BAHAMAS. Tra maialini, squali e iguane: un giorno in barca alla scoperta di Exuma Cays

May 30, 2019

Un sogno scaturito da un grande desiderio: la voglia di volare e di scoprire altri orizzonti verso i quali andare, e innamorarmi di qualcosa di nuovo. Per me questa è l’avventura!
Mi sono ispirata a queste parole di Angelo D’Arrigo per iniziare i miei primi racconti sulle Bahamas.

Queste isole profumate, disegnate nel Mar dei Caraibi, sono uno scrigno di infinita bellezza.

Quella della natura, del silenzio, della vita essenziale.

Quando sono andata via da Nassau, qualche anno fa, dove avevo trascorso qualche giorno in vacanza con amici, avevo fatto a me stessa una promessa: che sarei tornata per andare ad Exuma.
Con quest’isola piccola, bellissima, ancora autentica, che odora di cocco e di mare, con le spiagge nascoste tra le palme e quelle lingue di sabbia bianca che così bianca e accecante l’ho vista solo alle Maldive, è stato un colpo di fulmine.

Mi sono portata dietro per tanto tempo il desiderio di tornare in questo arcipelago turchese per vivere un’esperienza unica tra natura e mare. Perché chi il mare lo ama come me sa cosa può voler dire nuotare tra pesci, stelle, coralli, tartarughe, razze, squali.

E per vivere fortemente questo contatto ho deciso di dedicare, una volta sull'isola, un giorno intero alla vita in mare.

Se fate un giro sui social e sul web, troverete migliaia di foto e recensioni di bellissime escursioni giornaliere in partenza da Great Exuma verso i Cays.

I tour sono tantissimi ma le esperienze sono le stesse: un tuffo nella grotta del film di 007, Thunderball; fare il bagno con gli squali; dare da mangiare ai maialini; perdersi tra banchi di sabbia bianchissima pieni di stelle e conchiglie che affiorano quando c’è bassa marea; l'isola iguane giganti

Con tutti i viaggi che ho fatto fino ad oggi, se vi dico che desideravo una giornata del genere forse farete fatica a credermi. Eppure io quel tour magico in barca l’ho organizzato dall’Italia, prima ancora di partire, per essere assolutamente certa di non perderlo.

Dopo una review online di qualche giorno per scegliere il migliore (e fidatevi che se avete pochi giorni a disposizione i posti vanno ad esaurimento e si rischia di restare a bocca asciutta), mi sono affidata a Sun Fun Tour. Sono stati gentilissimi, come tutti gli altri che hanno risposto alle mie email devo dire, ma le recensioni e il viso simpatico e affidabile di Captain Tyrone mi hanno portato a confermare la mia giornata con loro senza esitazione.

Sono venuti a prenderci molto presto direttamente in hotel. L’autista è stato puntualissimo e in pochi minuti siamo arrivati al Grand Isle Resort & Spa, un posto incantevole immerso tra palme e ibiscus rossi, ville splendide vista mare e macchinine da golf che gironzolano silenziose nei viali.

In quel paradiso c’è la sede del Tour Operator.

L'escursione costa 250 dollari. A noi – eravamo in tre - hanno fatto un po’ di sconto. In ogni caso il tour giornaliero ha lo stesso costo con quasi tutti itour operator locali a meno che non prenotiate un “giro luxury” charterizzando la barca.

In quel caso i costi lievitano di diverse migliaia di dollari (si arriva fino a 3.800 dollari per una sola giornata con un massimo di 8 persone in barca).

Noi abbiamo scelto il tour di gruppo perché eravamo in tre e ci piaceva l’idea di fare amicizia.

Premetto che alle Bahamas tutto costa molto. Pertanto non pensateci troppo.

Questa è una escursione che va assolutamente fatta. Al prezzo iniziale dovrete aggiungere anche qualcos’altro (pranzo non incluso, la tax per nuotare con gli squali a Compass Cay pari a 10 dollari, qualche mancia) ma fidatevi che il tour vale ogni singolo dollaro speso.

La barca di Sun Fun Tour (potete contattarli qui) parte dal porticciolo del Grand Isle: 12 ospiti in totale e due persone dell’equipaggio e...pronti per iniziare l’avventura.

I primi momenti servono per rendersi conto di dove ci si trova: piccole isole, quasi micro atolli di spiaggia e palme, mare turchese. Un paradiso, insomma.

Man mano che ci si allontana da Great Exuma con la barca si costeggiano alcune isole private. Perché se non lo sapete, le Bahamas, e in particolare Exuma, Eleuthera e Abaco, sono le tre isole super VIP dove Star del cinema e della tv hanno case e ville da far girare la testa.

Voi immaginatele immerse in una giungla di palme e mangrovie, con piscine e giardini tropicali che si affacciano sul mare e ne avrete una idea. Con la barca ci si avvicina ben poco ma tra tutte mi è balzata all’occhio l’isoletta con villa di Jhonny Depp, da sempre innamorato di questi posti e che ha scelto di celebrare addirittura ad Exuma (a Stocking Island per l’esattezza) il suo matrimonio.

