MEDUGORJE. In pellegrinaggio in Bosnia ed Erzegovina dalla Madonna

April 13, 2017

Dopo il mio viaggio a Fatima, qualche anno fa, avevo promesso che un giorno sarei venuta anche qui. Lo ammetto, non sono mai stata una grande fan del turismo religioso. Forse perché troppe volte ho visto frotte di persone convogliarsi - senza nemmeno grande fede - in luoghi che invece, la fede, la rievocano anche agli scomunicati.

Io che però mi sento molto vicina a certe cose non mi sono fatta mancare, quando ho potuto, tappe di questo tipo, anche in passato. E dopo il mio viaggio in Portogallo di qualche anno fa, che mi ha portato prima a Santiago de Compostela e poi a Fatima, un posto - quest'ultimo - che mi ha completamente aperto il cuore, mi sono detta che un giorno sarei andata anche a Medugorje.

Medugorje è un luogo straordinario, commovente. È un'esperienza forte e bellissima da portarsi dentro. Ed è stata un’emozione che non mi aspettavo.

E mi piace l’idea di potervene parlare proprio adesso che è Pasqua. Quale occasione migliore?

Meta a lungo desiderata ma mai programmata, mi è capitata per caso durante un viaggio di lavoro, proprio la settimana scorsa. Ho scoperto, all’improvviso, che in un paio d’ore, dalla Croazia, avrei potuto raggiungere i luoghi delle apparizioni e non mi sono fatta scappare questa opportunità unica.
Da Spalato, insieme ad un gruppo di persone che nemmeno conoscevo, siamo partiti all’alba di una giornata gelida. Il viaggio non è stato lunghissimo. 150 chilometri separano Split, cittadina molto carina che avevo visitato già qualche anno fa, dalla città di Medugorje.

Credo di essermi addormentata per un po’ durante il tragitto anche perché fuori nulla ha attratto particolarmente la mia attenzione. Per chilometri e chilometri ho continuato a vedere solo cielo cupo e grigio e un paesaggio senza colori. 

Siamo arrivati al confine con la Bosnia ed Erzegovina dopo poco più di un’ora. La nostra accompagnatrice ci ha fatto compilare un registro con i nostri nomi e la data di nascita e poi ha raccolto i passaporti e le carte d’identità (mi raccomando di controllare che abbiate uno dei due con voi o non riuscirete a passare il confine). Poi, una volta alla dogana, è scesa per i dovuti controlli. Che sono durati 45 minuti. Ad essere sincera, non mi è chiaro cosa abbiano controllato. Perché al di là dei documenti, nessuno è salito sul pullman per guardarci in faccia e verificare chi fossimo, e che fossimo davvero noi. Tutto quel tempo, poi ho chiesto, è necessario per l’antiterrorismo.

E se questi sono i controlli, allora smetto di farmi domande...

Dal confine, in 20 minuti siamo arrivati finalmente a destinazione.

La temperatura a Medugorje pare sia sempre molto rigida. E anche quella mattina il freddo si è fatto sentire, insieme al vento e all'umidità.

Poi però, inspiegabilmente, il cielo si è aperto ed è venuto fuori un sole molto più estivo che tipico delle giornate di aprile. Se posso darvi un consiglio, quindi, vestitevi a strati. Cose pesanti per coprirvi e, sotto, abbigliamento più leggero. La temperatura è davvero molto variabile.

Proprio dinanzi al parcheggio inizia la sfilza di negozietti di souvenir. Klizia, la nostra accompagnatrice sul bus, prima di lasciarci alla guida locale, Nicolas, ci ha suggerito di acquistare un bastone di legno in uno dei negozietti per aiutarci nell’arrampicata sulla collina.

Sarebbe stato anche un ricordo da portare a casa, secondo lei.

E in molti lo hanno comprato. Io, sinceramente - e me ne sono amaramente pentita - non l’ho ascoltata. Salire sula collina delle apparizioni è davvero difficile e avere un appoggio è indispensabile.

In quell’unica giornata abbiamo concentrato la visita alla collina e alla chiesa ai suoi piedi. Troppo poco per Medugorje. Io avrei fatto, se avessi avuto più tempo, anche la Via Crucis, che si trova esattamente sulla collina di fronte e che implica 4 ore di cammino.

Dal parking alla collina delle Apparizioni sono 5 minuti a piedi. Il cammino dura quasi un’ora. Lungo il percorso, abbiamo incontrato la prima statua della Regina della Pace con la croce, la Croce Blu. E ogni anno, dal luglio del 1982, proprio in questo luogo, si incontra regolarmente il gruppo di preghiera del veggente Ivan Dragicevic.

Ancora più su c’è un rilievo in bronzo che rappresenta i misteri gioiosi e gloriosi del Rosario. Giusto come curiosità, la scultura è stata realizzata da un italiano alla fine degli anni Ottanta.

