• Melania Bifaro

MALAYSIA. Isole Perhentian: Pulau Besar, il paradiso esiste e lo trovate qui


Lo so, del paradiso parlano un po’ tutti perché i posti belli, nel mondo, sono veramente tanti.

Ma credetemi! Ho viaggiato molto e una meraviglia così non mi era capitata mai di vederla prima.

Non avevo nemmeno immaginato una natura così bella, così esplosiva, così straordinariamente selvaggia.

Solo quando sono stata alle Seychelles (prima) o alle Maldive (dopo) ho avuto la medesima sensazione.

Ho amato la Malaysia nel preciso istante in cui ci ho messo piede.

Ma quando sono arrivata alle isole Perhentian, meravigliose e piccole perle disegnate in quell'azzurro unico che solo il Mare Cinese possiede, ho avuto la consapevolezza che posti così si vedono davvero solo nei documentari di National Geografic.

Spiagge candide, sabbia finissima, palme da cocco e un mare strepitoso, non solo per i suoi colori, ma soprattutto perché ricco di pesci colorati, squalotti, tartarughe, conchiglie e coralli di ogni dimensione.

L’Eden vero, insomma.

Uno di quei posti in cui devi solo lasciarti andare dinanzi a paesaggi unici e incontaminati.

Pulau Perhentian, anche conosciuta come l’isola di passaggio, è un piccolo arcipelago di micro-isole appartenenti alla Malaysia, ed è un posto in cui ogni viaggiatore deve necessariamente passare se viene in viaggio da queste parti. Come dire che non sei stato in Malaysia se non sei passato almeno un giorno alle isole Perhentian.

Perenthian Besar o Big Island è la più grande delle tre sorelle.

E’ un vero e proprio santuario per i pescatori e gli uccelli migratori. La natura è esplosiva e il mare è uno spettacolo. Besar è il posto perfetto per chi desidera vivere almeno un po' in paradiso senza però rinunciare a qualche piccola comodità.

Besar è l’isola che ho scelto io nel tour tra Singapore e Malesia. E' piccola, si gira a piedi ed è un microcosmo a parte. E molto poco importerà se non avrete un mezzo per muovervi. Perché qui proprio non serve. Al massimo potrete rivolgervi ai barcaioli che usano le stesse barchette - con cui vanno a pescare di notte - per portarvi da una spiaggia all’altra, da un’isoletta all’altra.

Che si arrivi via mare, partendo con un traghetto, di quelli che più vecchi non si può, da Kuala Besut o che si preferisca un volo da Kota Bharu o Penang, le isole Perenthian saranno, all'arrivo, un colpo d’occhio straordinario: contrasto di colori, foreste verdissime, mare tra il verde smeraldo e zaffiro.

Io su quelle isole ci sono arrivata in barca.

Da Kota Bharu, un posto al limite del raccontabile al cnfine con la Thailandia, (per leggere il mio articolo su Bangkok, cliccate qui), abbiamo preso all’alba tre taxi prenotati in reception in hotel e in 40 minuti siamo arrivati al porto.

Come ho avuto già modo di raccontarvi nel mio articolo sul parco di Taman Negara (cliccate qui), a Kotha Bharu ci siamo arrivati col Jungle Train, esperienza unica da provare!

La strada da Kota Bharu al porto è molto bella: rettilineo lungo, palmeti stupedi e profumo di mare.

Al porto ho ritirato i biglietti che avevo prenotato via mail (vi consiglio di fare la stessa cosa, le corse per le isole non sono molte e le barche sono sempre super affollate), ho fatto un giretto con i miei amici nei negozietti lì intorno e finalmente, dopo un’ora di attesa sotto un sole cocente, siamo partiti.

Poco più di un’ora e Pulau Besar si è materializzata sotto i nostri occhi.

Considerate che non c’è un molo d’attracco quando arrivate.

Pertanto, attrezzatevi: ciabattine, pantaloncini corti e bagaglio al collo perché si scende direttamente puntando i piedi nell’acqua. Sul bagaglio vi aggiungo anche che è preferibile tenersi leggeri.

Qui, come in tutta la Malaysia del resto, serve davvero poco, giusto l'essenziale.

Una cosa che mi ha stupito subito è stata quella di vedere una quantità infinita di coralli distrutti sulla spiaggia. In verità qui le barche arrivano fin sulla sabbia.

I locali si preoccupano davvero poco della barriera corallina – meravigliosa – che circonda queste isole distruggendone con le loro barche dei pezzi interi.

Un vero peccato, uno scempio se posso dire...considerata la bellezza di questo mare – e di tutti i mari – e la preziosità di quanto abita in particolare nei fondali azzurri del Mare Cinese.

Pulau Besar mi ha stregata subito: i colori del mare, la vegetazione verdissima e quelle rocce di basalto grigio perla e rosa che avevo visto soltanto alle Seychelles mi hanno messa immediatamente a mio agio.

L’accoglienza al nostro resort è stata fantastica.

Avevo prenotato quattro capanne al New Cocohut & Cozy Chalet direttamente sulla spiaggia e completamente immerse nella giungla.

Molto spartane per la verità, come ogni cosa da queste parti, ma devo dire che l’adattabilità in certi posti diventa essenziale e immediata.

