ZANZIBAR. Da Kendwa a Nungwi, tra spiagge bianche, mare turchese e villaggi di pescatori

November 23, 2017

"Magia d'incanto, poesia salata, spiaggia di stelle e stelle di sabbia.
Notte di coralli, paradiso di colori, profumo di nuvole
”.

 

Leggo questi versi, parte di una poesia che ho trovato per caso, e in un istante ritorno a Zanzibar.

Porto nel cuore il ricordo del mio viaggio in quest'isola stupenda, ancora per molti versi incontaminata, dove ogni cosa diventa magia.

Zanzibar, l'isola delle spezie, o anche del borotalco - per la sua sabbia bianca e finissima -, dove tutto profuma di buono, dove ogni cosa porta i colori del mare. 

Il mio luogo "Zen", quello della rinascita, della luce.

Viaggio di Dicembre. Di quelli che devi scrollarti il grigiore dell'inverno di dosso se vuoi arrivare con la mente integra alla primavera. Alla partenza avevo un solo pensiero in mente: lasciarmi alle spalle gelo e pioggia. Nulla di più facile, perché in un paradiso così ci trovi un sole bellissimo e molto di più.

Perché Zanzibar è così: tocchi terra e ti innamori.

Forse sono le lunghe spiagge bianche con quella sabbia morbida e chiara che non smetteresti mai di toccare; o magari è il mare che fai sempre un po' fatica a dire se è azzurro, o turchese o verde smeraldo; o probabilmente sono i suoi fondali, tempestati di coralli bianchissimi, di stelle marine di tutte le dimensioni e di pesci colorati che scivolano dolcemente tra i piedi mentre cerchi di restare immobile nell'acqua ad osservarli. O forse, infine, è la gente che ci vive, che ti accoglie con il sorriso, che ti racconta come vive, che ti fa sentire come a casa.

Non saprei dire di preciso cosa sia stato ma l'intesa, quella vera, io con questa isola l'ho sentita subito. 

Solo otto ore di volo dall'Italia e, in un momento, mi sono ritrovata dentro un sogno. 

Zanzibar, arcipelago di 50 isole dell’Oceano Indiano (la cui principale, conosciuta appunto come Zanzibar, si chiama in verità Unguja), è il posto perfetto per rigenerarsi con una vacanza d’inverno. L’isola ha conservato nel tempo il suo aspetto selvaggio e più autentico. E poi, dite quel che volete, quel loro magico vivere lento, quel “pole pole” che nella lingua Swahili vuol dire “piano piano” e che scandisce le giornate a ritmo pacato, è capace di cancellare istantaneamente quella frenesia quotidiana che viviamo ogni giorno. Ed è una sensazione di benessere e leggerezza che fa tanto bene a tutti. 

Noi eravamo in tre! Tre amiche in viaggio, ognuna con i suoi desideri: scoperta, relax, avventura.

E l'isola li ha soddisfatti tutti. 

La prima cosa bella? Il nostro resort, scelto di corsa, senza badare troppo alle verifiche. Il nome, per me, era già una garanzia. Solo su una cosa mi sono soffermata: la posizione. Perché io desideravo soprattutto godere pienamente, e ad ogni ora, di quel mare africano straordinario.

Così, nei miei giorni zanzibarini, sono stata al Kendwa Beach Resort  di Eden Viaggi - posto in cui tornerei subito - che si trova sulla costa nord occidentale dell'isola, in un'area di spiagge lunghe e sabbia bianchissima, dove il mare è cristallino con un'acqua che potresti bere e una vegetazione smeralda pazzesca ricca di mangrovie e palme da cocco. Il Kendwa Resort, che affaccia sull'omonima spiaggia, tra le più belle di Zanzibar, è proprio a una manciata di chilometri da Nungwi, la punta più a nord dell'isola e dista circa un'ora dalla capitale. 

Il che mi ha reso chiara immediatamente una cosa: non sarei mai arrivata con le mie amiche a Stone Town a bordo dei locali “yalla yalla”. Li avevo già visti per strada nel tragitto dall'aeroporto fino a Kendwa e mi era sembrata una cosa divertente. Del resto avevo già preso gli stessi mezzi alle isole Bahamas. Giusto per info, si tratta dei tipici furgoncini locali super carichi di persone, bagagli, buste e galline. Caratteristici davvero ma forse, ho pensato poi, un po' troppo per provare a salirci davvero da queste parti. 

Al nostro arrivo abbiamo ricevuto la simpatica accoglienza dei Masai, riuniti all'ingresso, che ci hanno dato il benvenuto con la loro simpatica danza “a saltello”. 

