TEXAS, NEW MEXICO & NEW YORK: Viaggio nel Lone Star State tra città, parchi, deserti e la Route 66

May 8, 2018

E finalmente il Texas, l’America che volevo, quella che ancora mi mancava.

Per mesi mi sono detta che io questo viaggio dovevo farlo. Perché morivo dalla voglia di vedere un'altra faccia dei miei amati States.  

E così, detto-fatto. 

In poche ore mi sono ritrovata con una nuova e meravigliosa avventura da organizzare.

Devo dire che è stato complicato, non per la gestione del viaggio in sé ma piuttosto per il coinvolgimento di compagni di avventura desiderosi di conoscere davvero qualcosa di nuovo. Perché questi, diciamolo, non sono i soliti States. Questa è un’America differente e ancora poco conosciuta.

Perché nel mio viaggio avevo inserito, insieme al Texas, anche una breve ma intensa toccata del New Mexico. E qualcuno mi ha fatto anche domande un po' confuse sulla destinazione geografica.

Tra l’altro parlare degli Stati Uniti con chi ancora lì non ci aveva mai messo piede, ha significato dirottare i discorsi su New York, la California, i parchi dell’Ovest, gli States che guardano ad Est, e qualcos'altro ancora.

E' stato complicato, lo ribadisco. Qualcuno ha anche detto…”Che ci vai a fare in Texas?”.

Ma io, noi, ci siamo andati lo stesso. Per fortuna!

A parte questi simpatici retroscena, oggi lo posso dire con certezza assoluta: lì, in quell’America ancora selvaggia, ho visto paesaggi bellissimi, praterie a perdita d’occhio, deserti che mi hanno rubato il cuore.

Con i miei compagni di viaggio ho condiviso esperienze fantastiche, abbiamo macinato migliaia di chilometri, da Sud a Nord, da Est a Ovest, e la bellezza dei colori e la straordinaria immensità dei paesaggi ci hanno regalato grandi emozioni. 

Di questi posti ho apprezzato ogni cosa, ma più di tutto il silenzio e la maestosità. In alcuni momenti, ed è stata una sensazione bellissima, circondati da quella natura così esplosiva intorno a noi, ci siamo sentiti veramente piccoli.  

Città, parchi, deserti e scenic route. In questo viaggio non è mancato proprio niente e l’unicità di alcuni luoghi che caratterizzano questi Stati non ha davvero niente da invidiare al resto d’America.

Detto tra noi: non è forse vero che la bellezza di ogni viaggio è anche questa? Guardare qualcosa che tanti occhi non hanno ancora visto? E guardarla con quella curiosità che ne fa percepire la diversità?

L'America è bella tutta, amici, ed è bella proprio perché è diversa. Ogni città ha le sue peculiarità, ogni parco la sua forma e i suoi colori, persino il cielo e i tramonti hanno sfumature diverse.

Texas e New Mexico mi hanno consegnato una natura spettacolare. Di quei posti conservo ricordi magici e posso dirlo con convinzione anche adesso che è un viaggio che rifarei ad occhi chiusi.

Soprattutto per aggiungere cose in più al mio itinerario e vedere luoghi differenti che, solo per mancanza di tempo, non sono riuscita a raggiungere.

Il Texas, sappiatelo, è un paese stupendo e merita anche di più del tempo che abbiamo dedicato.

Il nostro giro ci ha visto fare su e giù per 12 giorni ed ha incluso anche la mia amata New York. 

E' stato tutto molto bello e impegnativo. Come detto, nell'itinerario ho inserito anche un pezzo, piccolo e prezioso, del New Mexico, paese straordinario che mi ha colpito per la sua accoglienza.

Il tour – eravamo in 5 - è stato impostato in modo da avere sempre tappe stabilite, cose da fare e vedere. Questo perché avevamo i minuti contati ed era necessario che nulla fosse lasciato al caso, che ogni dettaglio fosse definito.

Non vi spaventate: quello che state per leggere non è un piano di combattimento. 

