CUBA. I colori di Trinidad, la città coloniale Patrimonio dell'UNESCO


Dopo L’Avana, città incredibile che ho amato perdutamente e senza restrizioni, sapevo che nel mio viaggio avrei incontrato un’altra Cuba. Quella non ancora contaminata, con le strade strette e lastricate, le case basse sparate di giallo e d’azzurro, di rosso e d’arancio, milioni di fili della corrente intrecciati tra pali di legno sgangherati e palazzi storici patrimonio dell’UNESCO, la musica che arriva dai portoni dove si tengono lezioni private di salsa, i bimbi che tendono le manine dalle grate. L’altra Cuba, quella della gente più vera, figlia delle tradizioni, l’ho trovata a Trinidad, la città vecchia coloniale, una delle più belle e meglio conservate dei Caraibi. Il posto a Cuba, dicono. Il posto a Cuba, mi sono detta anche io quando ci sono arrivata. Dove ogni viaggiatore del mondo si ferma per respirare quell’intenso odore di rum, di zucchero e di tabacco che scorre veloce nei vicoli. Dove cammini e la gente saluta anche se non ti conosce, i bimbi ti corrono intorno, le ragazze si avvicinano e chiedono di quelle “camisete italiane” di cui avevo piena la valigia e che ho distribuito ovunque.

L’altra Cuba, che se ti fermi un attimo per comprare un cappello di palma non puoi pensare di cavartela pagando il tuo cuc per avere una piccola opera d’arte fatta a mano, e poi andare via.

Piuttosto devi restare, almeno qualche minuto, e parlare, e sorridere e promettere a questa gente bellissima che vive in questa città e che ti chiede continuamente se stai bene, se Cuba ti piace, se è bella ed è come te l’aspettavi...e soprattutto che tornerai un giorno, che passerai ancora a Trinidad per comprare altri cappelli di palma e ti fermerai a salutarli ancora.

A Trinidad ci sono arrivata al tramonto, passando con un pullman enorme tra vicoli stretti e case basse che iniziavano a colorarsi d’arancio. Ho respirato la città per due giorni, dormendo in una casa particular - la Casa di Rosa - proprio nel cuore del centro storico.

Quello stesso centro patrimonio dell’UNESCO. Bello, molto bello, in alcuni tratti forse un po’ turistico.

Ma che importa se poi basta girare l’angolo e svoltare in una delle strade qualsiasi di quel labirinto che lo rendono unico per scoprire abitazioni, ristorantini, negozi e piccole gallerie d’arte che rendono l’atmosfera rilassante e stupenda.

Perché ci vuole un attimo ad allontanarsi dal cuore del centro, che è Plaza Mayor, e percorrere altre vie, imbucarsi altrove, per vivere la vera Trinidad, tra realtà e genuinità pura.

Le porte di quasi tutte le case sono aperte, la gente è seduta sui gradini della scale d'ingresso in attesa che qualcuno passi per un saluto o un sorriso…

Trinidad, fondata da Diego Velasquez de Cuellar nel 1514 con il nome di Villa De la Santísima Trinidad, è forse una delle città meglio conservate di tutta l'area caraibica dall'epoca in cui lo zucchero era la principale risorsa ed il maggiore commercio in questi luoghi. E sono proprio i resti di quel periodo coloniale e schiavista, nel quale si sviluppò la città, ad essere ancora oggi la più grande attrazione dei visitatori e il motivo per cui l'UNESCO ha conferito questo prestigioso riconoscimento alla città e a tutta l'area circostante più direttamente interessata alla coltivazione della canna da zucchero.

Oggi la maggior lavorazione è quella del tabacco ma la storia ci ha consegnato racconti indimenticabili sui vecchi zuccherifici della Valle di Los Ingenios.

Trinidad è una città splendida da scoprire lentamente. Per questo vi consigio di restarci un paio di notti e di allungarvi nei dintorni. La bellezza di un luogo, senza la sua storia e la sua anima, si percepiscono solo a metà. Ecco i miei suggerimenti su come viverla al meglio.




TRINIDAD E DINTORNI: COSA VEDERE

- IL CENTRO STORICO

Il Centro Storico è la bomboniera di Trinidad. E’ perfettamente conservato e ci sono esempi splendidi di arte coloniale da ammirare: Plaza Major, per esempio, ne è il cuore pulsante con il palazzo che ospita il Museo di Storia, la Chiesa della Santissima Trinità, il Museo Romantico, il Convento di San Francesco.

