NEW MEXICO. White Sands, il deserto bianco degli Stati Uniti

Prima di partire per il Texas mi ero ripromessa una sola cosa. Che, a costo di aggiungere chilometri su chilometri, sarei arrivata fino in New Mexico per esaudire un mio desiderio da sempre: vedere le White Sands, il deserto di gesso più vasto della Terra, più di 500 chilometri quadrati nel bel mezzo di Tularosa Basin, una depressione arida e bellissima tra le montagne di Sacramento e San Andreas, nell'estremo nord del deserto del Chihuahua. Un posto fuori dal mondo. Anzi un posto come nessun altro posto nel mondo.

Una distesa immensa di dune bianchissime a perdita d'occhio che brillano al sole e spaccano l'azzurro del cielo di questo caldissimo paese. Un deserto bello da togliere il respiro. Uno spettacolo della natura e particolare nel suo genere perché le dune all'occhio umano sembrano di sabbia. E invece sono composte da minuscoli cristalli di gesso ridotti in polvere dall'azione erosiva del vento.

E poiché l'area è nel cuore di una grande depressione, la pioggia che cade resta intrappolata nel bacino e il gesso disciolto non scorre via ma si asciuga e si cristallizza rendendo questo posto unico sulla Terra. Il White Sands National Monument è uno dei parchi più particolari degli Stati Uniti situato nello stato del New Mexico, con un’immensa superficie di dune candide e soffici che danno la meravigliosa sensazione di essere su un altro pianeta, in un’altra dimensione.

Per tutto il tempo in cui sono stata lì mi è sembrato quasi di essere sulla luna. Sarà stato il bianco accecante del gesso sotto i riflessi del sole o il silenzio che circondava tutta l’area...certo è che quelle ore alle White Sands mi hanno catapultata davvero in un luogo senza tempo.

L'intera area è circondata da basi militari dove mensilmente si effettuano test di ogni tipo. Tra queste ci sono la White Sands Missile Range, la Trinity Site, dove nel 1945 è stata testata - tra l'altro - la prima bomba atomica e la Holloman Air Force Base.

Inutile dire che i test di queste basi possono influenzare enormemente la giornata al parco perché se sono previste esercitazioni le White Sands vengono completamente chiuse al pubblico.

Conviene, quindi, sempre prima informarsi e poi organizzare la visita in questo posto meraviglioso. Il che è davvero semplice. Basta verificare sul sito del parco per trovare tante informazioni interessanti.

Molte info le fornisce ovviamente anche il Visitor Center, aperto tutti i giorni dalle 8 fino alle 17.

Il parco, resta aperto sempre, invece, anche di notte. In realtà, tutti i visitatori che non campeggiano dovrebbero uscire entro un'ora dopo il tramonto. Ma questo non accade quasi mai. E questa regola non è valsa per noi che siamo rimasti alle White Sands finché non è arrivato il buio pesto.

Il Visitor Center è sulla US Highway 70, a 15 miglia a sud-ovest da Alamogordo e a poco più di 50 chilometri da Las Cruces, cittadina in cui poi ci siamo fermati per la notte.

L’ingresso al parco costa 5 dollari a persona e ha una validità di 7 giorni ma se avete una tessera parchi è free a patto che in macchina viaggino non più di 4 persone.

Il parco è aperto tutto l’anno dalle 7 alle 22 ma vi consiglio di controllare gli orari perché variano d’inverno e d’estate e soprattutto a seconda delle esercitazioni militari. Vi aggiungo anche che l'orario migliore per visitare questo deserto è a metà pomeriggio. Dalle 16 in poi trovate temperature migliori, evitando i bollori della giornata. E riuscirete a restare fino al tramonto, uno dei momenti più belli per osservare i colori che cambiano e che regalano un nuovo volto al parco.

Tenetevi sempre informati, comunque, su ogni cosa collegandovi alla pagina Facebook del parco.

Infine, portatevi creme solari , cappellini e acqua. Nel parco non ci sono luoghi dove potrete ripararvi dal sole o acquistare qualcosa da bere. Lì ci sarete voi e l’infinito.

Detto questo, preparatevi.

Lasciato il Visitor Center inizia la meraviglia, un misto tra un paesaggio lunare e una landa innevata dell’Antartide. Un posto bello da mozzare il fiato.

Il viaggio inizia sulla Dunes Drive, una strada asfaltata e panoramica sulle dune, in alcuni tratti ricoperta di sabbia ma facilmente percorribile da qualsiasi tipologia di auto.

Noi in macchina l’abbiamo definita la strada per il paradiso perché più macinavamo chilometri e più ci sembrava di essere in un luogo surreale, quasi magico, dove il bianco prendeva sempre più spazio rispetto all’azzurro del cielo.

Lungo la Dunes Drive ci sono alcuni Trail da fare. Quando ci siamo stati noi, ad inizio agosto, qualcuno era stato chiuso per un flooding verificatosi un paio di giorni prima.

