• Melania Bifaro

ITALIA. In Sicilia in barca a vela: alla scoperta delle Isole Egadi


SICILIA: In barca a vela alle Isole Egadi

Estate 2020: vacanze Italiane!

Che se prometto, io sono così: la mia parola vale più di ogni altra cosa. L’avevo detto che sarebbe stata un’estate tutta su e giù per lo Stivale e, benché l’Italia sia tutta bellissima, ho scelto di rotolare esclusivamente verso Sud.

Dopo Campania, Puglia e Calabria, sono approdata in quella Sicilia di cui ho parlato per un tempo infinito e che ha saputo riempirmi il cuore. Riempito di sole e di sale, di barche e di mare, di gente e di calore, di granite e di colore. Il mio desiderio più grande? Andare alle Isole Egadi, e di andarci in barca, via mare.

Un vero azzardo per me che soffro un unico dondolio: quello della barca a vela, clamorosamente scelta come formula per questo viaggio. Coraggiosa, non credete?

La verità è che ho voluto tentare, di nuovo, dopo la brutta esperienza già vissuta - di mal di mare da barca a vela, una quindicina di anni fa, e solo per un weekend – sperando di aver superato la cosa.

Io che il mare lo amo e che in mare più o meno ci vivo - tra navi da crociera, gommoni e imbarcazioni varie – sono partita convinta che avrei vinto la mia sfida. E sebbene la barca a vela continui a non reggerla nemmeno un po’, posso dire di aver completato magnificamente la mia settimana.

Perché nonostante il dondolio, il mal di mare, le pasticche e le gomme da masticare, i braccialetti antinausea, i biscotti, lo zenzero e le chiacchierate per distrarmi, gli spazi estremanente ristretti, la scarsità d'acqua e le cabine minuscole, ho vissuto una delle esperienze più belle e divertenti della mia vita.

Certo è necessario essere flessibili, comprendere che un viaggio in barca è qualcosa di impegnativo e prevede uno stile di vita molto spartano e pratico.

Dimenticate le comodità, abituatevi a condividere ogni cosa – davvero ogni cosa – con i vostri compagni di viaggio, preparatevi a uno stile zen perché stare tutti insieme - specie se non conoscete le persone in barca con voi - non è facilissimo considerati i metri quadrati a disposizione. Ma se vi approccerete con simpatia, discrezione e disponibilità sono sicura che, come me, riuscirete a vivere il meglio di quanto un viaggio in barca possa regalare.

La vita in mare è straordinaria e semplice. Svegliarsi all’alba e incantarsi dinanzi ai colori del sole che sorge, infilare un costume e tuffarsi prima ancora di prendere il caffè, volare sulle onde seguiti dai delfini, addormentarsi sotto un tappetto di stelle – e potrei continuare all’infinito – è qualcosa che veramente non ha prezzo.

Premetto che sono stata fortunata, innanzitutto perché il meteo è stato clemente.

Mare calmo, poco vento e cielo azzurro.

Se le condizioni fossero state differenti sarei probabilmente sbarcata il giorno successivo.

Poi, i miei compagni di viaggio. Che hanno apprezzato la mia scelta di “volerci riprovare” e hanno dato tutto il supporto possibile quando ne ho avuto bisogno. La loro allegria, e lo stare bene tutti insieme ha reso tutto molto più leggero e superabile.

Perché io ho rischiato, sul serio, e col mal di mare non si scherza perché ci si rovina il viaggio.

Perciò vi do qualche consiglio – se sceglierete la barca a vela – per affrontare al meglio l’esperienza in mare.



Come combattere il mal di mare...

Tenete bene a mente, innanzitutto, che la barca a vela è quella che in assoluto “balla di più”. Perciò le soluzioni sono due se la soffrite: non partire o rassegnarsi a stare male ma vivere comunque ogni cosa al 100%.

