ITALIA. Procida, l’isola dei pescatori e delle case colorate a picco sul mare

May 31, 2018

Procida, l’isola dei pescatori, delle case colorate a strapiombo sul mare, delle taverne al porto che profumano di pesce fritto, dei chioschi con le granite di agrumi, dei vicoli che salgono fino a Terra Murata e regalano una delle viste più incantevoli del Golfo di Napoli.

Procida, l’isola di Arturo - dal nome del giovane protagonista dell’omonimo romanzo di Elsa Morante - è piccola, caratteristica, suggestiva, romantica. E io la adoro, perché è anche bella, accogliente, essenziale: un piccolo dispensatore di felicità.

Qui non ci sono gli spazi enormi della verdissima Ischia né il lusso della meravigliosa Capri: Procida è un’isola semplice, dove la vita nei borghi ha ancora il sapore genuino degli antichi paesi di mare, dove le stradine strette e spesso acciottolate salgono e scendono a senso unico, dove dai palazzetti multi-color si affacciano signore sorridenti che ricamano sete e cotoni preziosi, dove se metti naso dentro un portone ti arriva l’odore dei dolcetti al limone e del caffè appena fatto.

Procida è un’isola da scoprire dolcemente.

E che sia un giorno solo o un intero weekend il risultato sarà lo stesso, perché lei, l'isola bella, punta dritta al cuore e colpisce!

Il clima mite e le belle spiagge la rendono perfetta per molti mesi l’anno e sebbene il periodo migliore per visitarla sia tra aprile e novembre, l’isola accoglie turisti, curiosi e visitatori praticamente sempre.

A Procida ci si arriva dal mare, ovviamente.

Da Napoli, ma anche da Pozzuoli e da Ischia, basta salire in aliscafo (trovate info e orari cliccando qui) e in una manciata di minuti vi si materializzerà dinanzi agli occhi in tutta la sua bellezza.

Una scelta perfetta potrebbe essere anche quella di prendere una barca o un gommone.

E ve lo suggerisco. E' quello che normalmente faccio ed è - secondo me - il modo migliore per vivere l'isola in maniera davvero speciale, assaporandola in modo diverso.

Sia a Napoli che a Pozzuoli e ad Ischia ci sono, in particolare nella zona del porto, molte agenzie che noleggiano barche. Trovate un'ampia scelta, in ogni caso, anche  online.

Io, per la verità, parto quasi sempre dal porto di Baia. Anche da lì, imbarcazioni private a parte, troverete modo di organizzare giri e tour delle isole del Golfo di Napoli. 

E quindi, da dove iniziamo?

Dalla Corricella, ovviamente, che è il borgo marinaro più antico di Procida ed è, in assoluto, il posto che mi piace di più. Un mondo a parte, la cartolina dell’isola: le case colorate, le barche e le reti dei pescatori, le strade di sampietrini che procedono tutte in salita, i ristoranti che cucinano pesce con tavoli e sedie quasi nell’acqua e un’architettura semplicemente singolare. Io trovo questa parte dell'isola...stupenda!

Il giallo, il rosso e l’arancio sono i colori predominanti in questo porticciolo seicentesco pieno di cupole, finestre, porte ed archi di ogni sfumatura. Ed è come ammirare un dipinto tra cielo e mare.

La Corricella si può raggiungere dal mare – e ad oggi è l’unico modo in cui ci sono sempre arrivata - o attraverso quattro diversi percorsi, ovvero quattro gradinate che si incastrano tra i vicoli a sali-scendi che passano tra case e ville.

Le prime due sono la Gradinata del Pennino e la Gradinata Scura.

Dall’estremità del porto, invece, si può risalire il borgo percorrendone altre due, e una di queste si conclude alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, mentre l’altra, sotto il Belvedere di Callìa, regala una cista su Capri e Terra Murata da far girare la testa.