La verità è che i viaggi "on the road" devono essere ben progettati: mappe, calcolo dei km, siti da vedere, verifiche di giorni e orari di apertura dei luoghi da visitare.

Sembrano sciocchezze, dettagli...ma non è così. Se non si fa così, si rischia di restare a bocca asciutta!

Giusto per iniziare, ecco un primo consiglio rispetto all’itinerario che sto per raccontarvi.

Aggiungete 2 giorni ai 12 che ho fatto io. Avrete la possibilità di godervi maggiormente località che sono stata costretta a lasciare in breve tempo tanto era serrata la tabella di marcia.

Dallas, per esempio, è una città che merita moltissimo. Al Big Bend National Park ci siamo arrivati il giorno dopo un flooding, un’alluvione che non ci ha consentito di fare il trail al Sant Elena Canyon ma solo di ammirare dall'alto una delle più grandi meraviglie d'America. Avessimo avuto un giorno in più, avremmo prolungato la nostra sosta e rimandato la passeggiata al giorno successivo.

E poi, qualche riserva indiana vicino Tularosa l’avrei vista volentieri.

Detto questo, ricordate una cosa: programma meticoloso e ben schedulato sempre ma...un viaggio è, insieme, mistero e scoperta. Potrete fare qualsiasi itinerario ma non avrete mai la certezza di cosa veramente troverete per strada. Ci saranno luoghi che sentirete vostri e in cui avrete bisogno di restare più a lungo. Posti che non avevate preventivato di vedere, che vi capiteranno per caso e magari vi porterete sempre nel cuore.  Ecco: nessuno sa, prima di partire, cosa troverà on the road.

E questa, vi assicuro, è e resterà la parte più bella del viaggio! 

Detto questo, pronti ad iniziare.

 

BREVE SCHEDA DI RIEPILOGO

Itinerario: 12 giorni

Periodo: 30 Luglio – 10 Agosto 2017

Km percorsi: 2600 circa

Mezzi utilizzati: 1 Van Dodge da 7 posti

Numero dei componenti del gruppo: 5 persone

Costo del viaggio: 2600 € circa​

 

La prima cosa da fare è definire quando. Qual è il periodo migliore dell’anno per fare questo viaggio?

Io direi che ogni stagione è perfetta. Escluderei solo le settimane tra metà agosto e metà ottobre. Il Texas meridionale è nel golfo del Messico e la furia dell’uragano Harvey - della scorsa estate - serve a ricordarci che gli eventi geo-climatici stagionali non sono da sottovalutare. Questa regola vale in ogni parte dell’emisfero. In ogni caso il meteo è l’unica cosa che non potremo mai controllare.

Io ho scelto la fine di luglio. E dal punto di vista delle temperature è stato pazzesco. In Texas, specie nel versante più a Sud, abbiamo trovato anche 55 gradi con un tasso di umidità altissimo e aria irrespirabile. Più a nord del paese, così come in New Mexico, invece, almeno di sera le temperature invece erano molto più fresche.

Quindi valutate questo stesso periodo se non temete il caldo afoso, che in alcuni momenti potrebbe rendere poco piacevole il giro tra parchi e città, oppure puntate all’autunno e alla primavera se desiderate un clima più temperato.

 

I costi. Se vi anticipate un po’ è meglio. Ricordate che dovete comprare dei biglietti per gli States, e costano. Sempre! Preferite voli diretti se riuscite, o limitate al massimo gli scali per non arrivare distrutti in posti che vi vedranno impegnati in un bel tour! Noi abbiamo volato con United Airlines. La mia prima volta con questa compagnia e il mio giudizio è positivo specie per la puntualità e la gentilezza dello staff di bordo. Unica pecca, aria condizionata e temperature glaciali. I nostri voli prevedevano uno scalo e sono stati comodi ma non c’è niente di meglio che avere un biglietto diretto. Molte compagnie volano senza stop sugli aeroporti texani. Tra queste, per esempio, American Airlines, che conosco e consiglio.

