MONUMENT VALLEY. The American Dream

August 18, 2016

La Monument Valley è uno dei posti più affascinanti del mondo, probabilmente uno di quelli che la gente mette maggiormente in cima alla propria lista dei desideri. Vero è che un viaggio avventuroso alla scoperta del vecchio west americano fa gola un po' a tutti. Ed è comprensibile perché nonostante la terra sia piena di luoghi magnifici la Monument conserva sempre il suo fascino e mantiene intatta la sua straordinaria bellezza.

Nell'immaginario collettivo queste distese sconfinate di terra rossa disseminate di meravigliosi ed enormi speroni di roccia rappresentano veramente "the American Dream"!

La Monument Valley è uno dei parchi più belli d'America, piazzato nel cuore del deserto, a metà tra Utah ed Arizona, in pieno territorio dei Navajo e che riesce senza alcuna fatica, con quelle sue rocce rosa e rosse che svettano nel cielo, a conquistare tutti.

Io ci sono stata l'anno scorso e ne ho apprezzato ogni dettaglio. A partire dalla strada per arrivarci. Una delle più belle che io abbia percorso negli Stati Uniti anche se di quella bellezza ho goduto poco perché alla Monument ci sono arrivata a sera inoltrata. La Scenic I-163 è lunga miglia e miglia ma al tramonto i paesaggi diventano di una bellezza quasi imbarazzante. E in quei momenti, mentre vai alla ricerca dell'avventura, viene fuori ogni tipo di emozione...

Speroni e formazioni rocciose rossastre costeggiano la strada e, a passarci in mezzo, con la testa fuori dal finestrino e il vento tra i capelli, mi ha dato la sensazione forte di essere dentro un film.

In tre, come sempre, da Lake Powell abbiamo macinato parecchie miglia e per ore abbiamo viaggiato nel deserto assoluto. Se non avessimo fatto preventivamente benzina a Page, e non avessimo comprato acqua e qualcosa da mangiare, sarebbe stato davvero poco divertente ritrovarsi nel nulla, a piedi e affamate! Dopo il tramonto abbiamo viaggiato completamente al buio fino a Kayenta, che dista circa 30 miglia dal parco. Poi da lì, finalmente, villaggi, luci, case, e un po' di vita.

Se posso consigliarlo, evitate di viaggiare di notte da queste parti, e non perché sia pericoloso, ma semplicemente perché in caso di necessità potrebbe essere complicato trovare qualcuno per un soccorso.

A noi è successo, ma solo perché la nostra "tabella di marcia" ha subito una deviazione. E poi perché qui c'è la strana regola dell'ora legale che è una curiosità di questo posto e che è bene sapere. I fatti stanno così: mentre in Arizona si segue l'ora solare per tutto l'anno, l'area dei Navajo segue l'ora legale da Aprile a Ottobre. E quindi se venite qui d'estate, e raggiungete la Monument magari da Page (come noi) o da Flagstaff o dal Gran Canyon, ricordatevi di spostare in avanti di 1 ora le lancette dell'orologio. 

Per l'hotel, anche stavolta, scelta strategica: il Goulding's, proprio all'ingresso del parco, praticamente dentro la Monument Valley ed esattamente a 5 minuti di macchina dalle prime costruzioni dei Navajo.

Posto molto carino ma essenziale, con un bel patio terrazzato che all'alba ci ha riservato una sorpresa straordinaria: una vista favolosa sulla Monument. Un dettaglio non trascurabile che mi ha stravolto la giornata: mi sono ritrovata lì, con la Monument dinanzi a me, in tutto il suo splendore. Un panorama mozzafiato! 

Dopo una colazione da nababbi - prendete i pancakes se scegliete il Gouling's, sono tra i più buoni che io abbia mai mangiato in America - partenza per il National Park. All'ingresso, lungo la strada, è pieno di negozietti dei Navajo che però abbiamo guardato solo da lontano. 20 dollari a macchina per entrare e finalmente eravamo dentro.