La sensazione di tornare indietro nel tempo è davvero unica. In alcuni momenti c’è un silenzio quasi surreale fino all’arrivo al punto cruciale del centro: la scalinata de La Casa della Musica. Una sorta di ombelico del mondo a cielo aperto dove si incontrano tutti i viaggiatori. Si trova proprio accanto alla chiesa principale di Plaza Major e c’è sempre musica dalla mattina fino a tarda notte. E’ un piacere fermarsi e guardare il mondo che ti passa davanti e godersi il relax del posto.

Il centro storico è pieno di cose da vedere ma, come già mi è accaduto di suggerirvi in altre occasioni, non c’è bisogno di vedere tutte le attrazioni che riportano le guide turistiche per poter dire di essere stati in un posto. Un luogo, infatti, è tanto più bello quanto più saranno nuove e "nostre" le cose che riusciremo a vedere e scoprire.

Per questo dico sempre...camminate, perdetevi nelle vie, scegliete vicoli che non batte nessuno.

Quella è scoperta. E quella sarà la vostra Trinidad, i posti in cui, più che ovunque altrove, assaporerete la vita vera di questa splendida città. Il centro storico è veramente bello, perdersi nei vicoli ancora di più. Vagate senza meta, la città vi sorprenderà per la sua gioia, l’energia della gente, i colori.




- VALLE DE LOS INGENIOS

Quanti colori ha Cuba? Tanti davvero. Chi l’ha vista, lo sa. Cuba non ha solo i colori del mare. Cuba è terra, quella di cui si sporcano le mani i contadini ogni giorno, oggi come 100 anni fa, per sostenere famiglie, averi, poderi. Cuba, luogo perduto di piane e di valli, di palme verdissime e flamboyant arancioni, e di distese a perdita d’occhio di coltivazioni di canna da zucchero che Dio solo sa quanto può sembrare ancora più sconfinata una piantagione sotto i raggi del sole a mezzogiorno... Valle de Los Ingenios, un luogo che è storia e natura, mito e società. E che non dovete perdere. Io qui mi sono incantata, mi sono completamente persa nella magnificenza dei suoi profumi e delle sue sfumature. Qui, dove un tempo la provincia di Sancti Spíritus - cui la valle appartiene e che è pur essa Patrimonio dell’Umanita’ - ha avuto un ruolo cruciale, essenziale, vitale nella produzione e nel commercio dello zucchero che ha reso Trinidad una delle città più importanti di Cuba. Le magnifiche distese di un tempo sono solo un ricordo nelle menti di chi ha vissuto la bellezza di quell’epoca (era il XIX secolo) ed oggi non restano più o meno che grandi appezzamenti gestiti da campesinos che hanno affollato le terre di piante di banane e di mango.

Andateci e capirete. In un istante, rivedrete dinanzi agli occhi quelle piantagioni dorate e sentirete quel profumo dolce e intenso delle canne macerate e raffinate che invadeva la valle degli zuccherifici, insieme inferno e paradiso per gli schiavi.

I luoghi più belli da vedere – a poco più di mezz’ora di auto da Trinidad - sono Manaca Iznaga, la piantagione di canna da zucchero del 1750, e la sua torre che offre una vista spettacolare sulla valle.

La valle è stupenda e la vista dalla torre da lasciare senza fiato. Da lassù, un tempo, ci controllavano gli schiavi che lavoravano nelle piantagioni. Per salirci preparate un cuc e fermatevi ad ogni giro di scala. Intorno è pieno di bancarelle che vendono ricami e tovaglie di cotone. Non lasciatevi convincere dalle persone a barattare qualcosa di loro con qualcosa di vostro. Acquistate qualcosa e lasciate molto di più.

Entrate anche nella vecchia casa patronale di Pedro Iznaga, anche se oggi è semplicemente un ristorante.

Una buona alternativa – nei giorni in cui ci sono stata non era funzionante – è il treno a vapore che attraversa tutta la valle. Per prenderlo vi serve almeno una mezza giornata. Il viaggio è particolare e suggestivo ma la parte più interessante è proprio quella che tocca Manaca Iznaga e la torre.

Il treno parte tutti i giorni dall’unico binario della stazione di Trinidad alle 9.30. I biglietti si acquistano direttamente in stazione, non c’è assoluta possibilità di acquistarli online o il giorno prima.

