MALAYSIA. Batu Caves: le grotte sacre di Kuala Lumpur

June 14, 2017

Se siete a Kuala Lumpur, questo è un posto che dovete assolutamente vedere.

Le Batu Caves sono quanto di più particolare e suggestivo possa capitarvi di visitare durante un viaggio in Malaysia. Il paese è bello, bellissimo. Il mio primo viaggio in Asia, come vi ho raccontato in uno dei miei primi post quando è nato il blog. Un itinerario che rifarei volentieri magari toccando anche nuove tappe e quella parte della Malaysia più vicina al Borneo.

Quando si parla di questo paese inevitabilmente si pensa ai ritmi e ai colori coloniali di Malacca, alle spiagge paradisiache sul mare cinese, al fascino del jungle train e alla meravigliosa natura selvaggia del parco nazionale di Taman Negara con la foresta tropicale più antica del mondo, al silenzio delle Cameron Highlands. Eppure, la sua capitale, che tanto ho amato, offre posti e attrazioni altrettanto affascinanti che in un viaggio da queste parti non ci si può far assolutamente mancare.

Ecco, le grotte di Batu sono senza dubbio da mettere in programma una volta arrivati a Kuala Lumpur. Distano un po’ dal centro. Noi ci siamo arrivati prendendo un taxi dal nostro albergo, il Traders (meravigliosa struttura del gruppo Shrangri-La che offre la migliore vista della città sulle Twin Towers). 40 minuti circa di traffico per poco più di 15 chilometri (mettetelo in conto! KL è pazzesca anche sotto questo punto di vista!!) e appuntamento alla fine della nostra visita con i tassisti che sono tornati, puntuali, a prenderci.

Voi però potete anche andarci in altri modi. Per esempio da KL Sentral o dalla vecchia stazione centrale nota come KL, basta acquistare un biglietto per KTM Komuter e scendere alla fermata Batu Caves. E’ davvero un attimo perché l’ingresso delle grotte è prorpio all’uscita della stazione.

L’impatto con le Batu? Fantastico! Un’enorme statua alta più di 40 metri e dedicata al Dio Murugan, uno dei figli di Shiva, e tra i più importanti per la comunità Hindu di origine Tamil, e una delle immagini simbolo della Malaysia, ci ha accolto in tutta la sua magnificenza.

Le Batu Caves sono un complesso di grotte calcaree, oramai famoso luogo di pellegrinaggio che raccoglie persone provenienti da ogni parte del mondo.

Noi abbiamo incontrato gente di ogni età e nazionalità, fiumi di persone in cammino verso l’ingresso e in fila sulle alte e lunghe scalinate con 272 gradini che dai piedi della statua portano fin dentro le grotte.

Le grotte principali sono tre. La più grande è la Temple Cave, dove trovate anche i piccoli templi Hindu, ed è alta quasi 100 metri. Via via che si prosegue dentro la grotta si arriva ad una cavità più piccola dove c’è una bella e grande apertura nel soffitto che lascia entrare la luce naturale. Qui siete nella Art Gallery Cave e vi incanterete, come è accaduto a noi, dinanzi alle pitture e alle sculture degli dei induisti.

Poi, c’è la Dark Cave. Enorme, lunghissima. Ben 2 chilometri ed è l’unica per la quale dovrete pagare un ticket perché il resto del sito è interamente free. 

Qui ci troverete una infinità di stalattiti e stalagmiti. In realtà la Dark noi l’abbiamo vista soltanto dall’esterno. Quel giorno i cancelli erano chiusi ma nessuno è riuscito a spiegarci il perché. Credo sia molto bella - almeno per quanto ho letto - e anche se credo sia molto cupa e sovraffollata di pipistrelli vale la pena vederla. 

Vicino alla Dark c’è una terrazza molto bella. Si accede tramite una scalinata sempre piena di piccole scimmiette dispettose che rubano acqua e cibo dalle mani e dalla quale si gode di una bellissima vista sullo skyline di Kuala Lumpur.

Il sito è davvero bello e nonostante l’infinita scalinata non è poi così difficile da affrontare. Indossate abiti leggeri e scarpe comode, portate un po’ di acqua in borsa e attenzione a prelevare dai vostri zainetti snacks e bibite in presenza dei macachi (a decine!) che salgono e scendono  a gruppi. Oltre a essere scimmiette ladre e dispettose, sono pure un po’ cattivelle e per sfilarvi di mano le cose rischiano di farvi male.

Lanciano sassi, tirano i capelli, in alcuni casi mordono... però fa troppo ridere vederle mentre scippano panini e patatine dalle mani dei turisti che si avvicinano con le macchine fotografiche e scappare, subito dopo, sulle gradinate.

Il nome Batu proviene dal Sungei Batu (fiume roccioso in Malay), un fiume delle vicinanze. La collina che ospita le cave ha un’età geologica di circa 400 milioni di anni e qui, anticamente, ci vivevano le popolazioni aborigene malesi. Sul finire dell’Ottocento il sito fu usato da un gruppo di contadini cinesi per la raccolta di guano (gli escrementi dei pipistrelli), usato come fertilizzante.

La configurazione induista del sito invece è dovuta a Thamboosamy Pillai, ricco mercante che dedicò un tempio all’interno della grotta a Murugan. A partire dal 1892, le grotte divennero destinazione di una delle più importanti celebrazioni tamil: il Thaipusam. Ancora oggi questo rito viene celebrato ogni anno nelle caverne attirando un milione di devoti da tutta la Malesia.

E quella meravigliosa statua dorata posta all’ingresso delle Caves, che vedete nelle prime foto, è stata realizzata nel 2006 ed è uno dei simboli più noti del paese.

Durante la nostra visita abbiamo avuto anche la fortuna di partecipare ad un rito induista. Garantisco che è una cosa molto bella e sentita. Ci siamo messi in fila con la nostra offerta (qualche soldo e qualche fiore) e in cambio abbiamo camminato intorno ad un piccolo altare tenendo le braccia verso l’alto e lasciandoci benedire con le ceneri. Alla fine ci hanno disegnato un simbolo circolare sulla fronte con la cenere e lasciato indossare un bracciale. 

Inutile sottolineare che tutto intorno è pieno di negozietti e ristorantini. Ma è anche normale che sia così. Le Batu Caves sono sempre super frequentate, e sono famose percheé proprio qui viene celebrato un evento religioso importantissimo per la comunità indiana in Malesia per ricordare le gesta di Murugan. Nel corso dei festeggiamenti, molti fedeli fanno un lungo pellegrinaggio devozionale durante il quale vengono compiuti atti sacrificali rituali per dimostrare il proprio valore e la propria gratitudine alla divinità, alla quale vengono rivolte in cambio richieste di attenzioni e protezione. Il luogo da cui parte il pellegrinaggio è legato alle origini delle caverne come luogo sacro, poiché si tratta del tempio di Sri Mahamariamman, bellissimo e molto suggestivo e che si trova nel centro storico di KL.

Insomma, le Batu Caves sono veramente una chicca di questa splendida città. Si respira un’aria sacrale che non lascia indifferenti. L’immensità della natura è quasi dirompente e il silenzio dell’intero sito rende l’atmosfera molto suggestiva. Una visita alle grotte è una vera esperienza mistica. Una volta qui vi sembrerà di essere lontani anni luce dal nostro mondo, dal nostro Occidente così frenetico, caotico, rumoroso.

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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