In compenso, scendere a piedi nudi direttamente sulla sabbia con lo spettacolo del mare davanti agli occhi davvero non ha prezzo.

Metteteci anche una terrazza stupenda dove poter fare colazione e cenare con pesce freschissimo appena pescato, scelto e cotto sotto i vostri occhi e il quadro è completo!

Besar è completamente ricoperta di palme e arbusti, non è raro trovare scimmiette lungo i viali dietro i resort e per gli spostamenti serve, come detto prima, soprattutto la barca.

E noi, in tre giorni, siamo saliti e scesi dalle barche continuamente.

Anche perché la nostra spiaggia, la stessa dove eravamo approdati con l’aliscafo, era davvero bella ma le isole Perhentian meritano di essere scoperte angolo per angolo.

E da Besar è molto facile spostarsi anche a Kecil e a Rawa, le due sorelle piccole, di cui vi parlo in questo articolo.

Fino ad allora nessuno di noi aveva mai visto un mondo sotto il mare così straordinario.

Potrei dire che è il regno delle immersioni, e la conferma mi è stata data da mio fratello e da due amici del gruppo che ne hanno fatto, in quei giorni, diverse. Qui per gli appassionati del mare è d'obbligo scendere con le bombole per scoprire le meraviglie di questo mare.

Se siete dei veri appassionati, quindi, tenete presente che le isole hanno diversi diving, tutti molto affidabili e ben attrezzati. Pertanto organizzatevi se volete fare qualche immersione.

Se, invece, non siete esperti potrete sempre recuperare maschera e pinne e darvi allo snorkeling. Se non avete portato l'attrezzatura da casa, nessun timore: sulle spiagge e vicino ai resort è pieno di piccole capanne che noleggiano ogni cosa. Non dimenticate mai di portare la macchina fotografica perché la meraviglia sarà a portata di mano.

In tre giorni alle isole Perhentian abbiamo visto spiagge stupende.

Partiamo da Besar, la mia isola. Un piccolo lembo di terra pieno di tesori da scoprire.

Uno tra i posti più gettonati qui è il PIR, una bella baia circolare dove affaccia un famoso resort (il Perenthian Island Resort, PIR appunto) abitata da diverse tartarughe. Che è uno spettacolo vedere.

Le persone ci vanno apposta. E noi abbiamo fatto la stessa cosa. Ci siamo stati una mattina con una piccola barchetta. Avevamo contrattato con un ragazzo del posto di portarci in giro per tutto il giorno e la prima tappa non poteva che essere il PIR.

Ammetto che è stato divertente. Ma la sensazione più bella è stata proprio quella di nuotare con le tartarughe. Qui potete leggerne il racconto. E' uno dei ricordi più belli della mia vita!

La baia è bella e l’unica difficoltà che avrete è che la spiaggia è privata e quindi non si può che raggiungere a nuoto.

La mia spiaggia preferita invece resta Turtle Beach, la baia dove di notte le tartarughe marine, in quasi tutti i mesi dell’anno, vanno a depositare le loro uova. Su quella spiaggia, in una minuscola casa di legno vive una giovane coppia con un bimbo che vende frutta e cibo locale buonissimo preparato al momento. I due hanno allestito una specie di chiringuito sper tirare su qualche soldo.

In realtà, i due ragazzi sono responsabili di un progetto dello Stato Malese per la salvaguardia delle tartarughe marine e, se vi va, potete anche passare a salutarli. Sono gentilissimi e consentono a tutti di vedere le piccole tartarughine che vengono da loro allevate dopo la schiusa delle uova.

Turtle beach è una meraviglia del mondo: sabbia di un bianco accecante, vegetazione verde e fittissima e una sensazione di pace incredibile. La baia è un vero paradiso, e vi consiglio di fermarvi per un po’ e godervi il mare, una passeggiata sulla spiaggia e un sonnellino all’ombra di palme e mangrovie.

Io all’ombra non ci sono stata mai. Mi sono goduta quel sole tropicale fino all’ultimo. La mia abbronzatura ha resistito per più di un mese dopo il rientro a casa, anche se la mia pelle ha ringraziato un po’ meno.

Un posto particolare è Shark Bay che come dice il nome...è la baia degli squali.

Vi confesso che ci sono arrivata un po’ ansiogena. Dalla barca ho visto una miriade di squalotti pinna nera. E non è stato facile tuffarsi. Se non lo sapete ve lo dico io: gli squali pinna nera sono squali di barriera e non fanno assolutamente alcun male. Ma sono pur sempre squali.

E la cosa bella è poterci nuotare insieme ma attenzione a movimenti strani o troppo aggressivi che potrebbero impressionarli (per esempio che riuscite ad adocchiarli da lontano e cominciate a nuotare all'impazzata per raggiungerli e fotografarli, come abbiamo fatto noi!).

Godetevi il mare più che potete! Ogni spiaggia di Perhentian Besar ha le sue peculiarità. Qualunque dovesse essere il giro in barca, non resterete delusi perché l'isola ha ovunque lembi di terra ricoperti di coralli e conchiglie, con una flora e una fauna marina di grande bellezza.

Le isole Perhentian, come tutta la Malaysia, sono assolutamente da vedere e da scoprire. Sono posti che restano nel cuore, che segnano la pelle, e di cui conserverete ogni cosa.

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