Voglio specificare che non amo i viaggi statici stesso letto-stesso posto ogni giorno. Ma in quella occasione avevo davvero bisogno di relax assoluto. Poi, in realtà, non si è mai statici se non lo si vuole davvero e in quel breve soggiorno ho comunque fatto su e giù per l'isola godendomi le sue bellezze.

Tornando a noi, il Kendwa Resort, immerso in un giardino tropicale, è proprio su Kendwa Beach, fazzoletto enorme di spiaggia meravigliosa con un mare mozzafiato e tanti piccoli negozi che i locali chiamano boutique, dove perdersi tra parei, ciabatte di cuoio e un artigianato locale in legno finissimo. Non mancano deliziosi chioschi e baretti dove fermarsi a bere frullati e cocktail al tramonto.

Una delle cose che mi ha fatto sentire davvero libera e lontano da tutto? Alzarmi all'alba, senza sveglia, uscire dalla mia stanza e raggiungere a piedi nudi nella sabbia il ristorante in riva al mare.

Una sensazione poche volte provata.  

Zanzibar è ancora un'isola selvaggia e incontaminata ma garantisce tutti i confort cui siamo abituati.

E' piena di tantissimi alberghi e resort di lusso immersi in palmeti verdissimi e affacciati su lunghe lingue di sabbia bianca. Ma offre, in ogni caso, soluzioni per tutte le tasche. Oramai ci trovate molti B&B e case in affitto. Negli ultimi anni si sono diffuse anche le Guest House, più spartane, preferite soprattutto dai viaggiatori con lo zaino in spalla e che consentono - a detta di molti ma io non sono completamente d'accordo - di avvicinarsi maggiormente alla vita della gente del posto.

Sono comunque molto carine e spesso, come i resort, si trovano direttamente sulla spiaggia.

In ogni caso, che sia un hotel di lusso o una casetta sulla sabbia, sull'isola si ha la percezione vera di essere in un piccolo paradiso perduto.

Voglio precisare una cosa: Zanzibar è un'isola favolosa, da Nord a Sud, da Est a Ovest. Ma se, come me, desiderate vivere di mare tutto il giorno e volete solo ammirare ma non subire il fascino delle maree, scegliete l'area a Nord. Per intenderci, il cono di Nungwi. Le spiagge sono splendide e, come detto, il fenomeno delle maree è quasi impercettibile.

Ho vissuto Zanzibar col cuore, provando ad avvicinarmi alle persone del posto con la gentilezza di sempre. Lo faccio in ogni viaggio. Ma in terra d'Africa mi capita di vivere sensazioni diverse: le persone hanno qualcosa di speciale, ti parlano con gli occhi.

Nelle nostre giornate sono entrate con simpatica invadenza i beach boys che affollano le spiagge. Anche chi non è mai stato in Africa qualche racconto l'ha raccolto: sono i ragazzi del posto che ti propongono qualsiasi cosa: dall'acquisto del souvenir all'organizzazione di escursioni e safari. Persone amabilissime, in ogni caso, che parlano molte lingue, si danno i nomi europei per farsi ricordare e conquistano in pochi minuti. Unica raccomandazione: imparare a gestirli.

Un viaggio da queste parti regala sempre qualcosa di unico. La vita scorre lenta e leggera, tra bagni di sole, passeggiate sulla spiaggia in cerca di stelle e coralli che vengono fuori con la bassa marea e, spesso, in attesa che rientrino le barche dei pescatori cariche di tesori provenienti dal mare. E poi, i tramonti, uno spettacolo che solo a nord dell'isola si riesce a gustare fino in fondo. 

Kendwa Beach, insieme a Nungwi e a tutta l'area settentrionale è ricca di spiagge meravigliose dove poter fare snorkeling e nuotare tutto il giorno. Nell'area interna, invece, è pieno di piccoli villaggi e comunità di pescatori che fanno su e giù dal mare con le tipiche barche locali in legno, i dhow. 

Tutte le mattine, sull'isola, quasi come un rito, i pescatori dei villaggi vicini, spesso insieme ai gestori dei resort e ai proprietari di alcune ville, organizzano divertenti battute di pesca. E lo spettacolo, al rientro, è bellissimo: mentre gli uomini sono in mare a pescare, spesso insieme a tanti turisti curiosi e appassionati, i ragazzini aspettano a riva o coi piedi nell'acqua, pronti a pulire il "bottino" e ad aiutare i grandi a distribuirlo durante l'asta del pesce, un momento bellissimo che raccoglie turisti e locali.