La Corricella è un posto delizioso, pieno di localini carini dove pranzare. Io scelgo quasi sempre La Gorgonia, ristorante sul mare che prepara ottimi piatti di pesce. Vado matta per le bruschette di polpo, le frittelle di alici e provola, i crudi di mare e, soprattutto, gli spaghetti col riccio. Se volete gustare qualcosa di speciale, fate tappa qui. e fatevi portare anche una bella insalata di limoni dolci con menta e cipollotti, una specialità procidana fresca e deliziosa.

Tutta la zona è piena di insegne, cartelloni e fotografie per ricordare i luoghi che hanno reso celebre l’isola ai tempi del film di Massimo Troisi, Il Postino. Se siete amanti del turismo gastronomico e cinematografico, perciò, potete anche dare un’occhiata in giro e arrivare fino al  Bar Graziella che è stato il set di tante produzioni internazionali.

 

Dalla Corricella si procede verso Terra Murata.

La strada è tutta in salita ma ogni angolo nasconde un segreto: finestre in pietra, portoni secolari, balconi pieni di fiori. La strada è tutta un via-vai di gente discreta e sorridente.

Il centro fortificato di Terra Murata è bellissimo ed è nel punto più alto dell’isola, a quasi 100 metri sopra il livello del mare. La passeggiata, un dedalo di viuzze che si incrociano tra loro, può risultare un po’ faticosa specie se vi mettete in cammino dopo pranzo. Ma la vista sulla Corricella e sul Golfo è qualcosa che lascia senza parole.

Le fortificazioni medioevali, edificate nel Cinquecento per proteggere gli isolani dagli attacchi dal mare, sono notevoli e gli scorci ancora di più. E a completarne la bellezza ci sono due cannoni a lunga gittata che risalgono alla fine del Settecento.

Un tempo lì c’era il carcere, chiuso alla fine degli anni Ottanta, e solo da qualche anno la proprietà è stata ceduta al Comune che sta restituendo a questo posto il suo vero valore. In realtà il carcere era un tempo il Palazzo d’Avalos, divenuto poi Palazzo Reale per volere di un Re che ha regalato a Napoli e alla Campania uno dei suoi più eccellenti periodi nella storia, Carlo III di Borbone.

Un altro posto da scoprire è Marina Grande, il porto principale di Procida, la Marina Grande dove arrivano i traghetti e gli aliscafi e, sempre da qui, è possibile raggiungere anche le altre aree dell’isola. Come alla Corricella, il paesaggio è coloratissimo con una moltitudine di casette affacciate sul mare e dominate da Palazzo Montefusco. Marina Grande è piena di bar, locali e ristoranti, e qui c’è la famosa Via Roma, cuore pulsante del commercio isolano, con le sue boutique, i negozietti zeppi di souvenir e di liquori agli agrumi e con file pazzesche dinanzi a tutte le pasticcerie dell’isola che sfornano a ripetizione la prelibatezza tipica di Procida, la lingua della suocera, un delizioso e imperdibile dolce di pasta sfoglia ripieno di crema a limone o a cioccolato! Io ho provato quelle dello storico Bar Roma e ne ho portato un bel vassoio anche a casa, e non una volta sola! In ogni caso, questo dolcetto è eccellente ovunque. Vi consiglio davvero di assaggiarlo!

Tutto intorno trovate anche piccole botteghe e cappelle e vale la pena gironzolare tra i vicoletti in cerca di scorci e sorprese.

Sull’altro versante, c’è la Chiaiolella, il litorale più lungo di Procida. Fondali bassi, sabbia scura e vulcanica e una miriade di ristorantini sul mare che rendono questo posto piacevolissimo da vivere. La sua spiaggia è delimitata da quella più grande di Ciraccio da due caratteristici faraglioni tufacei che si sono formati a seguito di una frana del costone roccioso che un tempo separava le due spiagge.

