SPAGNA. Viaggio a Siviglia: tre giorni nella capitale esplosiva dell’Andalusia

July 10, 2019

Elegante, intensa, calda, miscuglio d’arte, architettura e tradizioni, è per eccellenza la città che unisce gli usi di tre continenti: l’Europa, l’Africa e l’America.
Siviglia vive di tutte le passioni spagnole possibili e rappresenta, in assoluto, tutto ciò che il mondo conosce della Spagna, come fosse quasi non una città ma un marchio registrato.
Le tapas, la cerveza, il vino tinto e la sangria, il flamenco, gli azulejos, la corrida e quell’aria di festa e di allegria che si respira in ogni quartiere. Tutto questo, messo insieme, ha proprio il sapore di Spagna.
Tu ci arrivi e quasi non ci credi: gente sorridente, atmosfera rilassante, profumo di fiori e miele che invade le strade e una voglia incredibile di scoprire e di vivere una città plasmata e forgiata da civiltà così profondamente differenti da renderla unica al mondo.
Siviglia, una città speciale. 

Per questo, dopo 12 anni, sono tornata. E per di più in speciale compagnia: la mia famiglia.

Ne ho approfittato per regalare ai miei genitori e a mio fratello un lungo weekend tutti insieme, e così ci siamo concessi questo assaggio d'estate.

Vi racconto come abbiamo trascorso questi tre giorni, belli, intensi, pienissimi in una città dove a giugno il sole splende – a temperature bollenti – fino alle dieci di sera e dove c’è sempre modo di svoltare l’angolo e meravigliarsi di qualcosa che abbiamo già visto ma che riguarderemo con una prospettiva differente.

Perché Siviglia è una città dai mille volti, dove avrete piacere di tornare ancora, e ancora, per rivivere la stessa atmosfera rilassante tra centro storico e il suo fiume, il Guadalquivir, il corso d'acqua che attraversa tutta l'Andalusia.

 

 

COSA FARE A SIVIGLIA - GIORNO 1

Il nostro primo giorno. Cartina alla mano e programmino già realizzato ma…vi è mai capitato di essere abbagliati da una città e deviare ogni tanto su altre vie? A Siviglia vi succederà di sicuro.

E sarà un’esperienza stupenda perché avrete modo di addentrarvi in stradine e vicoli che vi regaleranno scorci che seguendo una cartina in maniera fissa e pedissequa non sareste riusciti a vedere.

Partiti a piedi dal nostro albergo (siamo stati all’Hotel Monte Carmelo, di cui vi parlerò più avanti e che vi consiglio sotto ogni punto di vista) nel Barrio di Los Remedios, ci siamo ritrovati alla Torre dell’Oro in meno di dieci minuti. Si tratta di una torre militare che guarda il fiume, che se non lo sapete rappresenta l’anima attorno alla quale si svolge gran parte della vita notturna della città.  

La Torre venne costruita dal Califfo degli Almohadi ed è oggi uno dei simboli di Sevilla.

Di buon passo si raggiunge, in una manciata di minuti, Avenida della Costituzione, il luogo in cui si concentrano tanti monumenti e da cui si raggiunge facilmente la Cattedrale di Siviglia con la Giralda.

La Cattedrale è veramente meravigliosa. La fusione di stili, quello rinascimentale e quello gotico, si uniscono nel monumento del mondo cristiano più importante dopo la Basilica di San Pietro e la Cattedrale di St Paul a Londra.

La Cattedrale ha cinque navate interne in stile gotico e due cappelle, la Cappella Reale e la Cappella Maggiore. Nella prima volgete lo sguardo verso l’alto, vi ritroverete sotto una meravigliosa cupola rinascimentale; la seconda, invece, che è anche quella più nota, custodisce dipinti che ritraggono scene della vita di Cristo e della Madonna. Sono certa che vi incanterete dinanzi a tanta bellezza. Soprattutto osservate la diversità di stili e materiali che compongono i suoi interni di alabastro. Una preziosità che porta a lavori di restauro ogni anno proprio per la delicatezza e la particolarità di questi materiali.

La Cattedrale è sorta dove un tempo c’era la Moschea Mayor. Di quell’edificio sono rimasti solo alcune parti del Patio de Los Narajoe e la Giralda, simbolo della capitale andalusa, la torre campanaria della cattedrale, che domina con la sua bellezza e la sua maestosità.