 

Per le prenotazioni alberghiere il discorso è a parte. Tutto è stato finalizzato a pochi giorni dalla partenza. Sono riuscita a trovare hotel ottimi a prezzi eccellenti. In alcuni posti, soprattutto nelle città, ho trovato meravigliose strutture a 4 stelle tutte prenotate con Booking e Hotels. Li trovo molto buon entrambi, sono circuiti controllati e si può pagare direttamente all’arrivo in hotel. Un bel posto in cui passare la notte, alla fine di una lunga giornata di tour, abbiate fede che fa davvero la differenza.

 

Per mangiare, la scelta è vostra. Potrete preferire il risparmio e fiondarvi in note catene o fast food che sfornano panini o ali di pollo a tutte le ore - buonissimi tra l'altro - o decidere di vivere anche l’esperienza gastronomica locale assaggiando una vera bistecca texana o la nota birra artigianale del Lone Star State. Il conto salirà, ovviamente, ma volete mettere? Personalmente, se possibile, vi consiglio di non guardare troppo il portafogli. Vuol dire rinunciare a molto da queste parti. Ma questo suggerimento non vale solo per gli States. Quando viaggiate, fatelo sotto ogni punto di vista.

Durata. Come detto, questo è un viaggio di 12 giorni. Per rifare questo stesso itinerario io però ve ne consiglio 14 e sarà perfetto. Avrete il tempo di godervi qualcosa in più lungo la strada, specie nella tratta Amarillo-Las Cruces e Las Cruces-Marathon. Fate uno schedule delle cose da vedere. Quando il tempo è limitato, rispettare un timing è l’unica possibilità che avrete per non perdere niente.

In questo viaggio è stato inserito uno stop finale di due giorni a New York. Inutile che vi dica che io che ci vado ogni 3 mesi me li sono dovuti far bastare. Se voi, invece, a NY non ci siete mai stati, allungate ulteriormente la permanenza negli States e cliccate sulla pagina del mio blog dedicata a NY. Troverete anche una piccola guida sulle cose da vedere nella mia adorata Big Apple.

 

Documenti. Prima di partire, controllate che il passaporto sia a posto: scadenza per esempio, e timbri che oggi rendono complesso l’ingresso negli States. Non dimenticate di fare l’Esta: costa 14 dollari e dura 2 anni. Si fa online in 5 minuti. Attenzione ai siti truffa, il link giusto è questo.

Stampate l'Esta e portatela sempre dietro! E’ fondamentale. E accertatevi, quando arriverete negli States, che vi timbrino il passaporto validandovi il visto. A me sono andati in confusione di date e hanno omesso di farlo. Cosa che mi ha dato qualche problema durante le verifiche ai Border Patrol al confine con il Messico! Praticamente risultavo "clandestina" avendo solo il vecchio timbro-visto scaduto!

Portate un secondo documento, per sicurezza, e non pensate ai dollari prima della partenza. Lì si paga tutto con la carta di credito. Se non avete carte internazionali che funzionano col GeoControl, avvisate la banca o vi ritroverete agli sportelli esteri con impossibilità di prelevare.

Non dimenticate la tessera sanitaria. Non pesa nulla e vale la pena averla in tasca. Se possibile, fate un’assicurazione. In America è buona norma averne una. Ce ne sono di ottime online, anche low cost.

 

Bagaglio: mettete in valigia cose leggere e pratiche. Le temperature d’estate sono bollenti, basteranno pantaloncini e scarpe da tennis. E qualcosa di carino per la sera servirà in tutte le città. Discorso diverso per le altre stagioni. Anche in Texas e in New Mexico fa freddo, non lo sapevate? Quindi attrezzatevi.

Fate un bagaglio a mano con l’essenziale. Se la valigia non dovesse arrivare potrete fare acquisti on the road ma un cambio e necessità per l’igiene personale sono indispensabili. Portate repellente per le zanzare, utilissimo nel deserto e nei parchi. E non dimenticate una felpa o un giubbetto leggero. Perché nelle zone più a nord e in quelle desertiche la temperatura scende anche di 20 gradi!

