MESSICO. Viaggio nello Yucatan: 10 cose da fare nella Penisola dei Maya

May 7, 2019

Un viaggio in Messico è un’esperienza unica.

E' insieme cultura e natura, bellezza e appariscenza, colori e sobrietà.

Chilometro dopo chilometro, tra misteri, vecchie storie ed emozioni, viene fuori un paese che si lascia dolcemente scoprire e che regala momenti di inconsapevole familiarità.

Perché il Messico è quasi come una giostra da cui si sale e si scende.

Una sorta di scrigno che, naturalisticamente, offre tantissimo. E che mostra più volti.

Perchè ha la sua storia e le sue contraddizioni, è costruito sulla bellezza della sua capitale e sulle tinte delle sue città coloniali, è noto per il mare e le spiagge da sogno, le riserve naturali, i cenote e molti luoghi segreti. E a cui bisogna aggiungere la cultura, variegata, il buon cibo e la convivialità della gente.

Ecco perché se state organizzando un viaggio in Messico, e più nel dettaglio, nella penisola dello Yucatan, ci sono alcune cose che bisogna assolutamente fare.

Stavolta vale bene organizzarsi con una “wish list” prima della partenza, da spuntare on the road.

In questo modo, alla fine del viaggio - seppur dovesse essere breve - avrete sicuramente la sensazione vera e forte di aver assaporato l’essenza di questi luoghi.

Scegliere non è semplice perché nello Yucatan c’è talmente tanto da fare che comunque vi sembrerà di perdere qualcosa. Ma con un po’ di preparazione e un giro ben strutturato, tornerete a casa con nel cuore esattamente quell’idea del Messico che avevate in testa prima di partire.

Quindi…valigia pronta e lista in tasca.

Ecco qualche suggerimento per vivere pienamente la vostra “Yucatan Experience”.

 

 

 

1. VISITARE UN SITO MAYA NELLA GIUNGLA: EK BALAM

Parlando di Yucatan e di siti Maya, la mente vola immediatamente al luogo più famoso della penisola: Chichen Itza, una delle sette meraviglie del mondo. 

Eppure, l’emozione più grande l’ho avuta ad Ek Balam, la città precolombiana costruita nella giungla.

In lingua Maya il nome del sito vuol dire “Giaguaro nero”.

Si tratta di uno dei pochi insediamenti Maya che restò occupato fino all’arrivo degli spagnoli. La sua bellezza è nelle strutture piramidali e nelle muraglie concentriche che collegano tutti gli edifici tra loro. L’Acropoli, per esempio, è enorme, alta più di 30 metri ed ottimamente conservata.

La magia vera è nella luogo in cui si trova il sito, immerso completamente nella giungla.

La vista dall’Acropoli è qualcosa che toglie il fiato. Dopo la scalata sui gradoni ripidi si arriva in cima ed è uno spettacolo unico. Ek Balam è un po’ fuori dai soliti giri, quindi ci troverete poche persone in visita rispetto al resto dei siti Maya e va goduto in tutta la sua bellezza all’alba o nel tardo pomeriggio, scalando l’Acropoli prima del tramonto.

 

 

 

2. FARE IL BAGNO IN UN CENOTE: DOS OJOS

Tra le attrazioni più affascinanti dello Yucatan ci sono i Cenote, aperture nel terreno calcareo in cui scorrono fiumi sotterranei che formano bellissimi laghi d’acqua dolce in cui ci si può tuffare e nuotare. Erano luoghi sacri ai Maya e generalmente venivano utilizzati per raccogliere l’acqua piovana. La penisola è piena di queste cavità meravigliose. Ne trovate ovunque, e io ne ho visti diversi.

Ma ve ne consiglio uno speciale. Dove non si fa semplicemente il bagno ma si partecipa ad una escursione guidata di un’ora con maschera e pinne in una rete fittissima di grotte e di cunicoli sotterranei immersi nell’acqua, in uno spettacolo di luci naturali e di colori da togliere il fiato. 
Dos Ojos, uno dei Cenote più famosi del mondo, è incredibilmente suggestivo e vi regnano solo i rumori della natura.

Dovrete stare attenti a galleggiare leggeri senza sfiorare nulla e a non perdere quel “filo di Arianna” che qualcuno terrà tra le mani, davanti a voi, come fosse l’unico a potervi salvare la vita e farvi ritrovare la luce. Absolutely Magic!

 

 

 

3. ESPLORARE UNA RISERVA NATURALE: LA RISERVA DELLA BIOSFERA DI SIAN’ KA’AN

Quanto può essere bella ed esplosiva la natura?