Organizzatevi prima di partire con pasticche e gomme da masticare che trovate in farmacia e che serviranno – vi assicuro che funzionano – ad alleviare il malessere durante le traversate. Attenzione: vanno prese prima di stare male. Io ho usato Travelgum per ben due volte e l’effetto è stato immediato. Ho evitato Xamamina, che è ottima, ma porta un bel po' di sonnolenza, e io volevo restare assolutamente sveglia.

Provate anche i braccialetti antinausea. Io li ho comprati e tenuti un paio di giorni. La mia opinione? Una cavolata, una suggestione psicologica, almeno per me. Ma magari a voi funzionano.

Durante la navigazione evitate di bere, i liquidi non aiutano. Restate all’ombra, trovate un posticino nel pozzetto ed evitate di scendere sotto coperta. Aiutatevi con pane, biscotti secchi e zenzero fresco o disidratato.

Poi , non guardate il mare e soprattutto le onde. Fissate un punto all’orizzonte e tenete gli occhi inchiodati su quello. Vi aiuterà molto.

Provate a distrarvi. Provateci sul serio. Io ho cantato e chiacchierato per giorni e mi ha aiutato a resistere.

Infine, un consiglio che ho ascoltato e fatto mio durante la settimana: lasciatevi portare dal mare, seguite l’andamento della barca e delle onde, insomme: lasciatevi fluttuare. Può sembrare una sciocchezza ma un po’ per volta il malessere delle prime ore, dei primi giorni, diventerà un ricordo.

In barca a vela alle Isole Egadi

Detto questo, passiamo alla barca vera e propria. Io ero su un Bavaria Cruiser 50 con altre 10 persone, e quindi 11 in totale. Troppe. Gli spazi in barca sono già ridotti all’osso, all'acqua bisogna stare assolutamente attenti, non va sprecata, figuriamoci poi con due o tre persone in più a bordo rispetto al numero previsto. Per pranzare e cenare, poi, un delirio: non riuscivamo nemmeno a sederci tutti a tavola.

La fortuna è stata l’armonia del gruppo e il rispetto di ciascuno verso l’altro.

Questo ci ha consentito di goderci gli spazi senza grossi problemi. E di ridere di tutto un po', anche dei disagi.

Risultato? Viaggio bellissimo che porterò nel cuore ma ribadisco: sono/siamo stati fortunati. Voi mettete sempre in conto quel che vi ho già detto (spazi ristretti, cabine, acqua, convivenza). Quindi, se non siete flessibili e orientati ad uno stile di vita un minimo spartano, la vacanza in barca a vela non ve la suggerisco nemmeno un po’.

E siamo finalmente al viaggio. Come vi avevo anticipato, il mio desiderio erano le Egadi.

Così ho scelto questa crociera bellissima con partenza da Marina di Villa Igea, a Palermo, con destinazione Levanzo, Favignana e Marettimo via San Vito Lo Capo e Riserva dello Zingaro.

Un viaggio indimenticabile che porterò sempre nel cuore.

Per i costi - vi snocciolo un po' i miei - orientatevi sui 1000 euro a settimana in alta stagione, considerando che per una barca con hostess che provveda anche alla cucina e alle pulizie, i costi crescono.

Aggiungete le spese per la cambusa, le soste nei porti, in rada ed eventuale carburante extra.

La nostra barca era un charter, noleggiato da una società e rivenduto ai singoli. Io ho acquistato il mio posto in cabina e ho dormito in 1 metro x 1 metro con la mia compagna di stanza, conosciuta direttamente in barca, con la quale siamo diventate amiche - di mal di mare e - per la pelle.






ISOLE EGADI, IL VIAGGIO...

Queste tre perle azzurre straordinarie che mi hanno fatto brillare gli occhi, che dal mare sono ancora più affascinanti e luminose, che sembrano disegnate dalla mano di un pittore, che si riflettono in un mare di cristallo...io le ho amate tutte.

Levanzo, la prima, amore a prima vista, quella che mi ha rubato il cuore quando dal tender, al tramonto, procedevamo verso terra e io non riuscivo a scollare gli occhi dalle case bianche con le finestre blu.