E’ possibile visitarla – mettete in contro una bella coda – e arrivare in vetta per godere di una vista strepitosa. Questa volta sono stata costretta a bypassare in quanto la torre era off-limits per lavori di restauro ma nel mio primo viaggio a Siviglia, diversi anni fa oramai, la Giralda -  che deve il suo nome alla statua della Fede, il Giraldillo, che la sovrasta e che gira su sé stessa in base al vento - fu la mia prima tappa.

Il primo giorno è quello vitale. Perché se organizzerete bene il giro riuscirete a vedere molte cose e a innamorarvi in pochi istanti della città. Noi, da Avenida della Costituzione, bellissimo rettilineo in cui passeggiare e ammirare la magnificenza della città, abbiamo deviato tra vicoli e vicoletti perdendoci tra giardini in fiore, bouganville arrampicate su muri bianchissimi e balconcini rivestiti di piastrelle colorate.

Non preoccupatevi di perdervi: ogni stradina riporta al centro, nel triangolo principale in cui ci sono appunto la Cattedrale, la Giralda e l'Alcazar. Dopo la Cattedrale, in cui ci sono la tomba e il Mausoleo di Cristoforo Colombo, e la Giralda, è inevitabile la visita all'Alcazar, tra i palazzi reali più belli che io abbia visto. Interni spettacolari e giardini rigogliosi, l’Alcázar è tra gli esempi d’arte più significativi e dell’architettura mudéjar, che combina come una magia culture e stili islamico, rinascimentale e gotico, luogo incantato dove hanno anche girato 'Game of Thrones - Il Trono di Spade'.

Vi consiglio di andarci presto e, se possibile, di pre-acquistare i biglietti online per saltare la fila che, sotto il sole, pesa ancora di più.

Imperdibile poi un giretto a Barrio di Santa Cruz, il quartiere della movida e delle tapas, un dedalo di stradine, vicoli, ristorantini, locande e botteghe dove ci siamo fermati per il pranzo al ristorantino La Sagristia, molto carino e super easy dove abbiamo gustato, ovviamente, tapas ottime. Tra baccala, jamon, polpette e verdure, ho assaggiato il mio primo salmorejo, tapas a base di salsa di pomodoro, uova, pancetta e pesce. Una delizia.

Finita la sosta, come quattro vagabondi in allegria, abbiamo ripreso a girare.

Passeggiare e perdersi in questi luoghi è qualcosa di straordinario. Vagare un po’ senza meta è quello che vi consiglio maggiormente per vivere pienamente la città, per respirarla davvero. E tra piazze e chiese abbiamo raggiunto uno dei posti più gettonati della city: il Metropol Parasol, chiamato Setas de Sevilla, particolarissima struttura a forma di pergola di legno e cemento a Plaza de la Encarnacion, alta circa 30 metri, che offre una vista bellissima sui tetti della città. Ecco, al tramonto questo posto è l’ideale per gustare un drink ghiacciato sul bar della terrazza e per fare una passeggiata panoramica – a pagamento, anche se il costo è davvero minimo, 3 euro appena - sul belvedere.

D’obbligo il rientro al nostro Hotel Monte Carmelo, di cui vi dirò a breve, per rifocillarci dai 35 gradi, per fare poi ritorno al centro storico per una bellissima e ottima cena al Postiguillo, ristorante carinissimo notato la sera precedente, durante una prima passeggiata di perlustrazione dopo il nostro arrivo, e che ha pienamente soddisfatto le nostre aspettative. Se volete assaggiare la specialità di Siviglia, che è la Coda de Toro, sappiate che qui è davvero sublime.

 

 

COSA FARE A SIVIGLIA - GIORNO 2

Dall'Hotel al Parco di Maria Luisa, il più importante a Siviglia, una vera e propria oasi di bellezza dove respirare nel calore pazzesco della città, ci abbiamo messo un attimo.

Il parco è uno di quei posti imperdibili, magari da girare anche in carrozza per godersi questa bellezza in tranquillità, e ammirare i giardini e le sue splendide fontane. Il pezzo forte è ovviamente Plaza de Espana, il luogo che anni fa mi ha fatto innamorare di Siviglia.