Il viaggio in mare è splendido, non breve. Spesso si salta sulle onde ma sempre in sicurezza, ed è divertente. Armatevi di un’ottima e alta protezione solare perché rischiate di abbrustolirvi già nella prima mezz’ora di navigazione.

Dopo diverse miglia finalmente la prima tappa, col primo bagno alla Thunderball Grotto.

L’arrivo? Strepitoso. In questo mare – con colori che ancora mi sorprendono, dove l’acqua è caldissima e la vita marina ha le tinte dell’arcobaleno - ho nuotato fino a immergermi in questa grotta dove sono state girate le scene subacquee del film di James Bond.
E non c’è bisogno di essere un Agente 007 per fare snorkeling in questo caleidoscopio di barriera corallina e pesci che hanno sfumature brillanti. Con maschera e pinne mi sono tuffata, insieme agli altri compagni di barca, in questo posto mitico in cui hanno girato il film e mi sono immersa nella grotta tra dentici coda gialla ed enormi angelfish blu-oro fluorescenti.

La grotta è una cavità calcarea naturale che si trova sulla costa occidentale di Staniel Cay, è una sorta di cenote. L’abbiamo raggiunta in fila indiana tenendoci per le pinne quasi a formare un trenino e siamo entrati, lentamente, come fosse un luogo sacro.

Il colpo d’occhio è favoloso ma non riuscirò a mostrarvelo perché lo scafandrino della mia macchina fotografica si è rotto esattamente 12 ore prima della mia partenza e sono stata costretta a rinunciare a video e foto nell’acqua.

Ma fidatevi se vi dico che il fondale è azzurrissimo e pieno di pesci colorati. Un acquario in cui ho nuotato con una leggerezza incredibile. 

Questo è un mio momento felice poco prima di risalire in barca. E’ chiaro dal mio sorriso che mi è piaciuta un sacco? 

Risaliti a bordo, abbiamo proseguito per una delle tappe più ambite da tutti durante il viaggio alle Bahamas: Pig Beach, l’isola dei maialini. Ne avete mai sentito parlare?

Penso proprio di sì considerato che sui Social si trovano ovunque immagini di questa location.

Che è vicina ad Exuma ed è un posto perduto in mezzo al mare abitato solo da questi animali buffi e un po’ vivaci. Si chiama Big Major Cay, o Major Cay, o Pig Island o appunto Pig Beach.
Ma voi chiamatela come vi pare perché tanto, se provate a cercarla su Google Maps, ci trovate un puntino quasi invisibile nel cuore dell’arcipelago delle Bahamas.
Una vecchia leggenda vuole che i marinai di un mercantile in balìa di una tempesta abbiano messo in salvo qui il loro carico di maiali con l’intento di tornare a prenderli. 
Ma giù in paese dicono siano gli unici superstiti di un naufragio in grado di nuotare fino all’isola diventata poi la loro casa. 

A Pig Beach siamo arrivati dopo quasi due ore di navigazione e...è pazzesco quanta gente venga qui ogni giorno per scattare foto con questi porcellini che per la loro stazza assomigliano più a dei cinghialotti.

Non è semplice prendere confidenza. Perché sono tanti, nuotano veloci, hanno sempre fame e se hai cibo o qualunque altra cosa tra le mani ti puntano dalla distanza senza lasciarti scampo! 

Perciò attenti a fare troppo i simpatici o vi ritroverete con qualche bel morsetto su sedere e dita.

L’isoletta è una specie di santuario dove i maialini vengono protetti e curati da volontari.

Probabilmente ci arrivano troppi turisti e ai maialini – che corrono in spiaggia e sono provetti nuotatori - talvolta si rifila anche cibo spazzatura. Pertanto, attenzione a rispettare le regole dell’isola e a non ledere la loro salute.

Pochi minuti di navigazione e la sosta successiva è Compass Cay, la mia tappa del cuore.

Perché in quello specchio di mare circondato da un bar tutto in legno, in perfetto american style su una palafitta e una piccola passerella ci arriva il mondo per nuotare con gli squali.

E in quel mondo di gente, quel giorno, c’ero finalmente pure io.

Squali enormi, eleganti, soprattutto pacifici ma pur sempre timore di tutti.

Squali nutrice che sfilano leggeri sull’acqua, tra la gente, che si lasciano accarezzare, si avvicinano per mangiare, poi si annoiano e vanno a riposo a fondo.

Io alle Bahams ci sono tornata apposta. Per nuotare con loro in quell’acqua di cristallo. 

Un tuffo (non senza pensieri), qualche bracciata a pelo d’acqua, l’attesa di vederli arrivare e il mio sorriso che lascia trasparire un’emozione grandissima.  