- CAYO IGUANA

Trinidad è anche mare. Basta raggiungere la costa e tuffarsi nelle meravigliose acqua del Mar dei Caraibi. Uno dei luoghi più gettonati è Playa Ancon, rinomata per le sue acque cristalline e la spiaggia chiara.

Ma io ho optato per una giornata differente in catamarano. Destinazione Cayo Iguana.

L’escursione è molto carina e se trovate mare calmo la traversata in catamarano – mettete in conto almeno due ore per tratta – è piacevolissima. L’isola è rispondente, per bellezza e colori, alle aspettative. Ha una particolarità: è piena di iguana enormi e buonissimi che girano liberi sulla spiaggia. E questo è il motivo che ci ha spinto a visitarla. Purtroppo è anche piena di jutas, mega nutrie – o mega toponi con la faccia da castoro, fate voi! - fastidiosissimi che possono anche diventare pericolosi se avvistano cibo.

E purtroppo il chiosco dove le agenzie fanno sbarcare i turisti e offrono il pranzo è circondato da questi antipatici animaletti. Una ragazza del mio gruppo è stata morsa da una jutas e nel pomeriggio siamo stati alla Clinica Internazionale di Trinidad per un’antirabbica, come prevede obbligatoriamente anche il protocollo locale e che noi avremmo fatto in ogni caso.

L’isola è piccola e carina. Ci si ferma nei dintorni per un po’ di snorkeling anche se la barriera è quasi inesistente. Poi si attracca al pontile e il colpo d’occhio è fortissimo. L’isola è disabitata e in alcuni tratti è stata devastata dagli ultimi uragani.

Il costo dell’escursione, comprensivo di pranzo, è di 55 cuc. Partenza da Marina Marling. Trovate le agenzie online (ed hanno tutto più o meno lo stesso prezzo). Potete chiedere anche a Trinidad quando arriverete e prenotare l’escursione per il giorno successivo (cosa che vi consiglio poiché l'isoletta è gettonata e non anticiparsi con la prenotazione potrebbe lasciarvi a bocca asciutta).



- SANCTI SPIRITUS

Se avete tempo, strada facendo, fermatevi anche a Sancti Sipitus. Passate alla Iglesia Parroquial Mayor de Sancti Spíritus, la chiesapiù antica di Cuba e la più visitata a livello internazionale. E immergetevi per un'oretta nella storia cubana a colori passeggiando per la città, tranquilla e silenziosa, tra macchine d'epoca, calessi e case a colori.



DOVE MANGIARE A TRINIDAD

La cultura di un luogo passa anche attraverso il suo cibo, questo non dimenticatelo mai.

A Trinidad vi consiglio due posticini fantastici dove abbiamo mangiato deliziosamente.

Sono entrambi al centro storico e ve la caverete con i soliti 15 cuc per una cena a base di pesce, piatti di riso e verdura, mega dessert e dirnk, naturalmente alcolici, super buoni.

Il primo è Guitarra Mia. Una delle migliori esperienze food dell’intero viaggio a Cuba. Assaggiate i tostones e i piatti di pesce. Poi, non lasciatevi sfuggire il loro cocktail omonimo, il "Guitarra mia" appunto, fatto a base di cioccolato. Solitamente trovate piccoli gruppi che cantano e suonano live, ovviamente con la chitarra. Posto e personale top.

Il secondo è il Ristorante Colonial Casa Veja. Anche qui tostones come se non ci fosse un domani e piatti a base di riso e pollo, o camarones (i nostri gamberi, che sono eccellenti) e aragosta. Assaggiate la Cachancara, il tipico drink di Trinidad a base di lime. E' buonissimo e in questo posto è davvero ottimo.

Attenzione che dà alla testa in un attimo!




DOVE TRASCORRERE LA SERATA A TRINIDAD

Il centro storico è pieno di piccoli bar e localini - oltre che ristorantini di ogni tipo - che suonano sempre musica. E’ un piacere passeggiare a Trinidad ma il top è la Casa della Musica sulla scalinata di Plaza Major.

Lì abbiamo trascorso la maggior parte del nostro tempo, tra ritmi cubani che non dimenticheremo mai.

Vi consiglio di provare anche La Cuevas, una bella discoteca un po’ distante dal centro, dentro una grotta, sicuramente molto suggestiva. Mettete scarpe comode per andarci, credo ne valga la pena.

Noi abbiamo preferito la Casa della Musica e la Casa de la Trova, mattina, pomeriggio e sera.

L’alma vera di Trinidad l’abbiamo sentita lì.


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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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