Il vantaggio di questo posto è che si può effettuare il tour da soli, con la propria macchina, avventurandosi lungo un percorso tracciato tra Butt e Mesa. Chiaramente si possono esplorare anche aree che non sono di libero accesso a tutti, fuori dai percorsi ordinari. Ma in questo caso è necessario rivolgersi al visitor center e prenotare un giro guidato coi Navajo.

Noi, in verità, abbiamo preferito fare il giro da sole. L'idea di guidare lungo quelle strade ci piaceva tantissimo. Poi le condizioni meteo erano perfette: sole alto e cielo azzurrissimo. Perché non dimenticate che qui col tempo non c'è da scherzare: tra alluvioni e flash flood, anche e soprattutto nella Monument - dove ci sono sabbia e terra -, si può rischiare e non poco.

Pronte per il tour, mappa alla mano, siamo scese spedite lungo la Scenic Drive: 17 miglia di straordinaria bellezza.

La Monument è fantastica all'alba e al tramonto. Nelle ore più calde specie d'estate, diventa un fuoco, ma i colori sono comunque magnifici, secondo me, in ogni momento della giornata. Noi ci siamo avviate alle prime luci del mattino ma poi la giornata si è riscaldata e con essa anche i colori del paesaggio, che sono mutati intorno a noi.

Il percorso è tracciato e va seguito esattamente come è descritto nella mappa che si recupera al Visitor Center. Io ne avevo già scaricata una online, ed è stato molto utile perché avevo segnato con anticipo la via e i punti strategici. Sulla mappa ne vengono indicati 11, e sono effettivamente i più belli, quelli più rappresentativi.

Si inizia con i famosissimi Mitchell Mesa e Merrick Butte, che danno il benvenuto a tutti i visitatori che si fermano con le macchine dovunque pur di portarsi a casa uno scatto. Guardare a destra o a sinistra conto poco. Il panorama è veramente spettacolare da ogni prospettiva. Il viaggio tra Butte e Mesa è strepitoso. Per chi non lo sapesse, qui le conformazioni rocciose si definiscono Butte quando sono più alte, mentre le Mesa sono quelle più larghe. 

Tra i punti imperdibili voglio segnalarne due in particolare: il primo, le Three Sisters che dominano un intero tratto della vallata e sono visibili da diversi punti e per diverse miglia. Il secondo, il John Ford's Point, un omaggio al regista che qui ha ambientato molti dei suoi film western. Devo dire che vedere da lontano gli indiani a cavallo su questa roccia a strapiombo sulla valle è un sogno.

Girare nella Monument è un'esperienza fantastica. Il richiamo della bellezza di questo posto è molto forte.

Un punto di osservazione che lascia senza fiato è quello che guarda verso il Thunderbird Mesa. Da qui si vede la Monument che si apre e si estende verso l'infinito e, sinceramente, credo sia il posto più spettacolare di tutto il parco. Fermarsi qui vuol dire prendersi un po' di tempo e restare in contemplazione. E magari anche tornare indietro coi pensieri, a quando questo posto era ancora totalmente incontaminato.

Lungo il percorso ci sono molti altri punti di osservazione che vale la pena visitare, e ad ogni angolo il paesaggio è in grado di stupire per la bellezza, i giochi d'ombra ricreati dal sole, i piccoli e grandi speroni di roccia, la sabbia, i vecchi arbusti e l'odore del deserto.

Sulla strada per Thumderbird c'è un'area con qualche bancarella organizzata dai Navajo. Orecchini in argento, collane realizzate con piccole pietre della valle, piume, coltelli con il manico di cuoio in vero stile indiano, vasi dipinti e molti altri prodotti artigianali. Questo popolo vive ancora seguendo le antiche tradizioni, e questa è una cosa da tenere presente sempre, in ogni momento della visita, che è proprio in casa loro.

La Monument è splendida e si può visitare come si desidera: a macchina, a piedi, a cavallo. Io la consiglio in tutti i modi. E oggi, se guardo le foto di quel viaggio e penso a quei momenti mi torna in mente tutta la magia di quel posto dove la sabbia rossa mista alla terra spezza il blu del cielo, tutto sembra sospeso e ogni pensiero diventa più profondo...

 

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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