Nel mio viaggio nello Yucatan ho avuto la fortuna di vedere due riserve incantevoli, simili ma per certi aspetti anche molto diverse tra loro. Ma vi segnalo la Riserva della Biosfera di Sian Ka’an perché è insieme terra e mare, giungla e spiaggia, ed è lontana dai rumori di Tulum.

Voi immaginatela così…questa lingua di sabbia candida ricoperta da palme che si inseguono fino al mare, dove non si sente che il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli, il fragore dell’oceano che spumeggia sulla spiaggia…
Un luogo lontano da ogni cosa dove regna l’equilibrio perfetto tra l’uomo e la natura, dove ogni cosa diventa lieve, ogni pensiero cambia pelle e non resta che abbandonandosi alla leggerezza, quasi come si vivesse in un mondo primordiale…
La Riserva, patrimonio mondiale dell’Unesco, che nell’antica lingua dei Maya vuol dire “Porta del Paradiso” è un’area selvaggia ed è protetta come un tesoro prezioso dalla gente che vive nelle capanne e nel villaggio di Punta Allen.

Le paludi, la foresta pluviale con i suoi segreti, l’intreccio di mangrovie rigogliose che sono la casa di quasi 400 specie di uccelli e conservare l’integrità della Grande Bellezza. Che qui ha un nome, e si chiama Mare, e che è un acquario a cielo aperto tra delfini, tartarughe, pesci e coralli dalle sfumature mozzafiato.
Basta una piccola barca qui e il mondo, all’improvviso, non ha bisogno d’altro.

 

 

 

4. DORMIRE IN UN VILLAGGIO DI PESCATORI: RIO LAGARTOS

Ho amato Rio Lagartos nel momento stesso in cui il nostro pulmino ha imboccato la strada sterrata per raggiungere il villaggio. Ho respirato la semplicità, ho vissuto l’autenticità del posto.

Rio Lagartos è un villaggio fatto di piccole case con le finestre che guardano il mare, vecchie porte di legno e insegne a colori, un delizioso mercato di frutta e qualche minuscola bottega.

E’ un lungomare di luci, di pontili, di pescherecci e di mani operose che lavorano reti, lenze, tramagli e coffe che sanno di verità.

E’ il silenzio della gente che cammina per strada lentamente e ti sbircia da lontano per capire chi sei.
Poche abitazioni, una scuola, una chiesa, un mercato. E il cielo che diventa viola mentre il sole cade nell’acqua e si ridipinge d’arancio quando spunta l’alba. Una magia.

Rio Lagartos è anche una delle Riserve Naturali della Biosfera del Paese.

600 specie di uccelli, mammiferi e anfibi e una colonia di fenicotteri rosa eleganti e bellissimi…

 

 

 

 

5. PROVARE LA CUCINA MESSICANA: STREET FOOD & MARGARITA

Assaggiare la cucina locale avvicina molto alla cultura di una popolo.

Benché avessi letto da qualche parte – la nostra stessa guida messicana a Città del Messico ce lo aveva più volte ribadito – di non accostarmi al cibo preparato sulle bancarelle, non ho resistito alla tentazione e mi sono lanciata nello street food locale. Ho fatto scorpacciate di tortillas, enchiladas e soprattutto tacos.

Piccoli, invitanti, conditi con salse a base di pomodore, aglio e peperoncino e guacamole, fagioli e verdurine. I migliori li ho mangiati a Valladolid.

In pochi minuti ne ho divorati 4 ripieni di pollo, asado, maiale e pesce. E sono ancora viva!

Ovviamente la cucina dello Yucatan gira intorno ai soliti pollo, carne, pesce. E’ molto basica in alcuni luoghi, estremamente – ed inutilmente – elaborata in altri.

Per non sbagliare assaggiate burritos, quesadillas, nachos con formaggio e fajitas. Sono sempre eccellenti. Provate la carne che da queste parti è ottima.

Se amate il pesce, sulla costa fate incetta di gamberi e aragosta. Il ceviche, poi, è uno dei piatti più gettonati. Chiedete sempre se il cibo “pica”. Se non vi piacciono i cibi piccanti fatevi portare i condimenti a parte. Perché quando il cibo pica…in Mexico pica davvero!

Questione drink: non sarete stati in Messico se non avrete provato un Margarita Spicy. Provatelo nella versione Mango Margarita Frozen Spicy! Incredibile!