Prima di prendere la “strada” del pranzo, nuovo stop. Questa volta in un vero e proprio paradiso. Un atollo di sabbia bianchissima, di quelli che così bianchi – come già detto - li ho visti soltanto alle Maldive.

Per me e Laura – che avevamo fatto il viaggio in barca alle Maldive e lì c’eravamo conosciute – un tuffo al cuore. Quella lingua di sabbia candida bagnata da un mare dai colori incredibili, spettacolare e deserta, portata fuori dalla bassa marea, era davvero come quelle che ci fecero innamorare nell’Oceano Indiano.

Perché di micro atolli così io ne ho visti davvero tanti in giro per il mondo: a Cuba, in Messico, in Malaysia…ma il colore della sabbia delle Bahamas è perfettamente identico a quello della rena Maldiviana. Insomma, io e Laura a sognare. E Antonella, pure lei, con gli occhi a cuore.

Dopo snack e beverage di ogni tipo, finalmente arriva l’ora del pranzo.

Lasciato l’atollo in poco tempo raggiungiamo una piccola isola – dove c'eravamo fermati già all’andata per posare acqua e birra - con una spiaggia molto bella e una casa deliziosa in legno bianca e gialla che in realtà è un ristorante ma che in quella occasione era in esclusiva per noi.

Pranziamo coi piedi nella sabbia, vista mare, con pollo fritto e patate.

Il pranzo, generalmente non è incluso nell’escursione giornaliera ed ha un costo extra che varia tra i 20 e i 25 dollari. "L'ordine” parte appena salpa la barca. Per chi volesse, è possibile organizzarsi anche autonomamente portando panini o cibi già pronti. In ogni caso, sappiate che il pollo era buonissimo.

Di nuovo in barca e all’improvviso facciamo una sosta non programmata, non inclusa nello schedule che avevo confermato via mail prima di partire e che invece è stata super gradita.

Ci fermiamo in un minuscolo porticciolo, con un ponte di legno e qualche casetta. Un uomo un po’ grosso si avvicina e ci invita a tuffarci, non senza prendere prima alcune grosse conchiglie al sole sulle scalette. Ne tira fuori un po’ di cibo e inizia a far rumore con le conchiglie e un anelletto di ferro.

In pochi minuti si materializzano due bellissime tartarughe e due buffissimi pesce palla in cerca di cibo.

Momento incredibile.

Ancora in barca e…dopo squali nutrice e maialini, gli ultimi amici animali della giornata.

Super iguane giganti in libertà su un’isola caraibica dedicata a loro.

L’impressione è pazzesca già quando ci si avvicina con la barca. Perché sono tante, tantissime, e sono grandi. Si muovono velocemente, a tratti sembrano pazze. In verità sono abituate alla gente che scende in visita sull’isola e che porta cibo ma se non lo sai fa impressione lo stesso e il brivido arriva in un attimo.

Piedi sulla sabbia e cinquanta iguane addosso.

In questa foto qui sotto sorrido, o meglio provo a sorridere ma ricordo esattamente quel momento: avevo i brividi. Perché io di quei simpatici rettilini ho un po’ paura.
Allen Cay, così si chiama quest’isolotto delle Bahamas vicino ad Exuma, è l’isola delle iguane. Proprio qui hanno anche girato alcune scene del film “Pirati dei Caraibi”.

Parliamo di un micro atollo di sabbia bianchissima e di palme rigogliose abitato solo da questi animali bruttini ma pacifici che si lasciano avvicinare in cambio di verdurine e prelibatezze.
In alcuni casi sono davvero giganti, sfiorano gli 80 centimetri di lunghezza e corrono su e giù come schegge impazzite in attesa di smangiucchiare qualcosa. 
Per concludere: sono buonissime ma provate voi a mettere piede su un isolotto dove decine di iguane ti puntano gli occhi addosso e ti circondano in un nanosecondo.

Ultima volta in barca con la prua puntata verso Great Exuma.

Una giornata infinita e bellissima, e in perfetta sintonia con la natura, sta per terminare.

Ora volete sapere se ne è valsa la pena? Spendere quasi 250 dollari e fare tappa per tappa ogni singolo luogo di cui vi ho appena raccontato per otto ore? Assolutamente sì!

Perché anche se l’idea è quella di fare un tour turistico – e lo è, a tutti gli effetti, ve lo dico chiaramente – la bellezza vera è quella di fare quasi ogni attività in esclusiva.

A mare, durante il viaggio, si incrociano tante persone su altre barche con altri operatori locali.

ma la sorpresa è che invece di ritrovarmi nel delirio più totale, ogni stop - ad eccezione delle visita alla grotta e della nuotatina con gli squali dove vi assicuro che sapere che c’è altra gente a mare vi consente un tuffo più spensierato - è stato vissuto quasi come un momento esclusivo.

Le ore a disposizione sono poche e c’è davvero molto da fare ma ogni singolo minuto sarà ben speso e a fine giornata sentirete addosso l’effetto forte di una "Real bahamian experience".

 

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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