellone per ripararsi dal sole cocente su spiagge paradisiache dove non c’è un chioschetto nemmeno a pagarlo oro, e dove si cammina tra scogli, rocce e macchia mediterranea.

Minorca è una tavolozza incredibile di colori. 

Ed è dai paesaggi dipinti di rosso, arancio, dorato e marrone bruciato che voglio iniziare. E da quel mare verde e turchese insieme che mischia, armoniosamente, le sue sfumature con quelle della sabbia e della terra. Uno spettacolo magnifico.

Noi facevamo base a Ciudadella, posto delizioso e curatissimo. E da lì partivamo ogni giorno, sempre molto presto di mattina, verso località diverse.

A Minorca funziona così: si scende prima che si può per assicurarsi l'accesso a determinate spiagge (se arrivate a parcheggio full non avrete più modo di accedere) e, oltretutto, per non camminare troppo a lungo sotto il sole.

Da Ciudadella, per le spiagge di cui sto per raccontarvi, abbiamo imboccato la Me-1 deviando poi per Es Mercadal, un piccolo villaggio nell’entroterra che rappresenta un po’ l’essenza dell’isola, pieno di vicoletti, stradine pedonali, casine basse, bianche e molto curate. Il paesino è perfetto per chi vuole starsene lontano da tutto, passare del tempo tra la natura e in bici, prendere un buon caffè, leggere un libro nella tranquillità più assoluta e godersi i panorami di Sa Fontassa.

Dal villaggio iniziano tutte le indicazioni per raggiungere una delle spiagge più particolari di Minorca: la spiaggia di Cala Pregonda, che si trova tra Playa de Binimel e Cap de s’Alairó, di fronte all’isolotto e agli scogli di Pregonda. Il mare è stupendo: tra il verde e il turchese, incredibilmente trasparente, con fondali sabbiosi e un paesaggio rosso-marrone-arancio da lasciare poco spazio alle parole. 

Mettete in conto almeno mezz’ora per arrivare a destinazione da es Mercadal alla Cala. La strada è un disastro, peggio di una mulattiera e noi, lungo la strada, abbiamo incontrato una sfilza di automobilisti impegnati a sostituire pneumatici bucati dai sassolini. Tra l'altro, abbiamo seguito tutte le indicazioni per Pregonda ma alla fine ogni strada riportava a Platja de Binimel.là.

Ci siamo arrivate quindi senza rendercene conto. E se dovesse capitare anche a voi, tranquilli: non avete sbagliato strada. Anzi, vi suggerisco di puntare proprio a questa cala, parcheggiare e intraprendere la bellissima passeggiata a piedi fino a Cala Pregonda.

E questo per due motivi: il primo è che la passeggiata da Binimel a Pregonda è fantastica. La seconda perché il ristorantino nel verde di Platja Binimel.là vi sarà utile per rifocillarvi prima e dopo la giornata in spiaggia…considerato che nelle cale c'è il deserto assoluto.

Dal ristorante basta avviarsi alla spiaggia di Binimel. Il percorso è tra terra, sabbia e passerelle di legno costruite nella vegetazione e che fanno a zig-zag tra i corsi d’acqua. La cala è bella ma il percorso lo è ancora di più.

La passeggiata prosegue lungo un sentiero in salita. I colori già qui iniziano a cambiare.

Dal verde della vegetazione e dalla sabbia dorata si passa ad un paesaggio di terra rossa e di rocce che sembrano bruciate dal sole. Se siete stati nella Monument Valley, in Arizona, con un po’ di immaginazione vi sembrerà di riviverne qualcosa. I colori ricordano tanto il noto parco americano.

Il percorso, come detto, è splendido e vale ogni singolo passo fatto solo il sole. Tra l'altro, e questa è una particolarità di Minorca, troverete lungo la strada anche una necropoli. Tra i sentieri che conducono alle cale, infatti, ci sono grotte preistoriche ed evidenti tracce archeologiche. 

