ROUTE 66. Dal Texas al New Mexico, tutti i luoghi da non perdere sulla Mother Road

November 15, 2017

Gli Stati Uniti sono un sogno. Gli Stati Uniti on the road ancora di più! 

Prendete la Route 66, per esempio. Conoscete una strada che sia più famosa nel mondo?

The Mother Road, quella che ogni viaggiatore sogna di poter fare, in qualsiasi modo e con qualunque mezzo: in macchina, per esempio, zigzagando tra gas station e motel, o coi capelli al vento in sella ad una moto, o in camper per fermarsi a dormire di notte dove capita, o in in bici, a cavallo e persino - in certi tratti -  a piedi.

La Route 66, sebbene sia stata sostituita dalla più veloce Interstate 40, per alcuni tratti, in diversi Stati, è ancora facilmente percorribile e costeggia in lunga parte proprio la I-40. La strada originaria è stata divisa in tronconi e alcune città, oggi quasi oramai escluse dal percorso, cercano di sopravvivere alla meglio piazzando segnaletica ad hoc o vecchi ricordi della Historic Route.

La Route è un luogo bellissimo da godersi lentamente, gustando il paesaggio intorno che cambia, fermandosi nei piccoli villaggi, bevendo una birra con i proprietari dei motel che ancora conservano qualche vecchio cimelio d’un tempo.

Ho avuto la fortuna di incrociare questa mitica strada in diversi viaggi e di percorrerne dei pezzi. Ho cominciato dalla fine, in California, al Pier di Santa Monica. Poi sono stata in Illinois, a Chicago, e sono passata ad Adam Street che ne indica il punto di partenza – anche se la Route parte ufficialmente da Jackson Blvd. E ancora in Arizona, da Flagstaff a Williams, mentre dal Grand Canyon raggiungevo in macchina Phoenix.

Tutte storie di altri bellissimi viaggi!

Questo è, invece, il racconto del pezzo che forse ho amato di più: dal Texas al New Mexico. Quello che, probabilmente, mi ha regalato più emozioni.

Sarà che l’ho vissuto più intensamente, perché non ci sono passata e basta. Era proprio parte integrante del viaggio. E ogni tappa era stata studiata nel dettaglio.

Mappa alla mano, da Amarillo, in Texas, e fino alla deviazione da Santa Rosa ad Albuquerque, in New Mexico, ci sono 180 miglia o poco più di storia sulla strada più antica e nota degli States.

Iniziamo dal punto di partenza, quindi: Amarillo. Città tra le più famose e unica città del Texas che trovate sulla Route 66, è un posto piacevolissimo in cui fermarsi per respirare l’odore vero dell’America on the road e dove ho fatto e visto davvero tante cose. In città e nei dintorni.

Famosa proprio per essere una delle tappe più gettonate della Route, ecco dove mi sono fermata.

Iniziamo dal maggior punto di attrazione: il Cadillac Ranch, scultura monumentale esposta all'aperto e progettata nel 1974 da Chip Lord, Hudson Marquez e Doug Michelsdal, che è tra le foto-cartolina della Route 66: 10 Cadillac in fila, allineate, a testa in giù nel terreno.

Lo trovate al 13651 I-40 Frontage Rd. Si parcheggia sulla strada e si entra tranquillamente. Noi abbiamo trovato l’area quasi allagata dalla pioggia dei giorni precedenti - un flooding pazzesco - ma il colpo d’occhio c’è stato lo stesso. Non è necessario molto tempo per visitare il sito: scattate qualche foto, utilizzate qualche bomboletta spry per continuare ad imbrattare le auto, e poi procedete.

Lì vicino, a meno di mezzo chilometro, ci trovate un posto molto carino in cui vale la pena fare fermarsi: parlo del 2nd Amendement Cowboy, col suo mega cowboy nel piazzale e tre Cadillac in esposizione. E’ un negozietto che vende articoli buffissimi, oltre che stivaloni, cappelli da cowboys e altra oggettistica texana.  

Ad Amarillo ci sono tante cose da fare e da vedere. Non solo in città. E quindi, nelle prossime settimane, vi consiglio di leggere anche il post che pubblicherò sulla città così da organizzare una visita completa.

Tornando alla Route 66, una sosta obbligatoria bisogna farla, in ogni caso, all’Historic District di Amarillo dove ci siamo fermati per un giretto sulla 6th Avenue tra murales, segnaletica stradale, motociclisti con le loro Harley e piccoli bar d’epoca.

Tra questi abbiamo scelto per un aperitivo un locale storico, lo Smokey Joe’s (2903 SW 6th Ave).

Arrivare qui vuol dire arrivare in una specie di mondo parallelo. L’idea è quasi di fare un passo – o anche qualcuno di più - indietro nel tempo. Provateci, se venite da queste parti. Sedetevi per un po’, ordinate una birra gelata, un chips & onions basket e restate a guardare lo struscio di moto e auto d’epoca. Poi, si conosce gente, si fa amicizia facilmente e i motociclisti sono molto friendly.

Anzi, se risultate simpatici, vi concedono anche una foto o un giretto sulle loro intoccabili moto!

