ABU DHABI. La Grande Moschea di Sheikh Zayed che emoziona il mondo

November 7, 2016

La cosa più bella di Abu Dhabi e una delle più emozionanti viste in questi ultimi anni in viaggio.

80 cupole, più di 1000 colonne, lampadari placcati in oro 24 carati, il tappeto annodato più grande del mondo. E un fiume di fedeli in preghiera, ogni giorno, ad ogni ora.

La Grande Moschea di Sheikh Zayed, l'ottava più grande del mondo, ma forse la prima in assoluto per la sua straordinaria bellezza, ce l'ho stampata nel cervello come se ci fossi andata ieri. Quando sono arrivata, poco dopo le cinque del pomeriggio del venerdì prima dell'inizio del Ramadan di quest'anno, sono rimasta letteralmente abbagliata dalla sua luce.

Il riflesso del sole sui marmi bianchi e lo sbrilluccichio delle cupole d'oro, i minareti svettanti nel cielo, lo scintillio delle grandi vasche che circondano questa spettacolare struttura e il canto del Muezzin che richiama alla preghiera mi hanno istantaneamente incantata. 

Vederla regala un'intensità fortissima e sfiderei chiunque a dire il contrario perché credo sia impossibile restare indifferenti di fronte ad una tale maestosità.

La Grande Moschea è un'opera imponente e importante perché è il simbolo più vero degli Emirati Arabi Uniti. Voluta dallo Sceicco Zayed Bin Sultan, fondatore degli Emirati Arabi, è un'armoniosa fusione di stili diversi tra loro che mischiano la tradizione con il moderno. Un po' come tutto quello che si vede, del resto, ad Abu Dhabi, splendida città in cui convivono stupendamente il vecchio col nuovo, il passato con il futuro. 

La prima pietra venne posata proprio dallo Sceicco Zayed in persona che però non riuscì a vederne la fine. La prima cerimonia della Moschea fu proprio la celebrazione del suo funerale, tristissimo a pensarci! La Moschea prese il nome dallo stesso Zayed che fu sepolto qui nel 2004 prima dell'apertura della Moschea ai fedeli. 

Quel venerdì pomeriggio io e la mia amica Laura ci siamo ritrovate all'ingresso della Moschea, insieme a migliaia di persone, quasi stonate dal rumore dei click impazziti di macchine fotografiche e smart phone. 

La Moschea di Abu Dhabi è l'unica visitabile anche dai non musulmani. E questo ha fatto in modo che la sua straordinaria magnificenza si tramandasse, quasi come un passaparola, tra tutti i milioni di visitatori che ogni anno passano da queste parti per venire ad ammirare la sua spettacolarità. Per visitarla, sia le donne che gli uomini devono avere braccia e gambe coperte. Alle donne tocca coprire anche i capelli. Una cosa drammatica - ho pensato una volta lì - considerate le temperature bollenti dei mesi estivi. 

E nonostante fossi andata preparata (pantaloni lunghi, maglia a mezza manica e diverse pashmine) alla fine anche io sono stata costretta ad andare nelle aree accanto ai garage d'ingresso della Moschea e a fare la fila per indossare l'abaya, un lungo abito nero di tessuto leggero che copre interamente il corpo. Senza quell'abito non mi avrebbero concesso nemmeno di mettere piede dinanzi alla porta principale e di dare una sbirciatina. Così, con un look tutto nuovo e i capelli completamente coperti, finalmente ho varcato la soglia di quello straordinario luogo. 

La Moschea è un tripudio di bellezza: marmi, ori, mosaici perfettamente lavorati e incastrati a regola d'arte per regalare all'occhio umano un'opera di grande fascino. Tra l'altro, tutti i marmi che rivestono le sale interne, la Qibla, il muro orientato verso la Mecca dove tutti i fedeli si inginocchiano a piedi nudi per pregare, e tutte le bellissime decorazioni dorate dei mosaici nel cortile arrivano dall’Italia. Ecco, ora lo sapete. Perché l'Italia è presente ovunque nel mondo. Ed è un bel orgoglio vedere anche un pezzo del nostro Belpaese, così amato - a dirla tutta - da queste parti, dentro uno dei monumenti storici più importanti del globo.

