GIAPPONE. Il tunnel dei torii rossi del Fushimi Inari, il santuario più famoso di Kyoto

February 22, 2017

Il Fushimi Inari Taisha varrebbe da solo la visita in Giappone.

Straordinario nella sua bellezza, il Fushimi Inari è il più importante santuario scintoista di Kyoto ma è soprattutto il “regno delle porte torii". E’ il posto, per eccellenza, visitato ogni anno da migliaia di turisti che restano incantati non soltanto dalla magnifica bellezza degli edifici che lo circondano ma, in particolar modo, dal tunnel di porte torii rosso fuoco – migliaia e migliaia– che partono dalla base del tempio e portano, con un lunghissimo percorso nella foresta, fino alla cima del monte Inari, 233 metri sul livello del mare.

Un posto magico che non ha eguali in Giappone e nel mondo. Un luogo unico nel suo genere e antichissimo, costruito ancora prima che fosse fondata la meravigliosa città di Kyoto.

Il più importante santuario dedicato al Kami Inari, divinità giapponese del riso, della fertilità, dell’agricoltura (e di una serie di altre cose....) è proprio sotto la montagna ed è il punto di partenza per raggiungerne la vetta attraverso una serie di sentieri bellissimi, tutti in salita e pieni di scale, che rappresentano una sorta di preparazione alla meditazione.

Il santuario, molto popolare in Sol Levante e non solo, pare addirittura che conti più di 30 mila sotto-santuari in tutto il paese.

Il suo fascino è costituito dal suo colore, rosso fuoco (non lasciatevi ingannare da qualche foto, il colore arancio è dovuto all'effetto del sole), simbolo di pace e di buon raccolto, e dalla sua struttura, con oltre 10mila torii e 20mila otsuke (le cosiddette pietre votive). Come detto,

Inari è innanzitutto il Dio del riso ma...in Giappone hanno sempre identificato Inari come la divinità degli affari tanto che la storia vuole che i torii (le porte sacre) del Fushimi siano stati donati da aziende o imprenditori giapponesi che, nel tempo, hanno anche provveduto a far incidere nomi e date. Le otsuke, invece, sono donazioni da parte dei fedeli che vengono in pellegrinaggio in questo luogo sacro.

Il Fushimi è uno dei santuari più suggestivi – e più belli, lasciatemelo dire – del Giappone. Tra l’altro ha una storia importante e antica poiché le prime costruzioni del complesso risalgono al 711 d.C. mentre il tempio principale venne costruito nel 1499. In tutto il Giappone ci sono molti templi dedicati ad Inari, tutti riconoscibili proprio per la presenza delle statue delle volpi, messaggere divine, messe a guardia della struttura.

E all’ingresso del Fushimi, infatti, ci sono proprio le statue di due volpi: una porta in bocca una pietra, e rappresenta lo spirito della divinità; l’altra tiene una chiave che sta a rappresentare la chiusura del magazzino del riso.

A differenza della maggior parte dei santuari scintoisti, il Fushimi Inari-Taisha, ha comunque in armonia con i tipici jinja di Inari, molte statue di volpi, oggetto di venerazione, disseminate lungo tutto il suo bellissimo percorso.

In realtà è possibile scegliere tra la passeggiata breve e quella lunga.

Per quest’ultima occorrono davvero molte ore di cammino (una giornata intera se si considerano l'andata e il ritorno) tra templi, santuari e luoghi sacri dedicati alla divinità buddhista Kannon.

Al tempio ci si arriva facilmente da Kyoto. Io ho preso la JR West sulla linea JR Nara e in pochi minuti di viaggio dal centro della città ( meno di 6 chilometri) si raggiunge la stazione di Inari.