Passeggiare sulle dune, ci avevano spiegato i Rangers all’ingresso, sarebbe stato difficoltoso e, in alcuni tratti, pericoloso. Così ci siamo ritrovati dinanzi un paio di cartelli con la scritta “CLOSED”, in particolare al Dune Life Nature Trail, che ci avrebbe preso poco meno di un’oretta con un percorso di 1 chilometro e mezzo circa e che certamente avremmo apprezzato per la particolare vegetazione, molto più ricca, rispetto ad altre sezioni del parco.

Era chiuso anche il Playa Trail, tratto brevissimo che pur avremmo fatto volentieri - e che abbiamo osservato da lontano considerata la sua brevità - e che è un sentiero pianeggiante che porta ad una piccola playa, una depressione poco profonda che si riempie temporaneamente con l'acqua piovana. La maggior parte dell'anno è un letto di un lago asciutto. Inutile dire che dopo il flooding l’area era stata inondata dall’acqua.

E finalmente, la nostra prima passeggiata. Scesi dalla macchina, ci siamo avviati sulla Interdune Boardwalk: 650 metri su una passerella sopraelevata che porta ad una straordinaria vista panoramica sulle dune, ricoperte di piante e fiori selvatici. Un tratto breve ma bellissimo che è stato il nostro primo contatto vero con il parco.

Molto particolare è l’Alkali flat di cui abbiamo fatto solo un pezzo, una prima piccola parte. Il tempo medio di percorrenza è di quasi 4 ore e, in tutta onestà, sotto il sole cocente delle 5 del pomeriggio abbiamo deciso di goderci il paesaggio senza affrontare una camminata così impegnativa. Tra l’altro per effettuare questo percorso bisogna necessariamente registrarsi tramite i Rangers poiché i venti forti spesso riducono la visibilità ed è facile, proprio facilissimo, perdere l’orientamento.

Il sentiero, comunque, attraversa il cuore del deserto fin sopra le dune e termina a bordo del letto di un lago asciutto, il lago di Otero. Il sentiero, inoltre, è segnato da pali di colore bianco con apposto sulla cima del nastro riflettente arancione, in modo da essere facilmente visibili anche da lontano. Se non si riesce a vedere il palo successivo, quindi, è consigliabile non procedere, oppure usare un gps per effettuare il percorso, specie al ritorno dal tramonto. Questa parte del parco è vicinissima all’area militare dove periodicamente vengono testati gli aerei e i missili dell’esercito. Per questa ragione, se trovate detriti metallici...non toccateli!

C’è anche un’area riservata ai campeggiatori ovviamente. E’ il Backcountry Camping Trail.

Anche se utilizzati più di frequente da back-packers che vogliono trascorrere una notte sotto le stelle tra le dune, questo trail può essere fatto anche dai visitatori che vogliono brevemente passeggiare tra le dune. tenete conto che non ci sono motel o campeggi nei paraggi. Pertanto, se desiderate una notte nella natura, o vi attrezzate con una tenda da montare nel parco, o rientrate a dormire ad Alamogordo.

O, infine, come noi, potreste proseguire verso Las Cruces.

Il nostro pomeriggio sulle dune? Splendido. La bellezza delle White Sands è che al di là delle aree tracciate e dei trail si possono liberamente girare a piedi e in macchina. Noi così abbiamo fatto. E abbiamo dimenticato l’orologio, siamo saliti e scesi da non ricordo più quante dune, abbiamo scattato miliardi di fotografie e ci siamo seduti sulla sabbia per ammirare l'orizzonte.

Un’esperienza suggestiva, senza dubbio. In alcuni momenti è stato come perdere completamente la cognizione dello spazio e del tempo. Qualcosa che difficilmente si riesce a spiegare.

Una delle cose più emozionanti è il Sunset Stroll.

Avevo letto sul sito de parco che alle 19 era prevista una passeggiata sulle dune con i Rangers e, così, a quell’ora esatta ci siamo ritrovati alla Sunset Stroll Meeting Area, a 5 miglia di distanza dal Visitor Center, proprio dentro il parco, con altre 40 persone di diverse nazionalità per goderci i racconti sulla storia del parco, la flora e la fauna che ci vivono e gustarci le luci del tramonto sulle dune bianche.

Ecco questa è proprio una delle cose che suggerisco di fare. Informarvi sugli appuntamenti quotidiani del parco nel giorno della visita poiché ci sono sempre molte cose interessanti da fare e alle quali partecipare.

Nel giorno in cui ci sono andata io, per esempio, alle 3 del pomeriggio era in programma una lezione di approfondimento di 1 ora sugli animali che abitano maggiormente il parco durante la stagione estiva. Quella come altre attività sono molto frequenti quotidianamente nel parco.

Il Sunset Stroll, invece, è un appuntamento fisso, varia solo l'orario a seconda della stagione.

E credo sia una delle cose che tutti i visitatori dovrebbero fare.

Io ne ho un ricordo magnifico, una delle esperienze più belle e autentiche della mia vita.

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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