Il mare è quasi sempre una tavola piatta ma di pomeriggio, quando si alza vento, lo scenario è ancora più bello. Pranzare sul mare alla Chiaiolella, gustando una cucina tradizionale e saporita, di terra e di mare, vuol dire anche godersi un panorama bellissimo e unico su Vivara, l’isolotto parco naturale che ha acque smeralde come poche volte ho visto altrove, e su Ischia. Una passeggiata in serata da queste parti, sotto la luce degli antichi lampioni e delle stelle, è davvero magica.

Sono stata a pranzo un paio di volte Da Girone. Gli gnocchi di zucca ai peperoncini verdi e frutti di mare e il cannolo scomposto sono veramente divini.

Procida, meno di quattro chilometri quadrati di superficie, è ricca di spiagge, baie, insenature. Che si possono raggiungere a piedi, con i mezzi pubblici, noleggiando bici o scooter, e ovviamente via mare.

Proprio accanto al porto, per esempio, ci sono baie raggiungibili a piedi. Tra queste la spiaggia della Lingua – per ricordare l’omonimo dolce – e quella della Silurenza. Unico neo è che da qui il sole va via prima e non si può godere della bellezza del tramonto.

Sull’altro versante, ci sono Ciraccio e la Chiaiolella, come detto, con un’acqua limpidissima, il mare sempre calmo e pieno di lidi privati. Proprio lì vicino, si affaccia anche la spiaggia più famosa dell’isola, quella del film di Trosi, la spiaggia del Pozzo vecchio.

Più complicata da raggiungere, infine, per via dei suoi 180 scalini ma molto bella da vedere è la spiaggia della Chiaia con ristorantini che servono, anche qui, piatti di pesce freschissimo.

Un discorso a parte va fatto per Vivara, l’isolotto parco naturale nuovamente accessibile.

Di proprietà privata e collegata a Procida da un ponte, la piccola isola è disabitata ed è una perla naturale circondata da un mare stupendo di un colore verdissimo. Vivara è il margine di un cratere vulcanico oggi sommerso ed è riserva naturale statale il cui accesso è regolamentato direttamente dal comune di Procida. 

In ogni caso, qualunque sia la spiaggia la particolarità di Procida è il colore del mare: verde smeraldo.

Come detto, Procida è un’isola splendida in tutte le stagioni ma a me piace molto andarci in primavera e soprattutto in autunno. Si sente meno il calore del sole, l’acqua è caldissima e si può fare il bagno fino a novembre. E questa è una ricchezza unica che bisogna assolutamente riconoscere a tutto il Sud Italia.

Io l’ho vissuta sempre dal mare: un giro in barca - lo ribadisco - è il modo migliore per scoprirla. Grotte, isolotti, scogliere, borghi: ogni cosa sarà a portata di mano, ciascuna con la sua bellezza, la sua storia, la sua identità. Procida, in barca, diventa unica.

Infine...e questa è una cosa molto importante: Procida va visitata con semplicità e senza aspettative.

E' un'isola bellissima fuori ma soprattutto è bellissima “dentro”. E’ esclusiva, fuori dai circuiti soliti, non vive di sfarzi e non conosce sbrilluccichi. E' il luogo dell’essenziale.

E' l'isola che scendi di casa senza preoccuparti di quello che hai messo addosso, che giri e ti fermi a mangiare nei posticini nuovi che non conosci e fai notte a chiacchierare di storie divertenti con perfetti sconosciuti, che vai in spiaggia e ti siedi sulla sabbia come quando avevi 15 anni e aspetti il tramonto, che resti in barca fino a sera per guardarla accendersi senza pensare a cosa fare dopo.

Qui il tempo scorre lento e indissolubile. Il mondo intorno a noi cambia e si trasforma ma Procida resta lì, ridente e immobile, protetta come un piccolo tesoro sotto una campana di vetro, inconfondibile con quei suoi colori caldi che sfumano il mare di mille toni e illuminano di magnificenza il golfo di Napoli.

 

 

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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