Non dimenticate uno zaino porta-tutto, un k-way per acquazzoni improvvisi, solari potenti (55 gradi sapete quanto scottano sulla pelle?), un costume che una piscina on the road si trova sempre, un cappello. Infine, qualche medicinale: tachipirina e aspirina anti-sfiga andranno benissimo.

 

Non dimenticate carica batterie e trasformatori americani, oltre che le batterie portatili che vi saranno utili. Mi raccomando: macchina fotografica sempre pronta! Tornerete a casa con una raccolta da lasciare tutti senza parole. Se siete già stati in America, questa non è la stessa America che avete già visto. Se è la vostra prima volta, vi accorgerete delle differenze quando lascerete Texas e Nuovo Messico e arriverete a New York. Infine, non dimenticate l'asta per il selfie. Oramai, mia inseparabile compagna di viaggio, è quella con cui scatto le foto più belle. Servirà di certo anche a voi!

La macchina e la guida. Preferite una macchina grande, starete più comodi. Tra l'altro è preferibile una vettura più grande quando si attraversano parchi e deserti. Ancora una volta sulla mia strada ho incontrato Alamo, che sceglierei sempre e comunque. Avevamo un’assicurazione basica e il navigatore. Per me più che sufficienti ma qualcuno ha temuto che le ruote potessero esplodere per l’eccessivo calore. E per stare più tranquilli, con 70 dollari l'abbiamo integrata.

Suggerimento: prima di partire scaricate mappe e App che vadano anche offline e controllate il percorso del navigatore. Il Garmin è ottimo, fino a prova contraria. Noi senza Google Map ci saremmo persi più e più volte. L'App, una volta impostata col percorso, funziona anche offline. Poi, serbatoio sempre pieno: potreste non trovare distributori per centinaia di miglia. E una bottiglia d’acqua per raffreddare il motore! 

Per guidare, ricordatevi di contattare in Italia, prima di partire ovviamente, un’agenzia o la motorizzazione per la patente internazionale. In Texas è obbligatoria. In realtà, di noi solo uno ce l’aveva. Abbiamo consegnato le patenti in aeroporto a Dallas e la registrazione è avvenuta senza problemi. Ma i problemi si potrebbero avere – noi non ne abbiamo avuti – se vi ferma la polizia!

Infine, rispettate i limiti di velocità: negli Stati Uniti queste violazioni comportano anche l’arresto!

 

Meteo e fusi. Nel primo caso, è una cosa seria come ho già avuto modo di raccontarvi

Cercate di essere sempre aggiornati day by day. Noi, solo per caso, abbiamo evitato un flooding, una pioggia torrenziale che ha provocato un’alluvione al Big Bend. In certi casi, è consigliabile mettersi al sicuro. Occhio e orecchie su iphone: negli States l’allarme arriva direttamente sul cellulare.

Per il fuso, con questo viaggio siamo rientrati a casa abbastanza stonati: ne abbiamo cambiati 4!

-7 ore in Texas, -8 in New Mexico, poi di nuovo -7 nella parte meridionale del Texas e infine New York con -6. In questi spostamenti, si guadagna tempo verso Ovest e lo si perde rientrando verso Est. Organizzatevi bene anche in funzione di questo.  

 

Internet e info varie. Non vi consiglio schede internazionali, il wifi è ovunque. A parte in alcuni tratti desertici o al Big Bend, abbiamo avuto linea sempre. In certi posti non avremmo avuto linea nemmeno con una scheda locale. Definite le cose da vedere e date uno sguardo preventivo a giorni e orari di apertura di certi posti, all’acquisto dei tickets, alle prenotazioni obbligatorie. Ricordate che in certi giorni quel determinato posto potrebbe essere, chiuso, full, non disponibile…e allora sai che delusione!

Durante questo viaggio non ho fatto prenotazioni di alcun tipo. Ma avevo orari e info di tutto.