Favignana, la sorella maggiore, con le sua cale di tufo che si lasciano accarezzare dal mare e le sue spiagge di sabbia chiara, piena di barche, di gente e di vita, che un aperitivo puoi farlo ovunque perché da quasi ogni spigolo si vede il sole.

Marettimo, la più distante, l’isola della leggenda di Itaca, ricca di cave e di grotte nascoste che gli innamorati raggiungono a nuoto, e con quel silenzio nelle stradine affollate in cui arriva il rumore del mare.

Eccole queste tre isole stupende, così come le ho vissute, nei posti in cui abbiamo buttato l’ancora e dove ho lasciato un pezzetto di cuore.

Se vi va, trovate sul mio profilo Instagram, cliccando su questo link, nelle storie in evidenza il meglio del mio viaggio in Barca a Vela alle Isole Egadi.




*** LEVANZO ***

Levanzo, Isole Egadi

Nel paradiso ho disegnatoun'isola uguale a te e una casa sul mare con un grande letto e una piccola porta.

(Odisseas Elitis) Piccola, di case bianche, di fiori che arrossiscono dinanzi al mare. Cielo azzurro, porte blu e profumo di Mediterraneo nell’aria. Cammino per strada a piedi nudi e mi innamoro... La più piccola delle tre sorelle, Levanzo è un’isola deliziosa a poche miglia da Trapani, piena di spiaggette di sabbia e di sassi, di cale con un’acqua stupenda quasi da bere, sentieri tra rocce e pinete e un centro minuscolo di case bianche e porte e finestre azzurre che d’inverno contano giusto qualche centinaio di abitanti.

Le uniche due spiagge accessibili anche da terra sono Cala Fridda e Cala Minnola, due posti incantevoli che si raggiungono dal centro del paese a piedi costeggiando il mare e attraversando una distesa di pini meravigliosa.

Sono le due cale in cui mi sono tuffata dopo averle raggiunte a piedi, durante una breve esplorazione. L’isola è bella, selvaggia, esclusiva. Qui i Vip si rifugiano nelle ville nascoste a strapiombo sul mare e si godono tutta la magia di un luogo ancora poco frequentato dal turismo.

Uno dei posto più noti è la Grotta del Genovese, un sito archeologico unico - che ahimè non sono riuscita a visitare per mancanza di tempo - e che si raggiunge sia via terra che via mare. Porta via, per la visita, circa due ore.

Se siete appassionati di immersioni, poi, Levanzo offre itinerari archeologici subacquei molto carini proprio nei pressi di Cala Minnola, dove ci sono i resti di un relitto romano con tanto di anfore e frammenti di vasellame.

Se vi va una cena carina, provate il Ristorante Paradiso. Serve ottimi piatti di pesce. Buonissimi i primi. Io ho assaggiato la pasta fresca con le sarde e uno spaghettone con le patelle. Una vera bontà.

Fermatevi al piccolo bar vista mare accanto al Paradiso e gustate un dolce: ottime le cassatine e i cannoli scomposti.






*** FAVIGNANA ***

Favignana...

di mare turchese che bacia l'azzurro, di cielo infinito che gioca con le nuvole, di vento caldo che soffia sulle onde, di case di tufo e di vicoli stretti, di strade che sanno di fiori e di agrumi...

Mi perdo come una vagabonda nelle viuzze di questa isola deserta quando il sole ancora brucia. C'è bellezza nelle case e ci sono storie dietro i portoni, e segni di mani e di vita su una vecchia bicicletta dimenticata sui muri...

Favignana, la sorella maggiore, la più conosciuta, la più gettonata, dove ci sono più spiagge, più ristoranti, più gente. L’isola che colloca le Egadi nella testa delle persone, che se la guardi dall’alto sembra quasi una farfalla, il luogo che incanta i viaggiatori con le sue spiagge e il suo mare limpido.

Ci siamo fermati la prima notte a Punta Lunga, un luogo incantevole, dove ci siamo goduti un tramonto mozzafiato. La seconda notte abbiamo dormito in porto, ed io ho adorato scendere e salire dalla barca quando volevo.