Sempre lungo il percorso, si erge un’altra grande croce che indica il posto in cui la vergine invitò per la prima volta alla pace.

Come dicevo, la collina è impervia ma tutti, di ogni sesso ed età, hanno raggiunto la vetta, anche se con molto sacrificio. In alcuni momenti siamo stati costretti ad accovacciarci e ad aggrapparci ai sassi e agli alberi per tenerci dritti ed evitare di cadere.

La statua della Madonna si trova proprio in cima alla collina e per tutti noi è stato quasi come un miracolo ritrovarci lì.

Non mi vergogno a dire che mi sono commossa. Ho pianto, si. A dirotto. Ma tutti, o quasi, piangevano intorno a me. Non saprei spiegare bene cosa sia accaduto. E' stata una sensazione fortissima, un'emozione che non sono riuscita a controllare e che ho vissuto come vicinanza e come liberazione. Ho iniziato a lacrimare quando ho messo piede giù dal pullman e ho continuato fino al mio rientro in nave.

La bellezza di questo posto, ora lo so...è nella fede della gente. Ho visto persone, sedute sui sassi (io ero tra quelle) piangere, pregare, restare in silenzio, meditare. Certe cose le senti. Io, noi, abbiamo sentito una grande forza dentro. E la pace.

Ma ho visto anche - e non è stato bello - chi è arrivato lì solo per il gusto di poterlo dire a parenti e amici e per scattare una fotografia da portare a casa. Terribile verso chi in quel momento, in quel luogo, era lì per lasciare le proprie sofferenze, riporre speranze, chiudersi nelle preghiere.

Dalla collina delle Apparizioni si vede il Krizevac, il monte più alto di Medugorje sul quale nel 1934 i parrocchiani hanno eretto una croce di cemento alta più di 8 metri in occasione dei 1900 anni della morte di Gesù. Ecco, anche lì avrei voluto andare.

Da quel momento, comunque, si celebra ogni anno ai piedi della croce la messa nel giorno dell’Esaltazione di Gesù, la prima domenica dopo la festa della Natività della Vergine Maria, che cade esattamente l’8 settembre.

Dalle Apparizioni in poi, invece, si è iniziato a pregare la Via Crucis sul monte.

Ripresa la strada del rientro, ci siamo ritrovati ai piedi della collina dove c’è la chiesa di San Giovanni. Quello che mi ha stupito è che stavano lavorando all’allestimento del piazzale probabilmente per le messe di Pasqua. Io mi sarei aspettata una messa anche quel giorno. Invece l'area era quasi completamente deserta e di messe, in chiesa, nemmeno l'ombra. 

Tutti però siamo rimasti a lungo in preghiera sulle panche a contemplare la bellissima Madonna che domina l'ala destra della navata.

Dietro la chiesa è stato creato un piccolo parco con un viale alberato. Ci sono alcune formelle dei misteri luminosi del Rosario. Se volete fare una passeggiata nel verde, in pace, venite qui.

Infine, sempre in questo piccolo parco, e quasi a ridosso del parcheggio, c’è la splendida scultura del Cristo Risorto realizzata dallo scultore sloveno Andrija Ajdič nel 1998 e donata al Santuario di Medugorje. Con le sue grandi braccia aperte all’umanità questa grande scultura attrae tutti i pellegrini anche per un fatto molto toccante.

Dal ginocchio destro di questa scultura, da qualche anno, fuoriesce continuamente un liquido simile a una lacrima, liquido che non evapora e non gela. E qui è pieno di pellegrini che raccolgono quelle gocce dentro panni, fazzolettini e qualunque altra cosa possa assorbire quelle gocce. 

Quelle lacrime, dicono, si prendono per gli ammalati. A Medugorje dicono che siano lacrime di Gesù, che la Madonna ci chiami per asciugare le lacrime di Cristo. E mentre asciughiamo le sue, Lui asciugherà le nostre. Forse è vero, forse no, ma il gesto ha una portata simbolica toccante.
Sul piano scientifico questo fenomeno è stato ovviamente analizzato.

Alcuni studiosi dell’Università di Padova hanno parlato di condensa, considerato che la statua è costituita da bronzo e rame ed è cava al suo interno. Ma ogni giorno fuoriesce quasi un litro d’acqua da quel ginocchio...e anche la scienza, alla fine, ha dovuto ammettere che una cosa del genere...non è assolutamente spiegabile.

Io penso che in questi posti non ci sia scienza che spieghi...

A Medugorje come a Fatima o altrove si va con la fede dentro e il cuore in mano. E ogni cosa, anche quella più impercettibile, per chi ci crede, avvicina alla preghiera.

Una giornata sola è poca per vivere pienamente Medugorje ma vi posso assicurare che anche solo un minuto trascorso qui regala la pace dentro. 

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