 

 

 

 

6. IL MESSICO A COLORI: LA LAGUNA DI LAS COLORADAS

Chiudete gli occhi e immaginate: il silenzio interrotto dal canto dei fenicotteri, il sole tiepido al tramonto che accarezza la pelle e l’acqua del mare che si colora di rosa...
C’era una volta la laguna incantata di Las Coloradas, uno spazio senza tempo dove il Mar dei Caraibi lascia l’azzurro e si abbandona ad ogni sfumatura di porpora e di rosa.
L’acqua ricca di plancton rosso e di artemie, piccoli crostacei d’acqua salata, rendono questo paesaggio fiabesco, spennellandolo all’alba e al tramonto, di tinte che passano dal rosa al magenta, dal ciliegia all’aragosta e al lampone…

La riserva è nel cuore di Rio Lagartos. Un sacrilegio perderla!

 

 

 

7. UN WEEKEND SU UN’ISOLA: ISLA MUJERES

Lo Yucatan è rinomatamente il luogo in cui, in Messico, c’è il mare più bello in assoluto.

Lungo la costa e sulle isole, il colore dell’acqua e l’atmosfera easy aggiungono un pizzico di sale in più al viaggio. Infilate nell'itinerario, per qualche giorno, un’isola.

Io ho scelto Isla Mujeres, l’isola delle donne, l’isola dove c’è sempre il sole, l’isola dei colori.
Sabbia bianca, mare turchese, cielo sempre azzurro, e macchie verdi e rigogliose che dipingono ogni angolo dell’isola.

Il colore ritorna ovunque: sulle porte, sui muri, per le strade, sulle case, sulle barche. Murales e graffiti simbolici rendono l’isola un arcobaleno, un piccolo museo a cielo aperto di “street art”.
Scopritela a piedi o in bicicletta sul lungomare dove sbatte forte l’oceano che schiuma davanti ai balconi delle case…

 

 

 

 

8. PORTARE IL MESSICO A CASA: ARTIGIANATO LOCALE & SOUVENIRS

Se siete appassionati di shopping non tornerete dal Messico a mani vuote. Il paese offre una varietà di cose belle da acquistare tra artigianato, souvenir e tipicità locali da far perdere la testa.

A parte i classici sombreri, di ogni materiale, colore e dimensione, le bancarelle e i negozi impazzano di ceramiche colorate di ogni tipo. Piattini, bicchierini, piccoli quadretti e una serie di altre cose che non lasciano indifferenti. Poi le amache: bianche e colorate, a prezzi davvero convenienti, che portare a casa è facilissimo.

Troverete anche gioielli, etnici e non, in argento e con le pietre. Poi stoffe, abiti, statuine ispirate al mondo maya, calendari aztechi e gli immancabili magneti. Un’idea carina è il pareo: con stampe di teschi – simbolo del Messico – coloratissimi.

Occhio alla tequila, classica o in crema: sarà una chicca per i vostri dopocena al rientro a casa.

Infine, le sculture in legno. A Isla Mujeres ho trovato e acquistato i pezzi più belli in un negozio molto carino nella centrale Calle Idalgo.

 

 

 

9. VISITARE UNA CITTA’ COLONIALE: VALLADOLID

Merida, Izmal e Valladolid sono le tre città coloniali dello Yucatan.

Belle, vive, colorate e che meritano tutte una visita. Ma Valladolid ha un’anima differente, è più integra, con la sua storia e i colori che non ti aspetti.

Le case sono splendide, ben tenute, con un’alternanza di tonalità da fare invidia a Trinidad de Cuba.

Bar e botteghe pullulano di gente specie intorno a mezzogiorno, nonostante le temperature quasi sempre bollenti. Le strade sono piene di biciclette e di bambini e le vie si riempiono a metà mattinata di carretti e banchi di frutta.

La città è anche un crogiolo di belle boutique, di hotel di ottimo livello, di ristorantini deliziosi che hanno piccoli giardini pieni di fiori. Segno che da queste parti passa anche un turismo di un certo tipo.

Ve la consiglio a piedi, in giro senza meta. Senza per forza dover vedere quel palazzo o entrare in quella chiesa. Valladolid è una scoperta ad ogni angolo, un misto di bellezza e stranezza da ricordare e di cui sorridere.

  

 

 

10. GODERSI UN MOMENTO ZEN: L’ALBA SULLA SPIAGGIA A TULUM

Quando si è in viaggio troppo spesso si corre. E ogni tanto bisogna fermarsi.

Niente di meglio che un momento Zen tra astrazione, relax e silenzio: l’alba sul mare è l’ideale.

Il fragore delle onde, il fruscio del vento tra le palme, il loro riflesso sulla sabbia e le prime luci del mattino sulla spiaggia possono diventare un momento davvero unico capace di darvi energia per l’intera giornata. 

Io l'ho sperimentato a Tulum ma iniziare un nuovo giorno vista mare non ha prezzo.

 

 

 

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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