Le insenature sono splendide e tutte perfette per lo snorkeling che ho fatto ad occhi chiusi tanto era bella l’acqua. In barca ci siamo spostati alla Cala del Bue Marino, che è davvero strepitosa. La scogliera di tufo è un susseguirsi di incastri, scalinate e grotte naturali frutto dell’erosione naturale del mare e della mano dell’uomo, di quei maestri che da queste parti chiamano pirriaturi. L’acqua ha colori pazzeschi e un tuffo qui è veramente da 10 e lode.

Altra cala, quella più famosa, e pure estremamente bella, morfologicamente quasi identica, è Cala Rossa. Il mare ha una colorazione di azzurro incredibile.

In realtà tutta la costa è piena di cave di tufo, che rappresentano una delle caratteristiche dell’isola e sono magnifiche da ammirare, specie se ci si arriva direttamente dal mare.

L’isola è piena di spiagge. Mi hanno detto che per raggiungerle ci sono alcuni sentieri belli da percorrere, e mi fido. Io in certi posti a Favignana ci sono arrivata direttamente in barca.

Attenzione quando vi tuffate. Non solo a Favignana, ma in tutte le Egadi, è pieno zeppo di meduse. Ve lo dice una che se la rideva un po’ e che invece è rimasta vittima di una simpatica amica del mare proprio a Cala Rossa. Prima esperienza – e spero anche ultima – e sensazione di dolore assurdo. Piccolo consiglio: armatevi di maschera o occhialini per tenere la situazione sotto controllo e portate prodotti specifici qualora la distrazione dovesse avere la meglio sui vostri livelli di attenzione.

E veniamo al paese...

Piccolo, molto carino, sempre pieno di gente, con localini, baretti, ristorantini, fish-bar. Posto perfetto per passarci pomeriggio e serata. Sull’isola girate tranquillamente in macchina o anche in scooter, ma sorprendono davvero la vita rilassata e l’atmosfera tranquilla.

Fate una passeggiata tra i violetti, sono pieni di scorci da scoprire e immortalare. E arrivate al lungomare che offre una splendida vista su Levanzo.

Se venite a Favignana non dovete assolutamente perdere la Tonnara, che va necessariamente prenotata, specie di questi tempi. Si tratta della visita guidata all’ex stabilimento Florio, che ospita reperti storici di varie epoche e che è davvero molto suggestiva.

Ecco infine qualche piccolo consiglio su baretti, drink al tramonto e cenette.

A colazione provate le cassatine e tutte le altre delizie al pistacchio del Bar del Corso. Sono eccellenti. Fermatevi a fare aperitivo da Albatros che porta a tavola qualsiasi cosa che poi andare a cena diventa anche difficile. A pochi passi trovate anche Monique Concept, un drink è perfetto anche lì. Per la cena, due super consigli. Il primo è per l’Osteria dove ho mangiato un ottimo spaghettone ai ricci e una tagliata di tonno al pistacchio buonissima.

E poi non perdete La Casa del Tonno, una bottega osteria che prepara taglieri di tonno e formaggi da svenimento.

Se vi va un tramonto super da vivere con una bella atmosfera e buona musica andate al Kiosko a Punta Lunga.

Infine, per una granita doc fermatevi in piazza da Uccio.






*** MARETTIMO ***

Marettimo, Isole Egadi

𝗡𝗲𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗶𝗹𝗼 𝗶𝗹 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗗𝗶𝗼 𝗺𝗮𝗿𝗲. 𝗡𝗲𝗹 𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗻𝗱𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝘁𝗼𝗰𝗰𝗼, 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝗼𝗹𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝘀𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼., 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗳𝘂𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗲𝗿𝗯𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗱𝗼𝗻𝗼. 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘁𝗶 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼 𝗶𝗹 𝗴𝗿𝗶𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗴𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗻𝗼 è 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮! 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗧𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼 (𝗥𝗼𝗺𝗮)

Marettimo, la più selvagia delle Egadi, tutta insenature, grotte e fondali blum isola sacra e prospera, esclusiva ma genuina. Quella anche la leggenda vorrebbe fosse l’Itaca patria di Ulisse, la più montuosa, la più boscosa e anche la più lontana dalle sue belle sorelle.