 

Con chi andare. E' non è la ciliegina sulla torta, è davvero l'essenziale. Una cosa che non mi stancherò mai di dire è quella di scegliere persone simili, con lo stesso spirito d’avventura, la stessa voglia di scoperta. Questi sono viaggi impegnativi, sotto ogni punto di vista. Bisogna essere pronti a lunghi spostamenti, al caldo, alle variazioni di programma. Serve lo stesso mood: è indispensabile!

Infine, un po’ di musica buona e...sì che potrete dire di essere pronti per questa meraviglia d’America.

 

 

Giorno 1, Roma – Dallas

La giornata inizia prestissimo. Da Napoli partiamo io e Agata direzione Fiumicino. Dal Nord Italia si incontrano a Malpensa Gianluca e Davide, che partono sullo stesso volo. Paolo, ultimo aggiunto a questo viaggio, ha un operativo diverso. Ci ricongiungiamo a Washington con i primi due e  e finalmente ci conosciamo. A Dallas incontriamo anche Paolo. 

Recuperiamo la macchina da Alamo, un Dodge Gran Caravan bianco, minivan nuovissimo e super comodo. Arrviamo in Hotel, al Crowne Plaza, bello e confortevole, centralissimo, proprio a Elm St.

Scendiamo per la cena a piedi e andiamo da Frankie’s, al 1303 di Main St. Mangiamo un ottimo panino e rientriamo distrutti. Dopo la nostra prima cena a Dallas, ho sentito che il viaggio era iniziato davvero.

 

 

 

Giorno 2, Dallas - Fort Worth Stockyards - Fort Worth, (40 miglia circa)

Sveglia molto presto. In programma abbiamo un bel giro a Dallas. Il tempo è poco e non vogliamo perderci nulla. Appuntamento alle 8 per la colazione. Ci fermiamo a Market St da Corner Bakery dove facciamo proviamo muffins enormi e gustosi. 

Giriamo in città, da Market St a Elm St, da Commerce all’area dell’Arts Ditrict. Tutto rigorosamente a piedi. La città è bella ed elegante, vuota per le temperature bollenti alle 9 del mattino. Facciamo un giro in tram per provare i mezzi pubblici locali. Dall’Arts District arriviamo in 5 minuti alla Biblioteca pubblica e a City Hall. Torniamo indietro a piedi verso l’Old Red Museum, bellissimo edificio antico che con il suo rosso contrasta con i grattacieli a specchio del quartiere, e poi andiamo a JFK Memorial Plaza e al Sixth Floor Museum (cliccate qui per leggere del Museo di JFK) al Dalaey Plaza. Il posto è pieno di gente ed è commovente. Alle 13.30 recuperiamo la macchina e lasciamo Dallas, direzione Fort Worth Stockyards, dove alle 16 ci aspetta la Longhorn Parade a Exchange Ave. Prima però pranziamo da Riscky’s con hamburger, pollo e insalate buonissime e fiumi di birra alla spina locale. Giriamo sotto il sole, ci infiliamo nel Cowtown Cattle Pen Maze. Poi andiamo al Forth Worth Livestock Exchange per vedere le longhorns che hanno partecipato alla parata. Sul marciapiede, lungo E.Exchange Ave, c’è il Texas Trail of Fame e scattiamo qualche foto. Giriamo tra negozi e facciamo un salto allo Stockyard Championship Rodeo. I rodeo ci sono sono nel weekend ma la struttura è bella da vedere anche senza cowboys! Raggiungiamo il Days Inn, a Fort Worth. Stanze piccole, posto non proprio ameno, e che no…non consiglio! 

C'è un posto molto bello in città: i Water Gardens. Assolutamente da vedere e quindi ci andiamo. Se vi va di vederli in anteprima, cliccate su questo link. Ceniamo in un ristorante a Commerce St, ci fermiamo a Sundance Square e ci godiamo le spettacolo delle fontane illuminate di sera a colori. Poi andiamo a bere un drink al locale del film Coyote Ugly, dove è stato girato il film omonimo. Lo trovate al 3005 Bledsoe St.