Una piazza che segue l’architettura neo-moresca, di costruzione recentissima, e che è una sorta di incarnazione del nazionalismo spagnolo con panchine e stemmi in ceramica che rappresentano le province spagnole e su cui sono rappresentate mappe e mosaici di eventi storici, e gli stemmi di 48 capoluoghi di provincia. Dalla piazza sono ritornata verso il centro Storico per visitare l’Archivio d’India. Un solo aggettivo: stupendo. Un posto magnificamente - e gratuitamente - aperto al pubblico dove sono conservate mappe, documenti e tutto ciò che riguarda la conquista e la colonizzazione delle Americhe.

Dall'Archivio alla Reale Fabbrica del Tabacco, edificio magnifico del XVIII secolo, oggi sede del rettorato dell’università di Siviglia, è un attimo.

A piedi abbiamo proseguito tra arte e shopping, passando per l’Ayuntamiento, il palazzo del Municipio, e fino all’Alfalfa dove ci siamo fermati al El Patio SanEloy per il lunch. Qui i panini con jamon iberico sono veramente una delizia, da provare assolutamente. Tra l'altro il posto è molto particolare: in fondo al locale ci trovate una sorta di scalinata tappezzata di azulejos dove sedersi e gustare il pranzo al volo.

Sempre a piedi abbiamo girato il quartiere di Alameda de Hercules, un luogo assolutamente non turistico e – mi viene da dire – abbastanza alternativo e diverso dalla Siviglia vista fino a quel momento. Anche qui strade, vicoli ed edilizia particolarissima fatta di balconi con maioliche e palazzi colorati e tantissimi graffiti che abbelliscono ogni cosa, persino le porte dei garage.

Con Uber siamo rientrati verso Triana, per un giro a piedi e per visitare la Chiesa di Sant’Anna, che vi consiglio di vedere. Mi corre l’obbligo di dirvi che a Siviglia si paga tutto, anche l’ingresso e la visita alle chiese, appunto. Perciò se pensate di vederle tutte, mettete in conto pure questo.

Con Uber ci siamo spostati, poi, per raggiungere un altro Must See: "Plaza de Toros", la più antica di tutta la Spagna, il luogo dove si svolge annualmente la Feria de Abril, uno dei festival di corride più famoso al mondo. Questa è senza dubbio una delle maggiori attrazioni della città e vi consiglio di partecipare ad una visita guidata per ammirarne la bellezza e per capire qualcosa di più della storia della corrida, specie se vi interessa sapere come realmente viene percepita oggi.

La nostra serata è continuata con uno spettacolo di Flamenco meraviglioso preso il Teatro Flamenco Triana. Una sorta di luogo di culto dove abbiamo vissuto un’ora bellissima tra danza e musica. Ve lo consiglio se volete davvero assistere ad uno spettacolo di gran livello. Forse ad una cena-spettacolo non avremmo vissuto la stessa emozione e non avremmo apprezzato così tanto la bravura e l’eleganza del quartetto che si è esibito.

Giornata finita a cena al ristorante El Sella, posto da provare ma che a dirla tutta è stato un ripiego poiché eravamo orientati per un tavolo al MariaTrifulca, ristornte splendido sul fiume. Purtroppo senza prenotazione, con largo anticipo, non ci si siede nemmeno con le preghiere.

Voglio aggiungere un ristorante, a questo mio racconto. Ci siamo stati l'indomani, dopo il rientro da Cordoba (città imperdibile dell'Andalusia, una vera a propria scoperta) e che vale più di una menzione. Cercavamo un posto che cucinasse la paella ma forse sapete che a Siviglia si mangia ben altro.

Solo che quando hai voglia di qualcosa, che fai...ti arrendi? Ovviamente no, e per accontentare papà abbiamo trovato uno splendido ristorantino all’Alfalfa, in stile arabesque, dove abbiamo gustato una paella de marisco eccellente. Ve lo consiglio: si chiama Baco Cuna 2 e ci siamo andati direttamente, sul tardi, senza nemmeno prenotare.

 

 

 

COSA FARE A SIVIGLIA - GIORNO 3

Nostro ultimo giorno in città, fatto con tranquillità e senza corse. Raggiungiamo in macchina l’Isla de la Cartuja. Il nostro obiettivo è il Centro Andaluz de Arte Contemporáneo, ospitato all'interno del monastero medievale dell'isola, che espone opere d'arte moderna di artisti e mostre temporanee di livello che attraggono giovani professionisti e studenti universitari ma anche tantissimi curiosi, come noi.

Il Monastero merita una visita. Conosciuto anche come Monastero di Santa Maria de las Cuevas - è stato riemesso a nuovo in occasione dell’Expo del ’92 - era usato per realizzare ceramiche sfruttando l’abbondanza dell’argilla nella zona.