L’isola ha un patrimonio faunistico e vegetativo straordinario, è piena di sentieri molto belli che consentono una vista magnifica dall’alto del porto. Gli amanti del trekking non avranno che da scegliere.

Così come gli appassionati del mare e del diving poiché l’isola è piena zeppa di grotte. Ebbene si, Marettimo è l’isola delle grotte. Ne conta circa 400, tra emerse e sommerse, alcune si raggiungono solo a nuoto e si possono visitare solo con le barchette dei barcaioli locali.

Il mare ha colori meravigliosi: passa dal verde smeraldo cristallino dell’acqua in porto – ebbene si, proprio in porto – o sotto costa a un blue-black intenso che non ho visto nemmeno a Capri sotto i Faraglioni.

Come dicevo, le grotte sono il fiore all’occhiello di Marettimo. Io le ho visitate, facendo uno splendido giro dell’isola, a bordo di una bella barca di Marettimoislife (vi lascio qui il link per un contatto e la prenotazione).

Vincenzo, il “nostro comandante” ci ha regalato una passeggiata via mare di tre ore e mezza lungo tutto il periplo alla scoperta di cavità, grotte e insenature da far perdere la testa.

La grotta del Cammello, la grotta del Presepe, la Grotta del Tuono…e potrei continuare all’infinito perché le grotte sono davvero molte. Ci siamo anche tuffati – eravamo in dieci – e abbiamo nuotato in fila indiana al buio in due grotte stupende. Una è quella degli Innamorati: un cunicolo di una quindicina di metri che conduce a una minuscola spiaggetta di sabbia bianca e circondata da pareti di roccia bianchissima e lucida. Ci siamo arrivati con una torcia e l’emozione è stata pazzesca. Non ho foto perché abbiamo scelto di lasciare i telefoni e le camere subacquee a bordo per goderci pienamente l’esperienza, ma fidatevi se vi dico che è assolutamente da provare. Nel tour era previsto anche un bagno – pazzesco – a Cala Bianca che è una insenatura spettacolare con il mare più blu che io abbia visto nella mia vita e che fa parte del Parco naturale marino più grande d’Europa.

Noi ci siamo fermati la prima notte a Punta Troia, un luogo magico dove abbiamo trascorso la notte sotto un meraviglioso tappeto di stelle. Siamo arrivati al tramonto e abbiamo raggiunto la punta con il tender per goderci lo spettacolo dell’arancio-viola sul versante opposto al nostro. Se vi va salite a piedi al castello di Punta troia, di epoca normanna, e che offre una vista splendida sulla baia. Qui ho fatto nuotate eccezionali, sono andata su e giù col sup – attenzione alle meduse anche qui – e abbiamo fatto il primo giretto in tender alla Grotta del Cammello che di mattina ha colori ancora più spettacolari.

Infine, il paese. Una piccola bomboniera tutta bianca e azzurra immersa nel verde. Un posto esclusivo fatto di case curate, fiori e fichi d’india, di gironzolo di bimbi e di gatti, di viaggiatori con lo zaino in spalle e di intellettuali che gustano drink dall’alba al tramonto lungo il passeggio della “Scaletta”, un bar delizioso aperto fino a notte.

Per la cena passate al Veliero. Spartano ma accogliente, cucina casereccia e pesce freschissimo che potrete scegliere dall’acquario e che finirà dritto sulla griglia. Noi ci siamo andati due sere consecutive.

Nel bordo antico, poi, una piccola chicca che non va assolutamente persa perché racconta un po’ la storia e la tradizione marittima vera di questa bella isola: su una parete della Chiesa Maria SS delle Grazie c'è una mostra permanente sugli Ex Voto Mare: poesie, frasi e detti marinari che inchiodano a lungo chiunque passi da quelle parti. La poesia dell'incipt su Marettimo è incisa su una mattonella di terracotta su quella fiancata.

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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