 

 

 

Giorno 3, Fort Worth - Palo Duro Canyon - Amarillo, (350 miglia circa)

Si parte alle 8 dopo una colazione inesistente al motel. Direzione Amarillo (per aprofondimenti sulla città cliccate qui)  per strada c’è tanto da vedere. Prima sosta dopo un paio d’ore in una stazione di servizio. Il tempo non promette nulla di buono e dopo un po’ di pioggerella finalmente il sole! Ci fermiamo a Claude per pranzare al Dairy Queen con un panino al volo e ci rimettiamo in macchina perché il Palo Duro Canyon è davvero vicino. Prima di arrivare al canyon, il secondo dopo il Grand Canyon dell’Arizona, ci fermiamo per caso a Combine City (l'articolo è qui) dove troviamo 14 trattori a testa in giù, omaggio al Cadillac Ranch. Il Palo Duro ci entusiasma, è molto bello. Lo giriamo in macchina e ci fermiamo ad ammirare la vegetazione tipicamente messicana. Riprendiamo la strada per Amarillo. Facciamo sosta prima al Bill’s Bacyard Classics, vecchia pista dove sfilano le macchine, poi al Texas Panhandhle War Memorial, infine all’Historic District della Route 66 di Amarillo dove ci fermiamo per un aperitivo in un locale storico pieno di motociclisti, lo Smokey Joe’s.

Per cena via con The Big Texan, locale storico, assolutamente da provare. Dormiamo all’Amarillo Inn & Suite, posto in cui stiamo benissimo. E con una Breakfast Lounge in perfetto stile Route 66!

 

 

 

Giorno 4, Amarillo - Route 66 (Vega, Adrian, Tucumcari) - Alamogordo - White Sands - Las Cruces, (420 miglia circa)

Sveglia all’alba, oggi è il giorno più bello: la Route 66, l’ingresso in New Mexico e il deserto bianco delle White Sands. E’ la giornata in cui guadagniamo l’ora di fuso, lancetta indietro di 1 ora al nostro ingresso in Nuovo Messico. Iniziamo col Cadillac Ranch. A 500 metri ci fermiamo anche 2nd Amendement Cowboy, col suo mega cowboy nel piazzale. Tocchiamo città storiche della Route: Vega, Adrian col Mid Point (il punto della Route 66 esattamente a metà tra LA e Chicago), Tucumcari. Durante il viaggio ci fermiamo alla città fantasma di Cuervo. Poi a Carizzozo per un velocissimo pranzo. Riprendiamo la macchina e arriviamo ad Alamogordo, che non visitiamo, ma ci fermiamo a PistachioLand. Per una lettura completa su questo pezzo della Route 66, cliccate qui

E finalmente le White Sands (in quest'articolo trovate ogni dettaglio): 5 dollari a persona per accedere al deserto di gesso. Ce lo godiamo fino al tramonto insieme ai Rangers che organizzano il Sunset Stroll.

Lasciamo il parco e per cena ci fermiamo nell’unico posto aperto di Las Cruces – dove passiamo la notte - Applebee’s, nota catena, ottimi piatti, ben frequentata. Infine, passiamo la notte al Days Inn, come a Fort Worth, ma questo è nettamente superiore.

 

 

 

Giorno 5, Las Cruces - El Paso - Fort Hancock - Terlingua - Big Bend National Park - Marathon, (400 miglia circa) 

Sveglia alle 6.45: l’ora di fuso oggi la perdiamo. Da Las  Cruces  raggiungiamo  El  Paso e percorriamo la Scenic Drive Overlook con vista fantastica sulla città. Ma da qui si vede anche la seconda città più pericolosa al mondo dopo Caracas, Ciudad Juarez. Proseguiamo verso Sud. Ci diciamo che vogliamo arrivare al confine col Messico, e propongo di deviare a Fort Hancock perché l'ingresso da Ciudad mi sembra davvero azzardato. Raggiungiamo così il Border Patrol con il Messico. E quello che vedo non mi piace: sembra di essere tornati indietro di 100 anni. Muri altissimi, cancelli e grate. Al paese c'è un food market, una vecchia gas station, una chiesa mexican style, un enorme serbatoio, un passaggio a livello. Eccola l’America che volevo. Durante  il  tragitto passiamo un Border Patrol con obbligo di stop. Ci controllano e poi proseguiamo verso Marfa/Valentine dove troviamo la buffa scultura di Prada. 