Dopo la visita seguiamo, ahimè, qualche indicazione della Lonely Planet che ometterò di scrivervi per non deviarvi come ha fatto con noi – lo sapete che è una guida che detesto ma era l’unica in aeroporto e l’abbiamo comunque presa – e finalmente decidiamo a rientrare in città, sempre con Uber, per goderci le nostre ultime ore di tempo tra strade e vicoli non ancora battuti. Ritorniamo a Santa Cruz e scopriamo nuove strade, palazzine, atri e chiese che non avevamo visto. Siviglia è così: ti sorprende e ti prende.

Poi ci ritroviamo ancora all’Alfalfa e ci fermiamo per l’ultimo brunch a base di tapas a La Bodega de la Alfalfa. Tra salmorejo e baccalà fritto finiamo il pranzo pensando a Siviglia già con una insolita nostalgia.

 

 

 

DOVE DORMIRE A SIVIGLIA

Dopo aver sondato tanti alberghi mi sono fermata all’Hotel Monte Carmelo Sevilla. 

Bello, nuovissimo, super confortevole, categoria 4 stelle, proprio nel cuore di Los Remedios, a due passi da Triana, Plaza de Espana e dal centro storico. Vicinissimo a tutto insomma. Los Remedios, no lo sapevo ma è stata una piacevole scoperta, è un quartiere molto locals pieno di negozi, baretti e uffici.

Tornando all'hotel...mi è piaciuto molto, soprattutto perché le camere sono belle e ampie, ed è dotato di tutti i comfort. 

Con la mia famiglia abbiamo preso due stanze: una era una suite.

Splendida. Un appartamentino con salotto e terrazzino davvero deliziosi.

In bagno ho trovato qualsiasi cosa. Oltre a una serie di kit di cortesia, in un cestino c'erano persino un phon professionale e una piastra per i capelli. Li ho adorati per questo.

Avevamo tutto: kit di shampoo e cremine, accappatoi, ciabattine, macchina per il caffè. Al nostro rientro abbiamo sempre trovato frutta freschissima e cioccolatini. Una piccola coccola che ci è piaciuta moltissimo e che ci ha accompagnati sino alla fine del nostro soggiorno.

In questo hotel è prevista la colazione, che è una cosa irrinunciabile. Dolce o salato non c'è che da scegliere, io le ho provate entrambe, e non mi sono fatta mancare i vasetti di yougurt naturale con polpa di mango, maracuja e arance. Buonissimi!

Infine lo staff: pazzesco, di una gentilezza assoluta. Alla reception sono stati super disponibili e cordiali. Ci hanno dato dritte e consigli sulla città, persino sui posti in cui vedere il flamenco o dove acquistare un po’ di jamon da portare a casa.

 

 

SUGGERIMENTI UTILI

Anche per Siviglia voglio consigliarvi l’utilizzo di Uber. Super utile, costi bassissimi e la certezza di vedere arrivare il tuo driver sono aver cercato inutilmente per un’ora un taxi. Scaricate l'App prima di partire e sarete grati a voi stessi

Per il food andate a naso, fiondatevi nei baretti e nelle taverne che preparano tapas ad ogni ora e fino a tarda sera. Seguite pure i suggerimenti che troverete online, i consigli di amici, parenti e blogger ma andate “di pancia”, sono certa che troverete posticini nuovi e particolari di cui raccontare.

Tenete conto poi che a Siviglia, come detto, si paga l’ingresso praticamente ovunque. Risolvete il problema file acquistando online alcuni biglietti (tipo quelli della Cattedrale e dell’Alcazar) e andatevene in giro anche per piazze e chiese. ma ricordate che non è necessario vederle tutte anche perché pure quelle sono a pagamento.

Ultima raccomandazione: troverete in giro gente che cercherà di proporvi piccoli souvenir per strada o vorrà rifilarvi mazzetti di erbette e rosmarino. Avevo letto qualcosa anche io sul fatto di non accettare nulla perché poi queste persone vi si sarebbero rivoltate contro. Prestate la giusta attenzione ma siate attenti e consapevoli del fatto che potrebbe accadere, anche se c’è una volante della polizia a due metri.

Infine, Siviglia è una città davvero tranquilla, anche di notte ma le solite attenzioni a borse e portafogli – fidatevi – non guastano mai.

 

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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