La passeggiata godetevela tutta ma attenzione ai colpi di calore. Noi, a metà luglio, abbiamo trovato un clima africano, un caldo asfissiante. Perciò, prima di incamminarvi verso il mare, se il vostro obiettivo è di passare tutta la giornata nelle acque cristalline di Pregonda, ricordate di portare acqua, cibo, cappellini, solari e soprattutto ombrelloni poiché non c’è un bar nel raggio di chilometri e, durante il tragitto, subirete molto l’effetto del sole che brucia la sabbia e...la pelle. 

Da Binimel la prima tappa è Punta de Sa Marineta e, più avanti, si va verso Punta de Pregonda: le tinte del paesaggio cambiano ancora e inizia un nuovo spettacolo di colori per gli occhi e il cuore.

Da qui, ancora qualche centinaio di metri e finalmente lei: Cala Pregonda in tutta la sua selvaggia bellezza. Una meravigliosa caletta con un’atmosfera unica, con la sabbia mista tra l’oro e il rosso e l’acqua verde e turchese nello stesso tempo. E poi, rocce rosate e marrone bruciato che arrivano fino al mare. Dinanzi alla spiaggia, l’isolotto di Pregonda e una scogliera che abbraccia la baia.

Che posso dirvi se non che non mi sarei mai aspettata una visione del genere?

Dopo alcune ore abbiamo rifatto il percorso all’indietro, abbiamo ripreso la macchina e in 10 minuti siamo arrivati in un altro posto meraviglioso: Platja de Cavalleria, ancora più vergine e incontaminata di Pregonda. Mezzo chilometro di sabbia oro e terra rossa, mare verdissimo e lo stessa morfologia rocciosa di Pregonda.

Cavalleria è molto suggestiva ed è circondata da scogliere alte in alcuni punti anche 100 metri dalle quali si gode di una bellissima vista. Sulla spiaggia troverete grosse quantità di terra rossa mista ad acqua. Molti pensano che sia argilla, l'ho pensato anche io a dir la verità. Ma, appunto, non è così. Però poiché fa molto bene alla pelle perché crea un fantastico effetto peeling troverete tanta gente intenta a spalmarsela addosso.

Se dovesse capitarvi, venite qui con un costume vecchio perché la terra si appiccica - praticamente per sempre - agli indumenti e sarebbe poi un peccato dover buttare via tutto.  

Anche a Cavalleria ci si arriva attraversando un sentiero di terra rossa e rocce, tra arbusti, profumo di piante e l’odore del mare. E come a Pregonda, dimenticate spiagge attrezzate, lettini e bar. Questo lembo di sabbia bagnato dal mare minorchino è tra i più selvaggi dell’isola.

Per non farci mancare nulla, e impiegare ogni istante delle nostre giornate, io, Laura, Mary e Giovanna ci siamo dirette al faro per gustarci il tramonto. E ve lo consiglio assolutamente. E' una sorta di percoro obbligato, il modo migliore per concludere la giornata di mare.

L'isola di Minorca ha sette fari ma quello di Cabo de Cavalleria è il più antico, ed è proprio sulla punta di un’alta scogliera a nord dell'isola. La strada per arrivarci è tra muretti a secco, prati e casupole di pietra. Il faro, costruito nel 1857, spicca da lontano, e spicca in questo paesaggio.

A piano terra c’è un mini museo dove sono raccolte le testimonianze del patrimonio naturale della zona e racconta la storia del faro. Non c’è molto da vedere o da fare qui. Noi semplicemente abbiamo preso qualcosa da bere e un gelato al bar all’ingresso e ce ne siamo andate sui muretti che sporgono sulle scogliere a picco sul mare per gustare il tramonto accarezzate dal vento.

Un piccolo ma importante consiglio: quando sarete a Minorca e deciderete di andare a Pregonda o comunque verso questo lato dell’isola, sinceratevi che le condizioni del vento siano quelle giuste (chiedete in hotel, al bar quando andate a fare colazione, al supermercato, o a chiunque) perché quando batte forte il vento di Tramontana questo mare, che è quasi sempre una piscina, diventa il paradiso dei surfisti con mare mosso e onde alte. Bellissimo da vedere anche in questa occasione ma lo spettacolo di questi posti si gusta pienamente quando vento non ce n’è… 

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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