Raggiungiamo finalmente Terlingua, la vecchia città fantasma. Pranziamo da High Sierra e poi puntiamo al Big Bend National Park. Il parco è uno spettacolo. L'immensità qui è una meravigliosa signora che lascia senza fiato. E il Santa Elena Canyon è una vera meraviglia della natura.

In serata ripartiamo, direzione Marathon. Ancora un Border Patrol con accertamenti ancora più serrati e via verso il Marathon Motel, che costa un capitale ma ci stiamo benissimo. Peccato per la cena, tutto chiuso al nostro arrivo (alle 23).

 

 

 

Giorno 6, Marathon - San Antonio, (370 miglia circa)

Partiamo presto ma prima grande colazione. Facciamo breakfast alle 8 all'Oasis Cafè. Se ci passate ve lo consiglio! Poi prendiamo la strada per San Antonio. Ci fermiamo ad uno store per prendere qualcosa da mangiare. Poi a Fort Stockton per fare benzina. Arriviamo a San Antonio nel primo pomeriggio. Il nostro albergo è splendido, è il Grand Hyatt, nel cuore della city. San Antonio è una città bella ed elegante. Scendiamo a piedi e iniziamo il giro dalla Villita, andiamo alla Cattedrale e ammiriamo la Statua di San Antonio da Padova. Siamo nell’area storica della città che vive sul fiume. Poi passeggiamo fino all’Historic Market Square: e qui si respira il Messico. A metà pomeriggio ce ne andiamo a River Walk. Facciamo un giro in battello, ci godiamo una passeggiata sul lungofiume e ceniamo in un posto molto carino, Zinc, che ci propone un menu con carne eccellente. La città è molto viva, piena di ristoranti e locali, e di notte è un crocevia di persone da ogni parte degli States. San Antonio è una città pazzesca, da vedere.

 

 

  

Giorno 7, San Antonio - Fort Alamo - Austin, (80 miglia circa)

Sveglia alle 7. Colazione da Starbucks e ci mettiamo in fila per visitare il sito storico di Alamo, noto per la famosa e omonima battaglia contro il Messico che restituì il sito al Texas. Dopo un paio d’ore e qualche acquisto, ci godiamo un cocktail aperitivo dal lounge bar della Tower of America.

Riprendiamo la macchina e partiamo per Austin. Ci fermiamo in un Wulmart Store per comprare qualcosa da mangiare al volo. Arriviamo al Super 8 Downtown. Nessuna nota positiva per questo motel se non la comodità di scendere a piedi e arrivare in 20 minuti al centro.  Visitiamo State Capital, il secondo Campidoglio degli States, poi imbocchiamo Congress Ave e procediamo verso il centro. Arriviamo al fiume e ci separiamo in due gruppi. Il lungofiume è splendido. Ci ricongiungiamo poco prima del tramonto per assistere all’evento più noto del Texas: il Bat Watching. Voi lo sapevate che è addirittura uno show conosciuto in tutta America? Per saperne di più leggete qui. Per cena scegliamo la 6th strada, luogo di locali e vita notturna. Prenotiamo in un ristorante messicano e nell’attesa facciamo il giro di terrazze e locali per ascoltare musica live. Ceniamo all’Iron cactus e chiudiamo con altro giro di locali. The Blind Pig e San Jac sono veramente top.

Ho adorato Austin ma devo puntualizzare una cosa: di sera alcune zone non sono proprio tranquillissime. Nell'area intorno alla 6th, dove tutto sbrilluccica, è pieno di senza tetto che spesso litigano tra loro. C'è sempre polizia ovunque ma voi fate attenzione lo stesso!