Uno spettacolo di vita quotidiana meraviglioso, una delle esperienze più belle che ho vissuto.

Un paio di volte, nel pomeriggio, mi sono incamminata sulla spiaggia.

Da Kendwa, a piedi, si può arrivare anche a Nungwi. La passeggiata pomeridiana è davvero piacevole, soprattutto nelle prime ore pomeridiane quando la marea comincia "a lavorare" e il mare si ritira quel giusto per portare a galla il meraviglioso mondo marino di Zanzibar. In un attimo ci si ritrova dinanzi un tappeto di stelle, coralli e pesciolini che bisogna fare attenzione a non calpestare. Uno spettacolo unico!

Lungo lo stesso tragitto si può raggiungere a piedi anche l'acquario delle tartarughe marine.

Io non sono riuscita ad arrivarci in tempo perché sulla spiaggia c'era sempre qualcosa da ammirare e per cui valeva la pena fermarsi: ora una stella, ora un baretto dove sostare a bere qualcosa, ora qualcuno con cui fare due chiacchiere.

Dall'altra parte del cono, invece, ad Est, è bellissimo osservare le donne. Quelle che raccolgono le alghe che si depositano sulla spiaggia e che sono destinate ai mercati giapponesi dove - pare - siano molto richieste.

Sulla spiaggia di Kendwa, come dicevo, è pieno di localini carini. Solo in un paio di occasioni ho provato i piatti a base di pesce e riso e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. Per il resto, ci siamo affidate alla cucina sapiente del nostro resort che ha variato tanto nell'offerta nei giorni della nostra permanenza.

Tra le cose che vi suggerisco di assaggiare nei ristorantini del posto, certamente il pesce freschissimo, in particolare il tonno grigliato accompagnato da verdure, zenzero - di cui sono golosa - riso e chapati, il buonissimo pane tradizionale indiano simile a una tortilla e che viene quasi sempre servito con tutti i piatti zanzibarini. 

Gli show a cielo aperto di questo pezzo di Tanzania sono senza dubbio i tramonti: rossi, infuocati, romantici. E anche sotto questo punto di vista il nord dell'isola regala gli spettacoli migliori. A piedi nudi, in riva al mare, sdraiati su un lettino o seduti in qualche baretto, a bere succo d'ananas e tamarindo, si può ammirare il sole che cade nell'acqua con lentezza e magnificenza. Una meraviglia della natura che ogni pomeriggio dipinge il cielo dell'isola di colori incredibili.

Durante quel viaggio non sono stata di certo confinata. L'isola offre una grande varietà di cose da fare e la mia scelta è caduta su alcuni pezzi forti e imperdibili.

Se c'è una cosa che non si può assolutamente perdere una volta arrivati a Zanzibar è il Safari Blu, una giornata speciale tra mare turchese, lingue di sabbia bianchissima e un mondo marino incredibile.

Ve lo racconto qui. Ed è una cosa da fare assolutamente! Da inserire nella top list!

Un'altra splendida giornata è da trascorrere a Stone Town, la capitale, che porta segni multietnici nella sua singolare architettura caratterizzata da elementi persiani, arabi, indiani e anche europei. Una città che è un labirinto, piena di cose che un tempo sono state bellissime e che oggi avrebbero bisogno di un importante intervento di ristrutturazione.

Da Stone Town è facilmente raggiungibile anche la vicina Prison Island, che ospita tartarughe giganti.

E anche di queste due bellezze, vi lascio più dettagli in quest'articolo.

Voglio completare questi miei ricordi con un pensiero speciale e un angolo di cuore dedicato ai bambini dell'isola. Inutile dire che qui la povertà, fuori da ville, resort e villaggi, è visibile ovunque. Eppure, mai una volta ho visto un bimbo triste. Su ogni volto ho sempre trovato un sorriso.

I bambini sono la spensieratezza e la gioia di questa terra, giocano ma ti osservano da lontano, poi si avvicinano in silenzio, ti allungano la mano e ti regalano una conchiglia.

Una piccola raccomandazione che è superflua - sicuramente - ma dovuta: ricordatevi, prima di partire, di svuotare il vostro armadio di ciò che non vi serve più. Raggranellate magliette e pantaloncini, scarpe e sandali. E poi, comprate matite colorate e quaderni. I bambini ve ne saranno grati e il loro sorriso di ringraziamento sarà il ricordo più bello che porterete a casa.

 

 

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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