Sempre in città, non perdete un altro pezzo forte: una location eccellente per cena, magari! E’ The Big Texas (7701 Interstate 40 Access Rd), locale particolarissimo, enorme, con bar, gelateria, gift shop, in perfetto  stile country, notissimo le sue bistecche texane giganti e...assolutamente da provare.

La cosa curiosa è qui ci si sfida a colpi di steak! Ogni sera i più coraggiosi provano a mangiare in 1 ora una bistecca da due chili. Impresa ardua e carne gratis per chi ci riesce tra il tifo dell’intero locale!

La Route è una strada straordinaria: ad ogni chilometro c’è qualcosa da scoprire, un cartello da vedere, una macchina sul ciglio della strada da fotografare. Una delle cose più belle è incontrare, ad ogni tappa, le stesse persone già incontrate lungo la strada mezz’ora prima: tutti con la stessa mappa tra le mani, lo stesso sorriso e la medesima voglia di non perdersi niente.

Tra Amarillo e Vega la distanza è minima. In macchina e via, in 30 minuti si arriva a Main Street, davanti a Magnolia Gas Station, pezzo storico della Route, rimessa completamente a nuovo. A Vega, se avete tempo, fermatevi anche al Dot’s Mini Museum, in prossimità del cartello stradale che segnala la fine del tratto di Route 66 all’interno della città. Lungo la strada qualche murales, qualche bel cartello, segnaletica orizzontale tipica assolutamente da fotografare, e anche un piccolo bar-ristorante, il Twisted Tulip, un posto delizioso, mezzo messicano, dove ci siamo fermati per un caffè e un po' d’acqua.

In marcia ancora, raggiungiamo uno dei punti più gettonati della Route, Adrian. La cittadina è famosa per il Midpoint della Route 66 e tutta la city ruota intorno a questa cosa. Ricordate che qui siete esattamente a metà strada tra Chicago e Santa Monica, proprio nel bel mezzo della Mother Road.

La strada in questo punto esatto è invasa dai viaggiatori che si fermano per curiosare e scattare foto. Sosta obbligata al Midpoint Café, al 305 West Historic Route 66. Tutti, ma proprio tutti, e ovviamente anche noi, si fermano qui. Tra l’altro servono un ottimo caffè americano e muffins giganti molto gustosi.

Ancora in macchina, pronti a ripartire. Destinazione New Mexico.

Maciniamo chilometri e finalmente ecco il confine. Anche intorno il paesaggio inizia a cambiare. Da verde e rigoglioso, diventa più giallognolo e arido. I colori sono bellissimi e si sente forte il sole sulla pelle. Arriviamo a Tucumcari. Anche qui c’è un posto su cui mettere una crocetta: è il Tee Pee Curious (924 E route 66, Tucumcari), negozio che vende solo ed esclusivamente articoli legati alla Route 66: targhe, cappelli, stivaloni, cinture, magneti, piume, e ogni cosa inimmaginabile.

Lungo la strada decine di vecchi motel, macchine delle Historic Route su ciglio strada.

Guidare sulla Route ha un sapore completamente diverso. Sembra di essere dentro un film. 

Lungo la strada ci siamo fermati anche in un altro posto che vi consiglio: Cuervo, la città fantasma tra Tucumcari e Santa Rosa. Area abitata per oltre 10 mila anni, passata di mano spagnola, poi messicana, poi messico-americana, oggi ha solo pochi ruderi e la vecchia chiesta cattolica. Ma è uno scenario da film, ed è impossibile non restarne stregati.

Il viaggio, quel giorno prevedeva come destinazione finale il deserto bianco delle White Sands.

Il nostro tour sulla Route è giunto alla fine quando l'abbiamo lasciata per proseguire verso Santa Rosa e poi in direzione Alamogordo, rammaricandoci di non avere tempo a disposizione per una deviazione a Roswell. Gli appassionati di storie di Ufo ed extraterrestri sanno bene di cosa parlo: Roswell è la città in cui nel luglio del ’47 si sarebbe schiantato un Ufo con successivo recupero di materiali e cadaveri di extraterrestri da parte dei militari statunitensi.

Piccolo consiglio se deciderete di ripercorrere questo itinerario: fermatevi a Pistachio Land. Si trova ad Alamogordo, città che abbiamo solo sfiorato con la macchina, preferendo il regno dei  frutti verdi.

E cosa avrebbe potuto rendere felice una super golosa di pistacchi come me? Andare in un posto del genere. Qui ci trovate anche il Pistacchio più grande del mondo.
Questo “coso” alto quasi 10 metri (30 piedi, per dirla all’americana) e che vedete qui sotto in fotografia è nel piazzale d’ingresso di Mc Ginn’s Pistachio Tree Ranch, un mega store dove ogni ben di Dio sulla faccia della Terra sa di pistacchio. In poco più di 10 minuti, abbiamo assaggiato qualunque cosa: pistacchi al limone, al chili e alla cannella, salati, col peperoncino, con lo zucchero di canna e mischiati con le mandorle; gelato a pallette in coppetta e stecchino croccante; liquori, tisane e succhi verde smeraldo; caramelle, dolcini, cioccolato multiforme e creme spalmabili. Basta un attimo a Pistachio Land per essere felici!  

 

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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