 

 

 

Giorno 8, Austin - Houston, (170 miglia circa)

Partenza alle 8 per Houston, ma prima ci fermiamo a vedere il murales cartolina nel quartiere di Guadalupe. Arriviamo alla NASA a mezzogiorno. Questo posto ha il suo bel perché! E' la mia seconda volta alla Nasa. Dopo Cape Canaveral mi pareva giusto bissare con Houston. Il posto ci piace!

Fine della visita e andiamo verso Houston Downtown. Il quartiere è molto bello: grattacieli di vetro, strade larghe, fiori, ristorantini e bar che durante la settimana rendono l’area certamente molto piacevole da frequentare. Non di domenica però dove troviamo - ahimè - solo homeless. E ve lo sottolineo perché non ci ha fatto una bella impressione. 

Ci spostiamo quindi al Rice Village, anche qui un deserto dopo le 20 ma, sotto consiglio di un amico che ha vissuto a Houston, ceniamo allo spagnolo Mi Luna: carino, piatti buoni e con un cameriere turco simpaticissimo e innamorato dell’Italia. Raggiungiamo l’hotel, il Ramada, vicinissimo all’aeroporto. A parte la scarsa gentilezza, è un’ottima struttura. 

 

 

 

Giorno 9, Houston - New York, (volo United Airlines da Houston a Newark)

Sveglia prestissimo. Il nostro volo per New York parte all’alba. Arriviamo in ritardo di 2 ore per il cattivo tempo, ma la pioggerella e 15 gradi di meno non ci spaventano. Prendiamo un taxi in 5 da Newark e arriviamo a Lower East Side al nostro Hotel on Rivington: veramente top! Scendiamo per un giro, attraversiamo East Side e arriviamo a Spring Street, poi incrociamo la Broadway e scendiamo al WTC per vedere la Freedom, il Memorial e Hudson River. Per la serata suggerisco ai ragazzi una cena da Bubby’s sulla Hudson. Il posto è carinissimo, nel cuore di Tribeca. Io invece vado a cena con amici al Weverly Inn, al West Village. Posto da provare!

Se non avete mai visto NY vi consiglio di leggere questa piccola guida per non mancare i luoghi imperdibili della City! 

 

 

 

Giorno 10, New York

Sveglia presto. Il tempo per NY è poco - questo è un concetto vero sempre! - e non si può sprecare. Colazione al Cafè Medi, sotto l’hotel. Provatelo, è fighissimo. Poi via in metro e scendiamo a Bryant Park. Ci credete che nessuno dei miei compagni di viaggio l'aveva mai visto? Poi ci separiamo: io e Agata andiamo verso il Rockfeller, Central Park, Chelsea, l’High Line e il Meatpacking. Un giro che ci porta ovunque, anche a fare "merenda" da Magnolia Bakery a Bleckeer St. Gli altri vanno a zonzo tra grattacieli, passeggiate in bici sul Brooklyn Bridge e altri parchi. Ci ritroviamo per cena. Propongo il Blue Ribbon, e ve lo consiglio, è un ristorante eccellente! Finiamo a bere qualcosa in un locale molto carino sulla Houston. Poi rientriamo in hotel anche se qualcuno resta ancora in giro.

 

  

 

Giorno 11, New York - Italia

Ultima sveglia all’alba. Tutti in uscita libera. Ripercorro la Broadway, faccio shopping a Soho, poi corro verso Century 21, e ancora Wall Street per vedere la "bambina senza paura" e il Ponte di Brooklyn. Tutto a piedi, anche stavolta, godendomi una giornata caldissima di sole e respirando New York ancora per qualche ora. Rientriamo tutti in hotel a ora di pranzo per riprendere i bagagli e andare a Newark.

Ecco, ci siamo. Fine di un viaggio bellissimo, di un’America che sognavo.

E New York, che sono ancora lì e già mi manca. Faccio fatica a tornare a casa. Ogni volta.

Ma poi lo so che...tanto sempre lì torno!

  

 

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Melania Bifaro | Giornalista | Travel Blogger

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