Se posso consigliarvelo, è preferibile andare molto presto al mattino, specie se in Giappone ci andate a primavera inoltrata o d'estate. In questo modo, non solo godrete del fascino di questo luogo senza troppi turisti ma affronterete la scalata verso il monte senza patire troppo le elevate temperature. Quando ci sono stata io, era la fine di maggio e c'erano 35 gradi con il 100% di umidità. Praticamente abbiamo fatto il sentiero col fiato corto!

Tutta la zona intorno al tempio è piena di negozi. C’è, poi, anche una specie di mercato in cui si trova di tutto: dai magneti al gelato al tè verde. Ma soprattutto cibo di ogni genere. Persino i biscotti della fortuna che, per buon augurio, dovete acquistare!

Qui ho assaggiato, tra l’altro, per la prima volta una cosa gustosissima: i takoyaki, palline di pastella ripiene di polipo, fritte e servite bollenti. Una delizia!

Il tempio, aperto 7 giorni su 7, 24 ore su 24, non ha costi d’ingresso.

Questo meraviglioso “tunnel” nel bosco poco lontano da Kyoto ha, all’entrata, una porta enorme, la porta Romon che fu donata dal leader militare Toyotomi Hideyoshi nel 1589. Una volta oltrepassata la porta, potrete iniziare a gustarvelo in tutto il suo splendore. Tenetevi pronti a una passeggiata bellissima, immersi nel silenzio e nella natura, ma non semplice da affrontare. Non per la difficoltà, chiariamolo, ma per la lunghezza del percorso. Portate una bottiglina d’acqua e ogni tanto fermatevi per una brevissima sosta. Magari in uno dei punti di ristoro assaggiate il sakè caldo o il vino giapponese mentre ammirate dalle terrazze il panorama mozzafiato. Seguite sempre il percorso indicato dalle frecce e attenzione a girare su voi stessi (capita qui, la bellezza del Fushimi rapisce completamente e fa perdere l’orientamento!) perché potreste ritrovarvi a girare intorno allo stesso blocco di torii per un’ora senza rendervene conto.

Se non avete molto tempo o non ve la sentite di affrontare tutto il sentiero, provate almeno ad arrivare al santuario Okuno-sha. La prima parte del percorso ha migliaia di porte torii ed è formato da due tunnel paralleli. Attenzione sempre, comunque, a non confondervi, quindi.

Come detto all'inizio, il tempio è molto antico. Eppure molti torii sono lucidi e nuovissimi. E questo perché sono stati donati di recente a dimostrazione del forte legame che ancora oggi tiene insieme tradizione e religione.

Tra le note curiose, vi segnalo che il Fushimi è preso d’assalto per il Capodanno dai pellegrini. Pertanto, se dovesse capitarvi di essere a Kyoto in questa occasione, fateci un salto perché qui c’è una vera e propria festa tradizionale, ed è una full immersion nello street food giapponese. Poi, andarci in questa occasione vuol dire garantirsi una sorta di benedizione e di successo nel lavoro.

La vera e propria festa, invece, è ad aprile. L’8 per la precisione, giorno in cui si celebrano le preghiere per augurare la buona sorte alle aziende.

Una cosa curiosa che vi potrà capitare è quella di incontrare scolaresche di ragazzini in visita al santuario e provenienti da ogni parte del Giappone. In merito a questo vi dico che poiché i giapponesi non parlano inglese (ebbene si, incredibile ma vero!!!) in tutte le scuole del paese sono in corso una serie di progetti per insegnarlo ai bambini, già da piccoli. Ma il progetto è stato esteso anche agli studenti più grandi. E quale migliore occasione per sperimentare i successi dell’insegnamento se non conversando con i turisti in visita? 

A me è successo di incontrare queste scolaresche per ben 3 volte: a Osaka, a Tokyo e al Fushimi Inari. Le ragazze che mi hanno intervistata (venivano da un piccolo villaggio ai piedi del Monte Fuji) sono state carinissime. Alla fine,  ho fatto una foto con loro ed ho ricevuto in dono un piccolo origami e un bigliettino di ringraziamento. Più carino di così...

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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