La parte centrale della Moschea è un enorme quadrato ricoperto da marmi e da mosaici fiorati e tutto intorno c'è uno splendido corridoio di colonne che rendono ancora più preziosa la struttura.

Dopo una lunga passeggiata sotto il colonnato, con la mia amica abbiamo lasciato le scarpe e, a piedi nudi, siamo entrate mischiandoci ad uno sciame di gente. All’interno della Grande Moschea, che può ospitare più di 40 mila fedeli, c'è il tappeto più grande al mondo, che è stato realizzato a mano in Iran con l'opera minuziosa di 200 donne. Poi ancora marmi, ori e una quantità infinita di cristalli anche qui. Nella sala principale della preghiera, proprio sopra il tappeto, c'è anche uno dei lampadari più grandi al mondo, il cui peso supera le nove tonnellate. Uno spettacolo!

Eravamo arrivate presto quel pomeriggio perché volevamo avere due prospettive della Moschea. La prima nel pieno della luce, sotto il sole splendente che ne faceva brillare i marmi bianchi e le cupole doro. La seconda, al tramonto, per vivere l'emozionante trasformazione dei colori e dei giochi di luce - dal giallo all'arancio e al viola - che la Moschea regala al calar del sole. 

Alla Moschea si può venire ogni giorno, dalle 9 alle 22. Tranne il venerdì mattina poiché è aperta solo ai fedeli per la preghiera. Ma gli orari cambiano, anche a seconda del Ramadan. Ed è sempre bene informarsi prima di andarci. E soprattutto accordarsi con un taxista perché non sempre è facile trovarne uno disponibile per rientrare in città alla fine della visita. Perciò, se volete un consiglio, o anche più di uno...scegliete i miei stessi orari, organizzate come si deve la logistica e consultate il sito della Moschea per tutte le altre info last minute cliccando su szgmc.gov.a

La Moschea è stata costruita su di una collinetta artificiale ed è circondata da scale, giardini curatissimi e sempre in fiore e da bellissime vasche d’acqua che riflettono colonne e capitelli quando il sole comincia a scendere. I raggi del sole al tramonto - se siete anche un po' romantici - regalano momenti unici. In una manciata di minuti tutto cambia. Il bianco splendente e luccicoso dei marmi in contrasto col cielo azzurro lascia spazio alle tinte tenui del viola, del rosa e dell'arancio che si riflettono sui materiali preziosi della Moschea creando un'atmosfera fiabesca. Una suggestione incredibile, il momento più bello per godersi questo luogo sacro che si illumina di notte in maniera diversa a seconda delle fasi lunari.

Insomma...la visita è stata bellissima e mi ha affascinato molto la storia dello Sceicco Zayed che fortemente volle questa Moschea ma che soprattutto ispirò la sua vita e il suo operato ad un Islamismo molto lontano dagli estremismi, improntato alla tolleranza, al rispetto e alla valorizzazione delle diversità. La "sua" Moschea è tutto questo: è la sintesi perfetta dei suoi valori improntati al rispetto delle tradizioni e del passato ma soprattutto ad una visione futuristica dell'avvenire.

A prescindere da tutto, dalle tradizioni e dal credo religioso, vedere la Moschea mi ha trasmesso un grande senso di serenità. Mi ha permesso di avvicinarmi di più alla cultura di questi paesi.

Ho osservato a lungo le persone quel giorno, e ne ho ammirato il religioso silenzio, il rispetto verso il prossimo, l'estrema discrezione, la fede vera e il desiderio della preghiera.

Tutto questo me l'ha resa ancora più speciale e profondamente vera.

In fondo, siamo figli di diverse culture ma non siamo poi così lontani...

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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